Ansia Normale o Patologica? Meccanismi di base.


L'ansia è uno stato emozionale psicofisiologico che, in condizioni normali, è necessario perché svolge un importante ruolo adattivo garantendoci la giusta reattività di fronte a situazioni potenzialmente pericolose o dannose.

L'ansia è considerata patologica quando si manifesta in modo eccessivo, perdendo in tal modo la sua originaria funzione difensiva/preventiva e divenendo essa stessa un problema per l'individuo. In tal caso si parla di disturbi d'ansia.

In questi casi l'ansia determina stati di malessere e disagio anche di forte intensità (come gli Attacchi di Panico e vari disturbi psicosomatici) alla persona che ne soffre e, nel medio-lungo termine, può danneggiare vari aspetti della propria vita, come le relazioni sociali e l'attività lavorativa, con una sensibile riduzione della qualità della vita.

Forti stati di stress (per separazioni, licenziamenti, sovraccarico lavorativo, ecc.) o stati di stress eccessivamente prolungati (spesso a livello lavorativo) producono molto frequentemente stati d'ansia patologica, rabbia eccessiva e stati di iper-reattività alle comuni situazioni della vita che possono compromettere seriamente non solo la qualità della vita dell'individuo, ma anche il suo stato di salute fisica, come nel caso dell'ipertensione, dei disturbi gastro-intestinali, dei disturbi del sonno e di molte altre patologie di origine psicosomatica.

Lo stato d'ansia consiste in un'attivazione psicofisiologica che, a livello biologico, è attribuibile all'attivazione del sistema nervoso simpatico; quest'ultimo entra in funzione non solo negli stati ansiosi, ma ogni qual volta l'individuo si trovi a dover affrontare situazioni o stressor che richiedono all'organismo l'impiego di un significativo ammontare di risorse fisiche e/o cognitivo-emotive.

L'attivazione simpatica legata agli stati d'ansia avviene quando l'individuo si trova di fronte a situazioni o stimoli percepiti, a torto o a ragione, consciamente o inconsciamente, come pericolosi. In questi casi lo stato d'attivazione psicofisiologica corrisponde al vissuto psicologico-emotivo che noi chiamiamo ansia.

Nell'ansia patologica il pericolo reale è spesso di entità inferiore rispetto a quanto percepito: ciononostante si innesca un meccanismo "a rampa", un circolo vizioso tale che l'attivazione psicofisiologica ansiosa si autoalimenta e cresce (e con essa il nostro senso d'ansia) sino a livelli d'ansia molto elevati, spiacevoli e dannosi per la vita relazionale e lavorativa; spesso i livelli ansia possono raggiungere l'intensità propria degli attacchi di panico, con conseguente successivo sviluppo di ansia anticipatoria.

L'ansia può avere una causa nota a chi ne soffre o ignota; in quest'ultimo caso la causa dell'ansia c'è ma l'individuo non riesce a identificarla: in questi casi occorre identificarla, cosa che spesso non richiede una psicoterapia ma solo un sano colloquio psicologico.

Tutti possono diventare ansiosi e l'ansia non è necessariamente patologica. Il trattamento dell'ansia è utile quando l'individuo sperimenta un'ansia patologica e cioè un'ansia eccessiva rispetto al suo oggetto (causa percepita) o invalidante in qualche aspetto importante della propria vita (sociale, lavorativo, affettivo-relazionale).

Il trattamento di biofeedback serve a interrompere/inibire questo "lancio" verso stati ansiosi incontrollabili, a controllare questa reazione inizialmente incontrollabile e a sviluppare un adeguato senso di autoefficacia.