• Il Biofeedback per l'Ansia e gli Attacchi di Panico


     

     

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    Effetti a breve, medio e lungo termine del Biofeedback per l'Ansia


    Il Trattamento di Biofeedback per tutti i Disturbi d'Ansia è supportato da numerosi studi. Poiché è anche dimostrato che l'abbinamento del biofeedback ad altri trattamenti non-farmacologici ha un'efficacia maggiore rispetto al biofeedback in monoterapia, presso il nostro studio il paziente può scegliere di svolgere il solo trattamento di biofeedback oppure il trattamento di biofeedback multicomponenziale, senza costi aggiuntivi. Entrambi i protocolli sono finalizzati al raggiungimento dei seguenti obiettivi nel breve, medio e lungo periodo:

    • Controllo dei sintomi somatici dell'ansia- Tramite l'apprendimento di specifiche tecniche l'individuo acquisisce l'abilità di controllare ed eliminare sul nascere i sintomi fisici dell'ansia e degli attacchi di panico (tachicardia, respiro corto, sudorazione, vertigini, ecc.) in qualsiasi momento e situazione.
    • Controllo del flusso di pensiero - Uno dei problemi più frequenti in tutti i disturbi d’ansia è l'incapacità o impossibilità di controllare/frenare o contenere il flusso dei pensieri; spesso l’individuo in stato ansioso produce involontariamente una successione rapida di pensieri ansiogeni o negativi che alimentano lo stato ansioso in un circolo vizioso che alimenta o determina l’escalation da uno stato ansioso lieve ad un attacco di panico o ad un’ansia ancor più intensa. In questi casi l'abilità di focalizzare l'attenzione volontariamente su pochi stimoli o rappresentazioni mentali risulta molto efficace nel ridurre o bloccare, anche sul nascere, l'incontrollato flusso di pensieri. Tramite specifiche tecniche di concentrazione e mediante l’utilizzo congiunto di un segnale di feedback che informa l’individuo in tempo reale circa il suo reale stato di attivazione psicofisiologica che si accompagna e precede l’insorgere dell’emozione “ansia” in relazione ai pensieri che fa, l’individuo impara a focalizzare volontariamente la propria attenzione su rappresentazioni mentali rilassanti, imparando in tal modo a controllare/contenere il flusso di pensieri, ripristinando rapidamente lo stato di calma e concentrazione o bloccando all’origine (prevenendo) l’insorgere di uno stato ansioso o di panico.
    • Acquisizione del senso di autoefficacia - L'autoefficacia è la consapevolezza di essere capaci di controllare e bloccare i sintomi dell'ansia sul nascere, in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione (grazie alle abilità apprese). Tale consapevolezza può costruirsi solo su solide fondamenta ossia solo se l'individuo ha sperimentato realmente l'efficacia delle tecniche di controllo apprese ed è certo di potervi fare affidamento sempre, in qualsiasi momento e situazione, senza la necessità di ausili esterni (farmaci, persone).
    • Individuazione delle cause situazionali, psicologiche e/o comportamentali dell'ansia - Attraverso colloqui brevi che si svolgono nel corso delle sedute di biofeedback (empowerment).
    • Individuazione delle strategie psicologiche e comportamentali - volte ad eliminare le cause eliminabili o contenere al massimo le cause non eliminabili (psicologiche, comportamentali, situazionali e fisiche), dell'ansia, attraverso un rapido processo di consapevolizzazione (empowerment).
    • Qualità del sonno- un buon sonno ristoratore è di fondamentale importanza non solo per raggiungere e mantenere  un buon livello di efficienza mentale ma anche per fronteggiare l'ansia e lo stress in modo ottimale; una mente stanca perché costantemente deprivata di sonno è una mente più vulnerabile allo stress e all'ansia.

    Grazie alle abilità apprese in un trattamento breve che solitamente comporta circa 10 sedute, l’individuo ansioso impara a controllare la propria risposta psicofisiologica dell’ansia e a ripristinare un adeguato livello di benessere riducendo o eliminando l’ansia patologica (attacchi di panico, ansia generalizzata, ecc.) nel breve, medio e lungo termine.

    Non solo infatti le abilità apprese rimangono per tutta la vita e, grazie ad esse, si è sempre in grado di gestire efficacemente le crisi d’ansia nei periodi più difficili, ma la loro applicazione nel medio lungo termine produce una progressiva e permanente riduzione dei livelli di attivazione psicofisiologica basale(ansia di base) e di reattività psicofisiologica agli stressors(stimoli ansiogeni), il che si traduce in una normalizzazione/attenuazione della risposta ansiosa (che, ricordiamolo sempre, entro i limiti della normalità è giusto che ci sia) di fronte agli stimoli ansiogeni, un aumento del controllo della propria risposta ansiosa in tutte le situazioni e un forte potenziamento del proprio senso di autoefficacia (ossia della consapevolezza di essere in grado, in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione, di ridurre/eliminare le risposte ansiose eccessive). 


    Efficacia del Biofeedback nel Trattamento dell’Ansia


    L’efficacia del Biofeedback nel trattamento di tutti i disturbi d’ansia così come definiti nel DSM o delle condizioni di ansia patologica è dimostrata da numerosi studi scientifici; per avere un’idea del lavoro scientifico alla base di questo trattamento suggeriamo di visitare la pagina dei riferimenti scientifici cliccando qui.

    Diversi studi hanno anche dimostrato che il Biofeedback ha la stessa efficacia(Sarkar et al. 1999)o superiore efficacia(Bhat, 2010) rispetto ai farmaci più utilizzati come le benzodiazepine, senza però presentare gli effetti collaterali e i rischi di dipendenza cui tali farmaci espongono. Il biofeedback agisce sfruttando i naturali meccanismi neurobiologici del nostro corpo e non presenta alcun effetto collaterale, ragion per cui è fortemente indicato anche nei bambini.

    Così come esistono diversi tipi di disturbi d’ansia o condizioni d’ansia patologica, così esistono diversi protocolli di biofeedback per il loro trattamento; a seconda infatti del mix sintomatologico riferito dal paziente è preferibile adottare protocolli in grado di agire con maggiore efficacia sui meccanismi psicofisiologici che lo sottendono (Schoenberg & David, 2014). La scelta del giusto protocollo costituisce una premessa indispensabile per la buona riuscita del trattamento.

    Per tale ragione ad inizio trattamento effettuiamo sempre una seduta di valutazionevolta ad ottenere una diagnosi accurata, la valutazione psicofisiologica (con gli strumenti del biofeedback - stress profile), l’anamnesi completa e l’individuazione dei protocolli più adeguati ad ogni singolo caso:  il successo/efficacia del trattamento è strettamente legato all'accuratezza con cui viene svolto il processo di valutazione iniziale.

