Biofeedback per le Fobie


La fobia è uno stato psicofisiologico d'ansia di varia intensità (sino all'attacco di panico) innescato da oggetti, personesituazioni, sensazioni o pensieri specifici che variano da individuo a individuo e che chiamiamo stimoli fobici.

A livello neurobiologico e psicologico l'individuo con Fobia ha sviluppato anche un condizionamento tale che la percezione (o il pensiero) dello stimolo fobico è in grado di indurre automaticamente uno stato d'ansia intenso.

Questa risposta condizionata può essere cancellata, estintamediantel'attuazione di opportune strategie incentrate sul Biofeedback.

Questa risposta ansiosa è spesso vissuta come esagerata, irrazionale e inspiegabile.

Al contrario però tutte le fobie sono ben spiegabili perché mediate da meccanismi neuropsicologici e psicofisiologici ben conosciuti che, nonostante siano automatici, possono essere controllati efficacemente e volontariamente con il biofeedback.

 

    

 

 


Come funziona il trattamento di Biofeedback Integrato per le Fobie?


Per il trattamento di questo tipo di problema adottiamo un trattamento di tipo multicomponenziale, breve e incentrato sul biofeedback che si snoda nelle seguenti attività:

FASE 1 - Profilo Psicofisiologico (o Stress Profile) e anamnesi completa - Nella prima seduta si effettua una valutazione approfondita delle condizioni del paziente in relazione alla specifica tipologia di fobia, cercando anche di individuare i fattori che ne hanno favorito la genesi e che possono alimentarla; subito dopo, utilizzando la strumentazione del biofeedback, si effettua la misurazione (stress profile) di diverse variabili fisiologiche in condizioni di relax e di stress (lieve) per individuare le funzioni fisiologiche su cui lavorare e per definire i protocolli più efficaci. 

FASE 2 - Biofeedback Training -  In questa fase il paziente impara a controllare/ridurre l'attivazione fisiologica che costituisce l'espressione somatica dell'ansia (respirazione, frequenza cardiaca, temperatura corporea, ecc.) e cioè impara a ridurre volontariamente l'attivazione di quella parte del sistema nervoso autonomo (sistema nervoso simpatico) che presiede al vissuto di tutti gli stati ansiosi, comprese le fobie e gli attacchi di panico.

FASE 3 - Estensione delle abilità apprese alla situazione reale - Questa fase svolge una funzione determinante nel successo del trattamento. In essa si definiscono con il paziente tutte le strategie necessarie ad estendere le abilità apprese con il biofeedback alla situazione reale; grazie a queste strategie e all'uso congiunto e indispensabile delle abilità apprese nella Fase 2 l'individuo potrà esporsi in modo graduale alla situazione fobica reale sviluppando così, passo dopo passo, la capacità di controllo di se in quelle situazioni e il suo senso d'efficacia, ossia la consapevolezza di aver sviluppato la capacità di poter controllare efficacemente la sua risposta psicofisiologica (ansia) di fronte a quella specifica situazione o stimolo.

Grazie a tali strategie il paziente attiva, in modo del tutto naturale, i processi neurobiologici di abituazione (a lungo e breve termine) e d'estinzione (nelle due accezioni di "nuovo apprendimento" e di cancellazione delle memorie di paura) che sono alla base del processo di eliminazione dell'associazione tra stimolo ansiogeno e risposta ansiosa (Quirk et al. 2010).

E' in virtù di tali meccanismi neurobiologici che le tecniche apprese possono essere facilmente applicate a tutte le situazioni d'ansia eccessiva, compresi gli attacchi di panico.