    Clicca quì per consultare l'elenco degli Studi Scientifici

     


    Diagnosi e Meccanismi dei Disturbi d'Ansia


    Secondo il DSM-V esistono diversi disturbi d'ansia: 

    • Attacco di Panico (singolo)
    • Disturbo di Panico (Attacchi di Panico ricorrenti, ossia più di uno)
    • Agorafobia (ansia nelle condizioni percepite "chiuse", da cui sembra difficile o imbarazzante uscire)
    • Disturbo d'Ansia Sociale
    • Fobie(di ogni genere)
    • Disturbo d'Ansia Generalizzata
    • Mutismo selettivo
    • Disturbo d'Ansia da Separazione (negli Adulti)

    A tutti questi disturbi si aggiungono le numerosissime condizioni ansiose "miste" (anche ad altre condizioni, come la depressione) e tutte quelle condizioni d'ansia che non rientrano nei criteri diagnostici dei Disturbi d'Ansia veri e propri su citati e che si manifestano in modo attenuato o fluttuante ma cronico, come tratto di personalità ansiosa, che solitamente peggiorano la qualità della vita (con un impatto minore rispetto al Disturbo d'ansia vero e proprio) e che sono tipiche di persone con:

    • stile cognitivo iperattivo
    • stile cognitivo iper-reattivo 
    • marcata predisposizione allo stress
    • marcata tendenza alla rabbia
    • marcata tendenza alle somatizzazioni(disturbi gastrointestinali, dolori, cefalee, fibromialgia, aritmtie cardiache, disturbi funzionali dell'apparato urogenitale, ecc.)

    Tutti questi disturbi e condizioni condividono gli stessi meccanismi psicobiologici di base e sono trattati efficacemente con diversi protocolli di Biofeedback.

    A prescindere infatti dalle manifestazioni somatiche, dal tipo specifico d'ansia e dalle innumerevoli cause soggettive (che devono sempre esser considerate), l'ansia è uno stato psicofisiologico determinato dall' iper-attivazione ed iper-eccitabilità di specifiche strutture (reti neuronali) del sistema nervoso centrale e periferico che mediano la risposta ansiosa e dello stress.

    Quanto più il livello d'attivazione di questa rete di centri nervosi va oltre il range ottimale, tanto più intenso sarà lo stato ansioso che l'individuo sperimenterà, sino agli attacchi di panico veri e propri che rappresentano il tipo d'esperienza ansiosa più intensa sperimentabile, tanto da costituire essi stessi vere e proprie esperienze traumatiche che, senza un intervento precoce ed efficace, possono produrre conseguenze psicofisiologiche patologiche (disturbi d'ansia, depressione reattiva, somatizzazioni, ecc.) che si protraggono nel medio e nel lungo periodo.

    Non solo. Quanto più queste strutture nervose sono o diventano iper-eccitabili, tanto più facilmente l'individuo svilupperà uno stato ansioso eccessivo in risposta a stimoli o situazioni (esterne o interne) percepite come ansiogene ma che in realtà non costituiscono un reale pericolo.

    A questo bisogna aggiungere anche la maggiore lentezza nel ritorno ai valori d'attivazione pre-stressor che contribuisce a sostenere e prolungare quello stato di iper-attivazione (iper arousal).

    L'iper-attivazione e l'iper-reattività di queste sezioni del nostro sistema nervoso (che possono dipendere da fattori genetici, esperenziali/situazionali o, più spesso, misti) si esprime in tutte quelle alterazioni fisiologiche (ritmo cardiaco, pressione sanguigna, attività respiratoria, temperatura, sudorazione, brividi, vampate di calore, vertigini, digestione, dolori addominali e altre somatizzazioni) e psicologiche (paura di perdere il controllo, di morire, d'impazzire, di soffocare, ansia anticipatoria, ecc.) che, nel loro insieme, caratterizzano il nostro personale vissuto psicofisiologico dell'ansia

     


    Il Biofeedback agisce sui meccanismi neurofisiologici dell'ansia


    L'ansia è considerata patologica quando si manifesta in modo eccessivo e "insensato/incontrollato", perdendo in tal modo la sua originaria funzione adattiva e divenendo essa stessa un problema e un danno per l'individuo. 

    Il Biofeedback è un metodo d'intervento non-farmacologico e scientificamente validato in grado di risolvere il problema dell'ansia patologica, degli attacchi di panico e delle sue innumerevoli manifestazioni psicosomatiche (aritmie, ipertensione, disturbi gastro-intestinali, dolori cronici, cefalee, ecc.) alla radice, in tempi brevi (8-10 sedute), andando ad agire sui meccanismi neurofisiologici alterati responsabili degli stati ansiosi, in modo sicuro, indolore, non invasivo, non-farmacologico e, soprattutto, duraturo.

    Il Biofeedback è un trattamento/training mediante il quale l'individuo con ansia patologica apprende a controllare, ridurre e normalizzare volontariamente i livelli d'attivazione dei sistemi neurofisiologici dell'ansia su citati (sistema nervoso simpatico, parasimpatico, circuito neuronale della paura, ecc.) attraverso il controllo delle funzioni fisiologiche controllate da tali strutture nervose.

    Le abilità apprese consentiranno di ridurre o annullare l'iper-reattività agli stimoli ansiogeni (che quindi diventano sempre meno in grado di innescare un attacco d'ansia) e di fermare l'eventuale attacco d'ansia sin dalle sue fasi iniziali, impedendone così lo sviluppo e/o riducendone la durata e l'intensità.


    Trattamento di Biofeedback per l'Ansia in monoterapia


    Come accennato precedentemente presso il nostro studio il paziente può scegliere fra due tipi di trattamento di biofeedback.

    1. Trattamento di Biofeedback in monoterapia
    2. Trattamento di Biofeedback Multicomponenziale

    I due tipi di trattamento non comportano differenze di costi e richiedono sempre 8-10 sedute. 

    Il Trattamento di Biofeedback in Monoterapia per l'ansia e gli attacchi di panico da non praticato richiede un unico ciclo di 8-10 sedute e consiste nello svolgimento delle seguenti attività:

    1. Psicodiagnosi e valutazione psico-fisiologica(stress profile); in questa fase si individuano i sistemi fisiologici la cui alterazione causa i sintomi dell'ansia; si individua quindi il protocollo d'intervento più appropriato per correggere permanentemente tali alterazioni fisiologiche.
    2. Biofeedback Training: è l'elemento portante del nostro trattamento integrato. Grazie all'utilizzo di una particolare strumentazione, le funzioni fisiologiche alterate (attività cardiaca, heart rate variability, respirazione, temperatura, conduttanza cutanea, tensione muscolare, ecc.) vengono quantificate e visualizzate direttamente su un grande monitor. Attraverso l'uso di specifiche tecniche l'individuo utilizza questo feedback per imparare a riconoscere e a controllare le stesse funzioni fisiologiche alterate (monitorate), riuscendo in tal modo a gestire, ridurre ed eliminare l'ansia in modo del tutto autonomo, ciò che potenzia il senso di autoefficacia, un fattore quest'ultimo di grande impatto psicologico.
    3. Neurofeedback: il Neurofeedback è un tipo di Biofeedback detto anche EEG-Biofeedback che può essere svolto nei casi indicati al posto di altri protocolli di Biofeedback. L’attività cerebrale produce variazioni di potenziale elettrico rilevabili nella forma di onde EEG (elettroencefalografiche) gamma, beta, alfa, theta, delta; l'ansia e gli stati d'attivazione psicofisiologica eccessivi (ad es. dovuti allo stress)  sono legati ad alterazioni specifiche di queste alcune di queste componenti EEG; il Neurofeedback è una tecnica sicura supportata da un'ampia base scientifica mediante la quale l'individuo impara a controllare volontariamente l'attività elettrica del proprio cervello e a normalizzare quindi le alterazioni EEG legate allo stato d'ansia. Spesso ad esempio l'ansia è legata ad un eccesso di attività EEG di tipo beta; col Neurofeedback l'individuo impara a ridurre l'attività Beta e con essa lo stato ansioso.
    4. Tecniche di concentrazione biofeedback guidate –  Spesso gli stati ansiosi sono caratterizzati da flussi di pensiero incontrollati (immagini, ricordi, immaginazione) che alimentano lo stato ansioso che a sua volta alimenta il flusso di pensieri in un circolo vizioso.  Questa condizione genera anche dall'errata convinzione di non poter controllare la successione di pensieri ansiogeni o depressivi. Tramite specifiche tecniche e mediante l’utilizzo di un segnale di feedback che informa l’individuo in tempo reale sul suo stato di attivazione psicofisiologica (ansia), grazie al feedback immediato l'individuo non solo diviene consapevole del potere dei suoi singoli pensieri sul suo stato di attivazione psicofisiologica (rilevata in modo preciso dai sensori del biofeedback), ma, attimo dopo attimo, impara, sotto i suggerimenti dello psicologo, a controllare il proprio flusso di pensiero in modo da limitare o eliminare i pensieri ansiogeni e mantenere livelli d'attivazione psicofisiologica ottimali anche nelle situazioni ansiogene o di panico. In questo modo l’individuo impara anche controllare/contenere il flusso di pensieri che altrimenti, nei primissimi stadi dello sviluppo di un attacco di panico, si propagherebbero tramite associazioni incontrollate verso rappresentazioni mentali negative/ansiogene che aumentano lo stato d'ansia che aumenta l'attivazione di pensieri ansiogeni in un circolo vizioso che determina una rapida escalation verso livelli d'ansia sempre più elevati sino all'attacco di panico.

    Il Trattamento multicomponenziale di Biofeedback per l'Ansia


    Il Trattamento multicomponenziale incentrato sul Biofeedback per l'ansia e gli attacchi di panico da noi praticato non presenta costi aggiuntivi rispetto al trattamento di biofeedback in monoterapia, si è dimostrato ancor più efficace del Biofeedback in monoterapia, richiede sempre un unico ciclo di 8-10 sedute e consiste nello svolgimento delle stesse attività descritte per il trattamento di biofeedback in monoterapia (paragrafo precedente) più le attività "accessorie" descritte di seguito:

    1. Psicodiagnosi e valutazione psico-fisiologica (stress profile); in questa fase si individuano i sistemi fisiologici la cui alterazione causa i sintomi dell'ansia; si individua quindi il protocollo d'intervento più appropriato per correggere permanentemente tali alterazioni fisiologiche.
    2. Biofeedback Training: è l'elemento portante del nostro trattamento integrato. Grazie all'utilizzo di una particolare strumentazione, le funzioni fisiologiche alterate (attività cardiaca, heart rate variability, respirazione, temperatura, conduttanza cutanea, tensione muscolare, ecc.) vengono quantificate e visualizzate direttamente su un grande monitor. Attraverso l'uso di specifiche tecniche l'individuo utilizza questo feedback per imparare a riconoscere e a controllare le stesse funzioni fisiologiche alterate (monitorate), riuscendo in tal modo a gestire, ridurre ed eliminare l'ansia in modo del tutto autonomo, ciò che potenzia il senso di autoefficacia, un fattore quest'ultimo di grande impatto psicologico.
    3. Neurofeedback: il Neurofeedback è un tipo di Biofeedback detto anche EEG-Biofeedback che può essere svolto nei casi indicati al posto di altri protocolli di Biofeedback. L’attività cerebrale produce variazioni di potenziale elettrico rilevabili nella forma di onde EEG (elettroencefalografiche) gammabetaalfathetadelta; l'ansia e gli stati d'attivazione psicofisiologica eccessivi (ad es. dovuti allo stress)  sono legati ad alterazioni specifiche di queste alcune di queste componenti EEG; il Neurofeedback è una tecnica sicura supportata da un'ampia base scientifica mediante la quale l'individuo impara a controllare volontariamente l'attività elettrica del proprio cervello e a normalizzare quindi le alterazioni EEG legate allo stato d'ansia. Spesso ad esempio l'ansia è legata ad un eccesso di attività EEG di tipo beta; col Neurofeedback l'individuo impara a ridurre l'attività Beta e con essa lo stato ansioso.
    4. Tecniche di concentrazione biofeedback guidate –  Spesso gli stati ansiosi sono caratterizzati da flussi di pensiero incontrollati (immagini, ricordi, immaginazione) che alimentano lo stato ansioso che a sua volta alimenta il flusso di pensieri in un circolo vizioso.  Questa condizione genera anche dall'errata convinzione di non poter controllare la successione di pensieri ansiogeni o depressivi. Tramite specifiche tecniche e mediante l’utilizzo di un segnale di feedback che informa l’individuo in tempo reale sul suo stato di attivazione psicofisiologica (ansia), grazie al feedback immediato l'individuo non solo diviene consapevole del potere dei suoi singoli pensieri sul suo stato di attivazione psicofisiologica (rilevata in modo preciso dai sensori del biofeedback), ma, attimo dopo attimo, impara, sotto i suggerimenti dello psicologo, a controllare il proprio flusso di pensiero in modo da limitare o eliminare i pensieri ansiogeni e mantenere livelli d'attivazione psicofisiologica ottimali anche nelle situazioni ansiogene o di panico. In questo modo l’individuo impara anche controllare/contenere il flusso di pensieri che altrimenti, nei primissimi stadi dello sviluppo di un attacco di panico, si propagherebbero tramite associazioni incontrollate verso rappresentazioni mentali negative/ansiogene che aumentano lo stato d'ansia che aumenta l'attivazione di pensieri ansiogeni in un circolo vizioso che determina una rapida escalation verso livelli d'ansia sempre più elevati sino all'attacco di panico.