 

ATTIVITA’ COMPLEMENTARI

Nel corso dello svolgimento delle tre fasi su descritte il metodo multicomponenziale da noi praticato prevede anche lo svolgimento di attività complementari finalizzate a velocizzare a migliorare l’esito dell’intero trattamento:

  • Igiene del sonno: dopo una valutazione sulla qualità del sonno vengono fornite le indicazioni necessarie a ripristinare una sufficiente qualità del sonno, ciò che è indispensabile per il raggiungimento di una qualità della vita soddisfacente. Nel caso dei disturbi legati ad alterazioni del ritmo circadiano del sonno, si interviene con strategie mirate.
  • Colloqui psicoeducativi e preventivi: conoscere i meccanismi psicologici e fisiologici che la sottendono l'ansia indotta da uno stimolo fobico e i fattori psicologici e ambientali che possono facilitarla, costituisce il primo passo per poterla controllare e sconfiggere. L'intervento psicoeducativo è finalizzato ad aumentare la consapevolezza dell'individuo e il suo senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza che la fobia non è una "nemica" misteriosa e "incontrollabile" ma che, al contrario, può essere controllata di fronte allo stimolo fobico.
  • Rilassamento Progressivo: ad ogni seduta viene fornito un CD-audio con le istruzioni da seguire a casa (o al lavoro, in auto, ecc.) per l'esecuzione delle 8 fasi del Rilassamento Progressivo, una tecnica di rilassamento scientificamente ben validata che, come dimostrato da recenti studi, potenzia/velocizza gli effetti del Biofeedback.
  • Monitoraggio intra-training: le strategie apprese durante il trattamento integrato di biofeedback devono essere poi estese alla vita reale, al di fuori setting protetto e controllato dello studio di biofeedback; per tale ragione abbiamo implementato un sistema di monitoraggio continuo sempre attivo che, tra una seduta (o sessione) e quella successiva, accompagna e assiste la persona nel delicato processo di estensione delle abilità apprese alla vita di tutti i giorni, tramite l'uso di strumenti opportunamente tarati sulle necessità di ogni singolo individuo.
  • Monitoraggio post-trattamento: terminate le sessioni di trattamento, le abilità apprese e già trasposte nella vita di tutti i giorni dovranno essere utilizzate anche nei mesi successivi; per tale ragione nei 3-6 mesi successivi alla fine del trattamento effettuiamo un monitoraggio volto sia a verificare i progressi attesi, sia a correggere eventuali errori d'applicazione e d'integrazione delle strategie apprese, sempre tramite l'uso di strumenti simili a quelli usati nel monitoraggio inter-sessione come il Diario.


I meccanismi della fobia


Ogni pensiero o rappresentazione mentale, anche se spesso non pienamente conscia o inconscia, è in grado di produrre uno stato emozionale ad essa associato.

L'emozione legata ad una qualsiasi rappresentazione mentale (ricordo, percezione, immaginazione) può esser vissuta come intensa, debole, non avvertibile, positiva, negativa o "neutra": neutra è fra virgolette perché in realtà anche in questi casi le emozioni sono positive o negative ma non sono abbastanza intense da destare la nostra attenzione o da innescare un processo di valutazione corticale (= superiore, più elaborato, cosciente) in grado di coscientizzare la positività o negatività dell'emozione debolmente attivata.

Nella fobia la risposta ansiosa viene innescata da stimoli esterni ben precisi o anche dalla loro semplice rappresentazione mentale che può attivarsi come ricordo (evento passato) o come memoria prospettica (dovremo affrontare quello stimolo fobico, magari domani o fra un mese).

Le fobie generano da un processo di apprendimento associativo, per lo più di condizionamento a causa del quale la persona associa un determinato stimolo (oggetti, situazioni, persone) ad un'intensa risposta ansiosa.

Talvolta a tale componente se ne aggiunge un'altra innata, come nel caso della paura per l'altezza o per alcuni animali come ragni e serpenti.

A volte questi stati emotivi si manifestano in modo continuo, altre volte in modo oscillante, con periodi "neri" alternati a periodi di relativa tranquillità e di buon umore.

Anche se siamo abituati a pensare che le emozioni sono "solo nella nostra mente", in realtà esse sono stati dotati di una potente componente "fisica". L'ansia è uno stato psicologico fortemente radicato nel corpo.