    ATTIVITA' ACCESSORIE

    1. Igiene del sonno: dopo una valutazione sulla qualità del sonno vengono fornite le indicazioni necessarie a ripristinare una soddisfacente qualità del sonno, ciò che è indispensabile per il raggiungimento di una qualità della vita soddisfacente. Nel caso dei disturbi legati ad alterazioni del ritmo circadiano del sonno, si interviene con strategie mirate.
    2. Colloqui psicoeducativi e preventivi:   conoscere l'ansia, ovvero i meccanismi psicologici e fisiologici che la sottendono e i fattori psicologici e ambientali che possono facilitarla, costituisce il primo passo per poterla controllare e sconfiggere. L'intervento psicoeducativo è finalizzato da una parte ad aumentare la consapevolezza dell'individuo e il suo senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza che l'ansia non è un "nemico" misterioso e "incontrollabile" ma che, al contrario, può essere gestita, ridotta e ricondotta alla sua funzione originaria adattiva, dall'altra ad estendere quel che via via si apprende durante il training alla vita reale di tutti i giorni, individuando le strategie più appropriate per affrontare e sconfiggere l'ansia e gli Attacchi di Panico "sul campo".
    3. Rilassamento Progressivo: ad ogni seduta viene fornito un CD-audio con le istruzioni da seguire a casa (o al lavoro, in auto, ecc.) per l'esecuzione delle 8 fasi del Rilassamento Progressivo,una tecnica di rilassamento che, come dimostrato da recenti studi, potenzia/velocizza gli effetti del Biofeedback.
    4. Brain Wave Entrainment (BWE):  come già detto l’attività cerebrale produce variazioni di potenziale elettrico rilevabili nella forma di onde EEG (elettroencefalografiche) gamma, beta, alfa, theta, delta; l'ansia e gli stati d'attivazione psicofisiologica eccessivi (ad es. dovuti allo stress)  sono legati ad alterazioni specifiche di queste componenti EEG; in casi specifici un uso controllato della BWE, nel contesto specifico del biofeedback/neurofeedback, contribuisce a normalizzare l'attività EEG alterata, potenziando gli effetti del trattamento integrato. Questa attività viene svolta facoltativamente solo in casi particolari.

     


     Quanto dura il trattamento?


     

    Solitamente il trattamento integrato di Biofeedback per l'Ansia e gli Attacchi di Panico richiede un unico ciclo di 8-10 sedute, con cadenza settimanale. La prima seduta, durante la quale si effettua lo Stress Profile (o Profilo Psicofisiologico), ha una durata di 90 minuti; le sedute successive durano circa 30 minuti

    Occorre solo un ciclo di sedute e, una volta completato, non occorre ripetere il trattamento. 

      


    Quanto costa il trattamento di Biofeedback integrato?


    L'intero trattamento ha un costo contenuto consistendo in un unico ciclo di 10 sedute (in media) senza la necessità di ricorrere a cicli successivi o periodici.

    Il Biofeedback è una prestazione sanitaria detraibile e la tariffa di una seduta è pari a 70 euro

    La prima seduta, che comporta un'approfondita analisi della condizione ansiosa e la valutazione psicofisiologica o stress profile (con la nostra strumentazione), ha un costo di 90 euro e una durata di circa 90-120 minuti.

    Lo stress profile è necessario ad individuare il locus dell'alterazione fisiologica e a stabilire il protocollo di biofeedback adeguato alla specifica situazione.

     


     Il Biofeedback ha effetti collaterali? E' un metodo naturale?


    Il Biofeedback è un metodo d'intervento naturale per eccellenza: esso infatti non comporta l'assunzione di sostanze di alcun genere (naturali o farmacologiche) e si basa sui meccanismi neurobiologici naturali dell'apprendimento. Il biofeedback è una forma di allenamento (un training) guidato da tecnologie sofisticate e tecniche mirate.

    Il biofeedback è un metodo d’intervento sicuro, non-farmacologico, non-invasivo, indolore e privo di effetti collaterali, ad eccezione della possibile irritazione cutanea negli individui allergici al cerotto adesivo di alcuni sensori, fenomeno che si può evitare con le opportune misure.

    Nei protocolli di training respiratorio e di rilassamento gli individui predisposti possono inoltre sperimentare una sensazione di "testa leggera" conseguente all'attività respiratoria. Tali fenomeni sono reversibili e possono essere ridotti o evitati con le opportune precauzioni.

     


      E' una cura a lungo termine?


     

    Studi di follow-up a lungo termine hanno dimostrato che, per la maggior parte dei pazienti trattati con il Biofeedback che continuano ad applicare le abilità apprese, gli effetti del trattamento rimangono invariati nel corso del tempo, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori trattamenti.

     


     Curiosità e approfondimenti


     


     Contatti e indirizzi


    I trattamenti di Biofeedback e quelli integrati sono svolti dalla équipe formata dal Dr. Alessio Penzo e dalla Dr.ssa Loredana Scalini presso lo studio situato in Via Giovanni Guareschi 123, 00143 - Roma (EUR-Laurentina).

    E' possibile prendere un appuntamento, in base alle disponibilità, dal Lunedì al Sabato. 


    Come raggiungerci


     

    Indirizzo: Via Giovanni Guareschi 123 - Roma (EUR-Laurentina)

    Con i mezzi pubblici: Fermata Metro B Laurentina + Autobus 776 oppure Fermata Metro B Fermi + Autobus 779

    In Automobile: clicca sulla mappa. 

     

     


    Il Biofeedback come metodo scientifico


    L'ansia eccessiva determina stati di malessere e disagio anche di forte intensità, ciò che si verifica negli Attacchi di Panico; questi stati, medio-lungo termine, può compromettere vari aspetti della vita, come le relazioni sociali e l'attività lavorativa, con una sensibile riduzione della qualità della vita. L'ansia patologica può inoltre danneggiare a livello fisico con somatizzazioni di vario genere (a livello gastrointestinale, cardiocircolatorio, dolori, cefalee)e aggravamento/insorgenza di patologie varie.

    Forti stati di stress (per separazioni, licenziamenti, sovraccarico lavorativo, ecc.) o stati di stress eccessivamente prolungati (spesso a livello lavorativo e relazionale) producono molto frequentemente stati d'ansia patologica, rabbia eccessiva e stati di iper-reattività alle comuni situazioni della vita che possono compromettere seriamente non solo la qualità della vita dell'individuo, ma anche il suo stato di salute fisica, come nel caso dell'ipertensione, dei disturbi gastro-intestinali, dei disturbi del sonno e di molte altre patologie di origine psicosomatica spesso correlati.

    Dall' analisi della letteratura scientifica a supporto delle varie alternative naturali o non farmacologiche oggi disponibili per il trattamento dei disturbi d'ansia e dello stress è emerso che solo pochissime hanno ricevuto una solida conferma scientifica e che il trattamento del Biofeedbackè oggi uno dei pochissimi metodi non farmacologici di efficacia effettivamente dimostrata (consulta la bibliografia a fine pagina)

     


     Studi e riferimenti scientifici sull'efficacia del BioFeedback nella cura dell'ansia


    Per visualizzare i Riferimenti Scientifici sull'efficacia del Biofeedback nel trattamento dell'ansia e degli attacchi di panico clicca quì

     

     

     

     

     

     


  • Attacchi di panico


     

    Per la diagnosi di Attacco di Panico è necessario che l'individuo, nell'arco di non più di 10 minuti, abbia sviluppato almeno 4 dei seguenti sintomi accompagnati da intensa paura o disagio:

     

    1. Palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia.
    2. Sudorazione.
    3. Tremori fini o a grandi scosse.
    4. Dispnea o sensazione di soffocamento.
    5. Sensazione di asfissia.
    6. Dolore o fastidio al petto.
    7. Nausea o disturbi addominali.
    8. Sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento.
    9. Derealizzazione (sensazione di essere staccati dalla realtà) o depersonalizzazione (sensazione di essere distaccati da se stessi).
    10. Paura di perdere il controllo o di impazzire.
    11. Paura di morire.
    12. Parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio).
    13. Brividi o vampate di calore.

     


    •  Tipi di ADP e relativi Trattamenti di Biofeedback

     

    Numerosi studi* condotti negli ultimi 30 anni, hanno dimostrato che i 13 sintomi degli ADP si presentano secondoaggregazioni tipiche enon in modo casuale definendo 2 sub-tipologie di Attacchi di Panico:

     

    1 - Attacchi di Panico di Tipo Respiratorio = con sintomi respiratori prevalenti (in rosso nell’elenco su esposto): respiro corto, senso di soffocamento, parestesie, dolore al petto, paura di morire e molto frequentemente palpitazioni, trattato con il Biofeedback respiratorio o HRV.

     

    2 - Attacchi di Panico di tipo non-Respiratorio = senza una prevalenza di sintomi respiratori (in nero nell’elenco), trattabile con successo e in tempi rapidi con un trattamento combinato Biofeedback respiratorio, HRV Biofeedback e Neurofeedback.


  •  Come funziona il Biofeedback per l'Ansia?


    Per il trattamento dell'ansia esistono diversi protocolli di biofeedback a seconda del tipo di sintomi, delle cause di tale condizione e dei sistemi fisiologici maggiormente coinvolti..

    Il protocollo da noi utilizzato è di tipo multicomponenziale, prevede un unico ciclo di 8-10 sedute e si articola nelle seguenti modalità d'intervento:

    1 – Profilo Psicofisiologico (o Stress Profile) e anamnesi completa - Nella prima seduta si effettua una valutazione approfondita delle condizioni della persona in relazione allo stato ansioso; subito dopo, utilizzando la strumentazione del biofeedback, si effettua la misurazione (stress profile) di diverse variabili fisiologiche (respirazione, attività cardiaca, pressione sanguigna, sudorazione, attività corticale, ecc.) in condizioni alternate di relax e di stress (lieve) per individuare le funzioni fisiologiche alterate e per definire il protocollo più efficace.

    2 – Biofeedback Training - Una volta individuate le funzioni fisiologiche alterate e il loro grado di alterazione, si inizia con il training vero e proprio. L'individuo viene collegato a speciali sensori in grado di rilevare in tempo reale il livello di attività delle funzioni fisiologiche monitorate (come la conduttanza cutanea, la variabilità del ritmo cardiaco, la respirazione, ecc.): in tal modo l'individuo può osservare su un grande monitor le variazioni in tempo reale del livello d'attività delle funzioni fisiologiche monitorate, ciò che costituisce il "feedback", ossia l'informazione reale da utilizzare per:

    • divenire consapevole degli stati d'alterazione fisiologica in corso associati agli stati d'ansia;
    • associare le sensazioni interne fisiche e psicologiche alle alterazioni segnalate sul monitor;
    • imparare a controllare i livelli d'attivazione delle funzioni fisiologiche alterate e quindi a controllare i livelli d'attivazione delle strutture nervose che ne controllano l'attività e la cui iper-attivazione ed iper-reattività causano gli attacchi d'ansia;

    Grazie al feedback immediato fornito dalla strumentazione  l'individuo impara rapidamente a riconoscere anche i livelli minimi di alterazione fisiologica correlata all'ansia e a prevenirne quindi l'alterazione prima che lo stato d'ansia di instauri.

    3 – Rilassamento Progressivo da fare a casa/lavoro con CD (8 fasi) - Velocizza e potenzia gli effetti del biofeedback.

    4 - Colloqui di sostegno, psicoeducativi e preventivi finalizzati a:  

    • conoscere i meccanismi psicologicifisiologici e ambientali che sono all'origine dell'ansia potenzia e velocizza gli effetti del trattamento aiutando l'indviduo a capire che l'ansia può essere controllata e ricondotta entro il range di normalità sfruttando i meccanismi di cui la natura ci ha dotato, senza la necessità di ricorrere a farmaci e  sostanze psicoattive per lunghi periodi.
    • aumentare la consapevolezza dell'individuo e il suo senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza che le alterazioni neurofisiologiche involontarie che causanol'ansia possono essere volontariamente controllate e normalizzate con le tecniche apprese. 
    • imparare a controllare la risposta psicofisica agli agenti stressanti (ansiogeni) con adeguate tecniche e cambiamenti mirati nello stile di vita.

    5 - Igiene del sonno: vengono fornite le indicazioni necessarie a ripristinare una sufficiente qualità del sonno. Migliorare la qualità del sonno significa agire direttamente su un insieme di potenti meccanismi psicofisiologici che contrastano fortemente gli effetti dannosi dello stress, dell'ansia, della rabbia (e di altri stati di tensione/attivazione eccessiva) sul corpo e sulla mente, aumentando la resistenza psicofisica agli stressors inevitabili.


  •  La Diagnosi di Attacchi di Panico e di Disturbo di Panico


    Secondo il DSM-V, che assieme all'ICD-10 è il sistema psicodiagnostico più utilizzato a livello internazionale, gli Attacchi di Panico non sono un vero "disturbo" e possono verificarsi senza per questo essere inseriti in un quadro patologico. Altrimenti, se invece gli attacchi di panico sono ricorrenti e tutti del tipo "inaspettato", si parla di Disturbo di Panico; inoltre gli attacchi di panico possono anche associarsi ad altri disturbi mentali, in particolar modo agli altri disturbi d'ansia.

    Per la diagnosi di un Attacco di Panico è necessario che l'individuo, nell'arco di non più di 10 minuti, abbia sviluppato almeno 4 sei seguenti sintomi accompagnati da intensa paura o disagio:

     

    1) Palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia.

    2) Sudorazione.

    3) Tremori fini o a grandi scosse.

    4) Dispnea o sensazione di soffocamento.

    5) Sensazione di asfissia.

    6) Dolore o fastidio al petto.

    7) Nausea o disturbi addominali.

    8) Sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento.

    9) Derealizzazione (sensazione di essere staccati dalla realtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi).

    10) Paura di perdere il controllo o di impazzire.

    11) Paura di morire.

    12) Parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio).

    13) Brividi o vampate di calore.

     Se questi attacchi si verificano in modo ricorrente e inaspettato (almeno all'inizio), è da considerare la diagnosi di Disturbo di Panico (con o senza Agorafobia).