Ogni stato emotivo, ogni emozione, è per ciascuno di noi un vissuto psicofisiologico che, per sua natura, è determinato e alimentato (in gran parte) oltre che dall'attivazione di specifiche rappresentazioni mentali relative a persone, oggetti o eventi (più o meno consce) in grado di suscitare tali emozioni, anche da specifiche combinazioni di sensazioni corporee geneticamente predisposte a costituire l'emozione ansia.

Le emozioni sono stati psico-fisiologici proprio perché caratterizzati da mix specifici (per ogni emozione) di stati mentali e sensazioni provenienti dal nostro corpo che possono influenzarsi reciprocamente.

Si pensi alla forte risposta ansiosa di fronte ad uno stimolo fobico: cosa accade nel nostro corpo e nella nostra mente? 

L'attivazione della rappresentazione mentale dello stimolo fobico (percezione, ricordo passato o prospettico), per puro condizionamento (instauratosi in passato ma a volte con componente genetica), attiva quella rete di centri nervosi sottocorticali della paura chiamata, in ambito scientifico-sperimentale, "fear circuit" (circuito della paura).

L'attivazione del fear circuit innesca immediatamente uno specifico pattern d'attivazione di altri centri nervosi (talamo, ipotalamo, tronco encefalico e i sistemi simpatico e parasimpatico) i quali a loro volta modificano l'attività di diversi organi e apparati (cuore, vasi sanguigni, stomaco, intestino, ecc.) determinando combinazioni variabili dei seguenti stati fisiologici che noi percepiamo grazie alle vie nervose sensoriali che innervano gli stessi organi e tessuti interessati e che proiettano alle regioni cerebrali superiori:

  • tachicardia, aritmie (sensazione del cuore che batte velocemente o che batte in modo irregolare)
  • vasodilatazione e vasocostrizione periferica (sensazioni di caldo/freddo, vampate, brividi)
  • sudorazione 
  • contrazioni della muscolatura liscia dell'apparato gastrointestinale (sensazioni addominali come dolore, senso di tensione, cattiva digestione-dispepsia, aerofagia, moti intestinali, diarrea, nausea, vomito)
  • ipersecrezione gastrica = bruciore allo stomaco, reflusso gastroesofageo
  • sensazioni respiratorie come il respiro corto, la mancanza d'aria, il soffocamento e i dolori al petto (di origine non cardiaca)
  • stimolo di minzione
  • tremori diffusi
  • dolori e cefalee specie nelle persone con cefalea e/o fibromialgia

Quando di fronte ad uno stimolo fobico abbiamo un attacco d'ansia più o meno intenso (sino all'attacco di panico), tale emozione è costituita quindi da un mix di pensieri e intense sensazioni fisiche specifiche, quelle appena elencate in combinazioni variabili da individuo a individuo.

Spesso il frequente ripresentarsi di questi "mix psicofisiologici dell'ansia" determina condizionamenti tali che l'attacco d'ansia può essere innescato a partire dalle stesse sensazioni fisiche: ad esempio il percepire il proprio ritmo cardiaco accelerato dopo una camminata veloce o una normale attività impegnativa può essere "scambiata" come l'inizio di un attacco d'ansia, solo perché la tachicardia è un sintomo che abbiamo esperito durante l'attacco d'ansia, cosa che spaventa e da il via ad un'escalation psicofisiologica che porta ad un progressivo aumento dello stato ansioso sin'anche all'attacco di panico: il tutto indotto da un normale aumento dell'attività cardiaca.


 Quanto dura il trattamento?


Mediamente il trattamento integrato di Biofeedback per le Fobie richiede un unico ciclo di 10-15 sedute, con cadenza settimanale. La prima seduta, durante la quale si effettua lo Stress Profile (o Profilo Psicofisiologico), ha una durata di 90 minuti; le sedute successive durano circa 30 minuti

Occorre solo un ciclo di sedute e, una volta completato, non occorre ripetere il trattamento. 

  


Quanto costa il trattamento di Biofeedback integrato?


L'intero trattamento ha un costo contenuto consistendo in un unico ciclo di sedute senza la necessità di ricorrere a cicli successivi o periodici.

La tariffa di una seduta varia dai 50 agli 80 euro a seconda del reddito e/o di altri fattori legati alle particolari condizioni e necessità del paziente, come la lontananza

La prima seduta, che comporta un'approfondita analisi del problema e la valutazione psicofisiologica o stress profile (con la nostra strumentazione), ha un costo di 90 euro e una durata di circa 90 minuti.

 Lo stress profile è necessario a stabilire il protocollo di biofeedback più adeguato alla specifica situazione.

 Il Biofeedback è una prestazione sanitaria detraibile.


 Il Biofeedback ha effetti collaterali? E' un metodo naturale?


Il Biofeedback è un metodo d'intervento naturale per eccellenza: esso infatti non comporta l'assunzione di sostanze di alcun genere (naturali o di sintesi) e si basa sui naturali meccanismi neurobiologici dell'apprendimento. Il biofeedback è una forma di allenamento (un training) guidato da strumenti sofisticati e tecniche mirate.

Il biofeedback è un metodo d’intervento sicuro, non-farmacologico, non-invasivo, indolore e privo di effetti collaterali, ad eccezione della possibile irritazione cutanea negli individui allergici al cerotto adesivo di alcuni sensori, fenomeno che si può evitare con le opportune misure.

Nei protocolli di training respiratorio e di rilassamento gli individui predisposti possono inoltre sperimentare una sensazione temporanea di "testa leggera" conseguente all'attività respiratoria. Tali fenomeni sono reversibili e possono essere ridotti o evitati con le opportune precauzioni.


  E' una cura a lungo termine?


Studi di follow-up hanno dimostrato che, per la maggior parte dei pazienti ansiosi trattati con il Biofeedback che continuano ad applicare le abilità apprese, gli effetti del trattamento rimangono invariati nel corso del tempo, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori trattamenti.


 Contatti e indirizzi


I trattamenti di Biofeedback e quelli integrati sono svolti dalla équipe formata dal Dr. Alessio Penzo e dalla Dr.ssa Loredana Scalini presso lo studio situato in Via Giovanni Guareschi 123, 00143 - Roma (EUR-Laurentina).

E' possibile prendere un appuntamento, in base alle disponibilità, dal Lunedì al Sabato. 

Orari:  Lunedì - Sabato / 12:00 - 19:00

Tel. 06 4542 4587 

Cell. 347 29 599 16

eMail Segreteria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

  • Come raggiungerci:

Indirizzo: Via Giovanni Guareschi 123 - Roma (EUR-Laurentina)

Con i mezzi pubblici: Fermata Metro B Laurentina + Autobus 776 oppure Fermata Metro B Fermi + Autobus 779

In Automobile: clicca sulla mappa. 

 

 

Commenti   

0 # Alessandra 2017-02-28 18:15
Buona sera, mio figlio ha sempre sofferto d'ansia ma da qualche mese ha la fobia per il traffico, per tutti i luoghi affollati e per questo non riesce più a frequentare l'università e a fare gli esami. Potete aiutarlo?
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0 # Dr. Penzo 2017-03-02 19:18
Buona sera, per rispondere alla sua domanda si può fare molto per suo figlio; come ho ribadito in altre sedi, l'ansia non deve assolutamente esser vissuta o intesa come un destino inevitabile. Può essere sconfitta più facilmente di quanto possa sembrare quando ci si trova in quella condizione.

Suo figlio sembra soffrire di una condizione denominata Agorafobia; è molto comune. E' necessario svolgere una valutazione approfondita ma posso dirle già da ora che il nostro approccio integrato è particolarmente efficace in questo tipo di problema.
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