    Un singolo attacco di panico non è necessariamente indice di uno stato patologico in corso e può essere una delle manifestazioni di altre forme di disagio psichico; ad esempio, tutti i Disturbi d'Ansia possono (non necessariamente) manifestarsi anche con Attacchi di Panico.


      I sub-tipi di Attacchi di Panico 


    Numerose ricerche condotte su campioni molto ampi di individui con diagnosi di Attacchi di Panico e Disturbo di Panico, hanno dimostrato l'esistenza di almenodue grandi sub-tipologie di Attacchi di Panico. Detto in parole semplici, tutti questi studi, attraverso complesse e sofisticate procedure di analisi, hanno dimostrato che nelle persone che soffrono di Attacchi di Panico i 13 sintomi su elencati si presentano secondo aggregazioni tipiche, ossia in combinazioni tipice costanti, e non in modo casuale.

    Ad esempio, Brigs et al., (1993) hanno condotto uno studio importante su un campione di 1034 pazienti con diagnosi di Disturbo di Panico e, attraverso un'analisi dei cluster, hanno individuato 2 sub-tipologie di Attacchi di Panico e cioé due gruppi di pazienti che si differenziano tra loro sul "cocktail" di sintomi tipicamente mostrati durante i loro ADP. Le 2 sub-tipologie di ADP individuate sono:

    1 - Attacchi di Panico di Tipo Respiratorio = con sintomi respiratori prominenti (Resrpiro corto, senso di soffocamento, parestesie, dolore al petto e paura di morire) e trattabile con successo e in modo permanente con il Biofeedback respiratorio.

    2 - Attacchi di Panico di tipo non-Respiratorio = senza una prominenza di sintomi respiratori, trattabile con successo, in modo permanente e in tempi relativamente rapidi con una combinazione principalmente di Biofeedback respiratorio, HRV Biofeedback e colloqui psicologici.

    Le rilevazioni effettuate da Brigs et al. (1993) sono state recentemente confermate da Robertson-Nay e Kendler (2011) i quali hanno condotto una simile analisi su migliaia di pazienti con Disturbo di Panico sulla base dei dati raccolti tramite tre indagini epidemiologiche: la Epidemiological Catchment Area (ECA); il National Comorbidity Study (NCS); la National Epidemiologic Survey on Alcohol and Related Conditions (NESARC); la Virginia Adult Twin Study of Psychiatric and Substance Use Disorders (VATSPSUD) e la Cross-National Collaborative Panic Study (CNCPS).

    Molti altri studi condotti negli ultimi 30 anni, hanno dimostrato l'esistenza di più tipologie di Attacchi di Panico. Volendo fare una sintesi degli studi più importanti, essi tipicamente hanno identificato tre sub-tipologie di ADP:

    1 - Attacchi di Panico di Tipo Respiratorio

    2 - Attacchi di Panico di Tipo Autonomico

    3 - Attacchi di Panico di Tipo Cognitivo

    Tutti gli studi hanno dunque confermato la presenza di un sub-tipo respiratorio di Attacchi di Panico e, attualmente, quella più accreditata e quella proposta da Briggs et al. (1993) che vede una distinzione tra ADP di tipo respiratorio e ADP di tipo non respiratorio, suddivisione quest'ultima presa in considerazione anche da Kircansky et al. (2009) il cui studio ha usufruito del contributo del gruppo di lavoro del DSM-V che si occupa di questi disturbi.

     

     

     

     

     

     

     


  •  Studi e riferimenti scientifici sull'efficacia del BioFeedback nella cura dell'ansia


    Afton Hassett L., Radvanski, Diane C., Vaschillo, Evgeny G. Vaschillo, Bronya, Sigal, Appelhans, Bradley M., Leucken, Linda J. (2006). Heart Rate Variability as an Index of Regulated Emotional Responding. Review of General Psychology, 10 (3), 229-240.

    Beck, A. T. (2005). Anxiety disorders and phobias: A cognitive perspective. Basic Books.

    Bernston, Gary G., Cacioppo, John T., Quigley, Karen S. (1993). Respiratory sinus arrhythmia: Autonomic origins, physiological mechanisms, and psychophysiological implications. Physiology, 30, 183-196.

    Fehring (1983) ha trovato che l'aggiunta del GSR biofeedback ad un tipo di tecnica di rilassamento riduce i sintomi di ansia più che il rilassamento da solo.

    Fehring, R.J. (1983). Effects of biofeedback-aided relaxation on the psychological stress symptoms of college students. Nursing Research, 32(6), 362-6.

    Friedman, Bruce H. (2006). An autonomic flexibility-neurovisceral integration model of anxiety and cardiac vagal tone. Biological Psychology, 74, 185-199.

    Gevirtz, R. N. (2000). Resonant frequency training to restore homeostasis for treatment of psychophysiological disorders. Biofeedback, 27, 7-9.

    Gevirtz, R. N. (2003). The promise of HRV biofeedback: Some preliminary results and speculations. Biofeedback, 31(3), 18-19.

    Gevirtz, Richard N. and Lehrer, Paul (2003). Resonant Frequency Heart Rate Variability. In Schwartz, Mark S. and Andrasik, Frank  (Ed.), Biofeedback a Practitioner’s Guide, Third Edition, (pp. 245-250). New York, NY: Guilford Press.

    Gevirtz, Richard N. and Schwartz (2003). The Respiratory System in Applied Psychophysiology. In Schwartz, Mark S. and Andrasik, Frank  (Eds.), Biofeedback a Practitioner’s Guide, (3rd Ed.,pp. 245-250). New York, NY: Guilford Press.

    Hawkins, Doell, Lindseth, Jeffers e Skaggs (1980), hanno concluso da uno studio con 40 pazienti schizofrenici ospedalizzati che il biofeedback termico e le istruzioni per il rilassamento hanno avuto un effetto equivalente sulla riduzione dell'ansia.

    Hawkins, R.C. II, Doell, S.R., Lindseth, P., Jeffers, V., & Skaggs, S. (1980). Anxiety reduction in hospitalized schizophrenics through thermal biofeedback and relaxation training.

    Hurley e Meminger (1992) hanno usato EMG biofeedback frontale in 40 soggetti addestrati con ansia valutata nel tempo utilizzando la State-Trait Anxiety Inventory (STAI). L’Ansia di stato è migliorata più dell’ansia di tratto.

    Leher, Paul and Vaschillo, Evgeny (2008). The Future of Heart Rate Variability Biofeedback. Biofeedback, 36 (1), 11-14.

    Licht, Carmilla, M. M. deGeus, Eco J.C., Zitman, Frans G, Hoogendijk, Witte J.G., vanDyke, Richard and Pennix, Brenda W.J.H. (2008). Association Between Major Depressive Disorder and Heart Rate Variability in the Netherlands Study of Depression and Anxiety (NESDA). Archives of General Psychiatry, 65 (12), 1358-1367

    McCraty, R., Atkinson, M, & Tiller, W A. (1995). The effects of emotion on short term heart rate variability using power spectrum analysis. American Journal of Cardiology, 76 (14), 1089-1093.

    Moore, N. C. (2000). A review of EEG biofeedback treatment of anxiety disorders. Clinical EEG (electroencephalography), 31(1), 1.

    Moss, Don (2004). Heart Rate Variability (HRV) Biofeedback. Psychophysiology Today, 1, pp 4-11.

    Moss, Don and Shaffer, Fred. (2006). Psychophysiology and General Health: Heart Rate Variability (HRV). Biofeedback Foundation of Europe.

    Porges, Stephen W. (2007). The polyvagal perspective. Biological Psychology, 74, 116-143.

    Porges, Stephen W.(1995). Orienting in a defensive world: Mammalian modifications of our evolutionary heritage. A Polyvagal Theory. Psychophysiology, 32, 301-318.

    Reiner, Robert. (2008). Patients with Anxiety Disorders: Results of a Pilot Study. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 33 (1), 55-61.

    Rice, Blanchard e Purcell (1994) hanno studiato la riduzione dell'ansia generalizzata confrontando gruppi cui fu applicato EMG biofeedback frontale, EEG biofeedback con aumento di onde alfa, EEG biofeedback con riduzione delle onde alfa, una condizione di pseudo-meditazione, e un gruppo di controllo in lista di attesa. In tutti i gruppi di trattamento comparabili è stata riscontrata una diminuzione significativa nei livelli d’ansia allo STAI così come una diminuzione dei sintomi psicosomatici.

    Roome e Romney (1985) hanno confrontato il rilassamento muscolare progressivo con l'EMG biofeedback training in 30 bambini e hanno trovato una migliore efficacia per il biofeedback.

    Sarkar, Rathee e Neera (1999) hanno confrontato il disturbo d'ansia generalizzata in risposta alla farmacoterapia e al biofeedback: i due trattamenti hanno avuto effetti simili sulla riduzione dei sintomi.

    Scandrett, Bean, Breeden, e Powell (1986) poi hanno trovato un certo vantaggio del rilassamento muscolare progressivo in EMG biofeedback nel ridurre l'ansia in adulti psichiatrici ricoverati e ambulatoriali.

    Stein, P.K. and Kleiger, R.E. (1999). Insights from the Study of Heart Rate Variability. Annual Review of Medicine, 50, 249-261.

    Thayer, Julian F. and Friedman, Bruce H. (2002). Stop that! Inhibition, sensitization and their neurovisceral concomitants. Scandinavian Journal of Psychology, 43, 123-130.

    Thurber, Myron Ross (2006) Effects of Heart Rate Variability Biofeedback Training and Emotional Regulation on Music Performance Anxiety. Unpublished doctoral dissertation, University of North Texas.

    Vanathy, Sharma, e Kumar (1998), applicando l’EEG biofeedback (neurofeedback) al disturbo d'ansia generalizzato, hanno confrontato l’incremento delle onde alfa con l’incremento delle onde theta. Le due procedure sono risultate entrambe efficaci nel ridurre i sintomi.

    Vaschillo, E, Vaschillo B. and Lehrer, P. (2006). Characteristics of Resonance in Heart Rate Variabiliy Stimulated by Biofeedback.  Applied Psychophysiology and Biofeedback, 31,2,129-142.

    Wenck, Leu e D'Amato (1996) hanno addestrato 150 persone (classificate al settimo e ottavo grado dello STAI) con EMG biofeedback  e biofeedback della temperatura, e hanno trovato una riduzione significativa sia dell’ansia di stato che di tratto.

    Yucca e Gilbert (2004) riferiscono che "studi randomizzati e ben controllati hanno dimostrato che il biofeedback è superiore ad altri metodi di rilassamento e di auto-controllo nel ridurre l'ansia".

    Zucker, T.L., Samuelson, K.W., Muench, F., Greenberg, M.A. and Gevirtz, R.N. (2009). The Effects of Respiratory Sinus Arrhythmia Biofeedback on Heart Rate Variability and Posttraumatic Stress Disorder Symptoms: A Pilot Study. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 34 (2), 135-43.


  • Trattamento Multicomponenziale incentrato sul Biofeedback per l'Ansia e gli Attacchi di Panico


    Il Trattamento di Biofeedback Multicomponenziale per l'ansia e gli attacchi di panico da noi adottato prevede un unico ciclo di 8-10 sedute e consiste nello svolgimento delle seguenti attività (più le attività "accessorie" descritte nel paragrafo successivo):

    1. Psicodiagnosi e valutazione psico-fisiologica (stress profile); in questa fase si individuano i sistemi fisiologici la cui alterazione causa i sintomi dell'ansia; si individua quindi il protocollo d'intervento più appropriato per correggere permanentemente tali alterazioni fisiologiche.
    2. Biofeedback Training: è l'elemento centrale del nostro trattamento. Grazie all'utilizzo di una particolare strumentazione, le funzioni fisiologiche alterate (attività cardiaca, heart rate variability, respirazione, temperatura, conduttanza cutanea, tensione muscolare, ecc.) vengono quantificate e visualizzate direttamente su un grande monitor. Attraverso l'uso di specifiche tecniche l'individuo utilizza questo feedback per imparare a riconoscere e a controllare le stesse funzioni fisiologiche alterate (e monitorate), riuscendo in tal modo a gestire, ridurre ed eliminare l'ansia in modo del tutto autonomo, ciò che potenzia il senso di autoefficacia, un fattore quest'ultimo di grande impatto psicologico.
    3. Neurofeedback: il Neurofeedback è un tipo di Biofeedback detto anche EEG-Biofeedback che può essere svolto nei casi indicati al posto di altri protocolli di Biofeedback. L’attività cerebrale produce variazioni di potenziale elettrico rilevabili nella forma di onde EEG (elettroencefalografiche) gammabetaalfathetadelta; l'ansia e gli stati d'attivazione psicofisiologica eccessivi (ad es. dovuti allo stress)  sono legati ad alterazioni specifiche di queste alcune di queste componenti EEG; il Neurofeedback è una tecnica sicura supportata da un'ampia base scientifica mediante la quale l'individuo impara a controllare volontariamente l'attività elettrica del proprio cervello e a normalizzare quindi le alterazioni EEG legate allo stato d'ansia. Spesso ad esempio l'ansia è legata ad un eccesso di attività EEG di tipo beta; col Neurofeedback l'individuo impara a ridurre l'attività Beta e con essa lo stato ansioso.
    4. Tecniche avanzate di contentrazione biofeedback guidate –  Uno dei problemi principali degli stati ansiosi e dell'Attacco di Panico è la perdita del controllo di se, del flusso dei propri pensieri, e l'errata convinzione di non poter aver nessun controllo su di essi, specie durante un attacco d'ansia o di panico. Tramite specifiche tecniche e mediante l’utilizzo di un segnale di feedback (biofeedback) che informa l’individuo in tempo reale sul suo stato di attivazione psicofisiologica (ansia), l'individuo non solo diviene consapevole del potere dei suoi singoli pensieri sul suo stato di attivazione psicofisiologica (rilevata in modo preciso dai sensori del biofeedback), ma, attimo dopo attimo, impara, sotto i suggerimenti dello psicologo, a controllare il proprio flusso di pensiero in modo da mantenere livelli d'attivazione psicofisiologica ottimali anche nelle situazioni ansiogene o di panico. In questo modo l’individuo impara a controllare/contenere il flusso di pensieri che altrimenti, nei primissimi stadi dello sviluppo di un attacco di panico, si propagherebbero tramite associazioni incontrollate verso rappresentazioni mentali negative/ansiogene che aumentano lo stato d'ansia che aumentano l'attivazione di altri pensieri ansiogeni in un circolo vizioso che determina una rapida escalation verso livelli d'ansia sempre più elevati, sino all'attacco di panico.

    Attività "Accessorie"


    Il nostro metodo integrato per il trattamento dell'ansia patologica prevede sempre lo svolgimento di alcune attività che noi definiamo "accessorie" ma che in realtà potenziano e velocizzano fortemente gli effetti a breve e, soprattutto, a lungo termine del trattamento di Biofeedback:

    1. Igiene del sonno: dopo una valutazione sulla qualità del sonno tramite strumenti idonei vengono fornite le indicazioni necessarie a ripristinare una soddisfacente qualità del sonno, ciò che è indispensabile per il raggiungimento di una qualità della vita soddisfacente. Nel caso dei disturbi legati ad alterazioni del ritmo circadiano del sonno, si interviene con strategie mirate.
    2. Colloqui psicoeducativi e preventivi:   conoscere l'ansia, ovvero i meccanismi psicologici e fisiologici che la sottendono e i fattori psicologici e ambientali che possono facilitarla, costituisce il primo passo per poterla controllare e sconfiggere. L'intervento psicoeducativo è finalizzato da una parte ad aumentare la consapevolezza dell'individuo e il suo senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza che l'ansia non è un "nemico" misterioso e "incontrollabile" ma che, al contrario, può essere gestita, ridotta e ricondotta alla sua funzione originaria adattiva, dall'altra ad estendere quel che via via si apprende durante il training alla vita reale di tutti i giorni, individuando le strategie più appropriate per affrontare e sconfiggere l'ansia e gli Attacchi di Panico "sul campo".
    3. Rilassamento Progressivo: ad ogni seduta viene fornito un CD-audio con le istruzioni da seguire a casa (o al lavoro, in auto, ecc.) per l'esecuzione delle 8 fasi del Rilassamento Progressivouna tecnica di rilassamento che, come dimostrato da recenti studi, potenzia/velocizza gli effetti del Biofeedback.
    4. Brain Wave Entrainment (BWE):  come già detto l’attività cerebrale produce variazioni di potenziale elettrico rilevabili nella forma di onde EEG (elettroencefalografiche) gamma, beta, alfa, theta, delta; l'ansia e gli stati d'attivazione psicofisiologica eccessivi (ad es. dovuti allo stress)  sono legati ad alterazioni specifiche di queste componenti EEG; in casi specifici un uso controllato della BWE, nel contesto specifico del biofeedback/neurofeedback, contribuisce a normalizzare l'attività EEG alterata, potenziando gli effetti del trattamento integrato. Questa attività viene svolta facoltativamente solo in casi particolari.

     Quanto dura il trattamento?


    Solitamente il trattamento integrato di Biofeedback per l'Ansia e gli Attacchi di Panico richiede un unico ciclo di 8-10 sedute, con cadenza settimanale. La prima seduta, durante la quale si effettua lo Stress Profile (o Profilo Psicofisiologico), ha una durata di 90-120 minuti; le sedute successive durano circa 30 minuti

    Occorre solo un ciclo di sedute e, una volta completato, non occorre ripetere il trattamento. 

      


    Quanto costa il trattamento di Biofeedback integrato?


    L'intero trattamento ha un costo contenuto consistendo in un unico ciclo di 8-10 sedute senza la necessità di ricorrere a cicli successivi o periodici.

    Il Biofeedback è una prestazione sanitaria detraibile e la tariffa di una seduta è pari a 70 euro

    La prima seduta comporta un'accurata analisi della condizione ansiosa e la valutazione psicofisiologica o stress profile (con la nostra strumentazione), ha un costo di 90 euro e una durata di circa 90-120 minuti.

    Lo stress profile e le altre attività di valutazione sono indispensabili per poter definire i protocolli di biofeedback più adeguati alla specifica situazione e per definire il modus operandi relativo alle attività "accessorie".


     Il Biofeedback ha effetti collaterali? E' un metodo naturale?


    Il Biofeedback è un metodo d'intervento naturale per eccellenza: esso infatti non comporta l'assunzione di sostanze di alcun genere ("naturali" o farmacologiche) e si basa sui meccanismi neurobiologici naturali dell'apprendimento. Il biofeedback è una forma di allenamento (un training) guidato da tecnologie sofisticate e tecniche mirate.

    Il biofeedback è un metodo d’intervento sicuro, non-farmacologico, non-invasivo, indolore e privo di effetti collaterali, ad eccezione della possibile irritazione cutanea negli individui allergici al cerotto adesivo di alcuni sensori, fenomeno che si può evitare con le opportune misure.

    Nei protocolli di training respiratorio e di rilassamento gli individui predisposti possono inoltre sperimentare una sensazione di "testa leggera" conseguente all'attività respiratoria. Tali fenomeni sono reversibili e possono essere ridotti o evitati con le opportune precauzioni.


      E' una cura a lungo termine?


    L'obiettivo finale del trattamento non è solo quello di ridurre i sintomi dell'ansia nel breve termine, ma quello di ottenere risultati permanenti. Il trattamento è multicomponenziale proprio per questa ragione: le varie componenti del trattamento infatti sono finalizzate ad aiutare il paziente ad acquisire non solo le tecniche per gestire l'aspetto fisiologico e cognitivo dell'ansia, ma anche a costruire una salda consapevolezza di se, delle sue reali potenzialità, del modo in cui migliorare tali potenzialità ed anche del proprio senso di autoefficacia (la consapevolezza di essere in grado di ridurre/eliminare l'ansia con le prorpie risorse), tutti fattori che, assieme all'uso delle strategie apprese, contribuiscono ad un effetto reale e permanente del trattamento.


     Curiosità e approfondimenti



     Contatti e indirizzi


    I trattamenti di Biofeedback e quelli integrati sono svolti dalla équipe formata dal Dr. Alessio Penzo e dalla Dr.ssa Loredana Scalini presso lo studio situato in Via Giovanni Guareschi 123, 00143 - Roma (EUR-Laurentina).

    E' possibile prendere un appuntamento, in base alle disponibilità, dal Lunedì al Sabato. 


    Come raggiungerci


    Indirizzo: Via Giovanni Guareschi 123 - Roma (EUR-Laurentina)

    Con i mezzi pubblici: Fermata Metro B Laurentina + Autobus 776 oppure Fermata Metro B Fermi + Autobus 779

    In Automobile: clicca sulla mappa. 

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