• Bibliografia Cefalea Tensiva

     

    Questa bibliogrfia raccoglie solo una parte degli studi condotti sull'efficacia del biofeedback per la Cefalea di Tipo Tensivo. 

     


  • Biofeedback per la Cefalea Tensiva

    Durata, costi e metodo


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     Sconfiggere la Cefalea Tensiva naturalmente, senza farmaci, è possibile.


    La Cefalea di Tipo Tensivo può essere trattata efficacemente e rapidamente, senza farmaci, con il Biofeedback, un metodo innovativo, basato su numerosi studi scientifici e che fa leva sui meccanismi neurofisiologici naturali del nostro corpo.

    Il Biofeedback è una tecnica psicofisiologica emersa da una lunghissima pratica clinica e da una sperimentazione iniziata più di 60 anni fa e che oggi conta centinaia di studi scientifici pubblicati su peer review (riviste scientifiche accreditate).

    Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che il Biofeedback è efficace nell'80-90% dei pazienti trattati contro il 25% dei farmaci più utilizzati (es. Laroxyl), non ha effetti collaterali e l'effetto è mantenuto nel lungo termine (follow up sino a 15 anni).

    Nel 2010 ha ricevuto il massimo Livello di Raccomandazione per il trattamento della Cefalea di Tipo Tensivo da parte della più grande Organizzazione Europea di Neurologi, la European Federation of Neurological Societies.

    Il Biofeedback è un metodo d'intervento non-farmacologico, indolore, privo di effetti collaterali, di breve durata ed economico (occorre un unico ciclo di circa 8-10 sedute della durata di 30 minuti).

    Il Biofeedback per la Cefalea Tensiva non è psicoterapia o fisioterapia: è un trattamento psico-fisiologico che necessita di specifiche competenze in psicologia e psicofisiologia ed è una prestazione sanitaria detraibile.

     

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     Come funziona il Biofeedback?


     

    Una speciale strumentazione, che fa uso di un sistema sofisticato di sensori e di un complesso software d'analisi, consente di rilevare e visualizzare su un monitor, in tempo reale, le funzioni fisiologiche alterate che causano la Cefalea Tensiva: tali alterazioni patologiche consistono nell'eccessiva, protratta, involontaria e incontrollata contrazione di alcuni gruppi muscolari (collo, spalle/schiena, mandibola, scalpo, tempie e fronte) che, negli individui geneticamente predisposti, innesca gli stati dolorosi della cefalea tensiva, una condizione che non è solo un semplice "mal di testa", ma uno stato psicofisiologico che spesso si manifesta anche con depressione e sconforto, senso di debolezza o stanchezza, mancanza di concentrazione e talvolta anche vertigini e nausea.

    Queste tensioni muscolari incontrollate/inconsapevoli (che innescano le cefalee) costituiscono, negli individui geneticamente predisposti, una particolare via di somatizzazione di vari stati d'attivazione del nostro sistema nervoso che sottendono stati d'attivazione psicologica, cognitiva e/o emotiva di vario genere come quella legata a stress più o meno prolungati, a situazioni di intensa attività, a stati ansiosi e a stati di rabbia.

    Il paziente, in poche sedute, sotto la guida esperta del biofeedback therapist, impara a correggere permanentemente e in modo del tutto naturale l'eccessiva tensione muscolare che causa le cefalee, con conseguente cessazione o riduzionedel numero, della durata e dell'intensità dei mal di testa.

    Il Biofeedback è efficace nel 90% dei pazienti trattatie gli effetti del trattamento sono a lungo termine, come dimostrato da studi di follow up sino a 15 anni.


     Le cause della Cefalea Tensiva e l'azione del Biofeedback


    La Cefalea Tensiva è causata dai seguenti fattori concomitanti:

     

    1 - FATTORI GENETICI non necessariamente di tipo ereditario. Predispongono l'individuo a sviluppare la cefalea tensiva in presenza dei fattori che seguono.

    2 - TENSIONE MUSCOLARE eccessiva, inconsapevole,persistente o eccessivamente frequente di alcuni muscoli della testa (fronte, tempie, mandibola), del collo e/o delle spalle (in combinazione variabile da individuo a individuo): essa è sovente espressione della somatizzazione di fattori cognitivi, emozionali e situazionali (situazioni stressanti).

    3 - FATTORI PSICOFISIOLOGICI e/o PSICOLOGICI di varia origine che si esprimono attraverso la via di somatizzazione della tensione muscolare che determina la cefalea tensiva, in particolare:

    • Stress acuti e cronici
    • Stile cognitivo iperattivo e/o iper-reattivo
    • Stati ansiosi di varia origine
    • Stati depressivi o depressivo-ansiosi (misti)
    • Irascibilità eccessiva

     

    4 - ABUSO DI FARMACI ANALGESICI come i FANS, il paracetamolo e gli oppioidi che, se assunti con una frequenza eccessiva, espongono seriamente al rischio di un peggioramento della patologia nella direzione della cronicità (rebound headache) oltre che a fenomeni di tolleranza e dipendenza.

     5 - SENSIBILIZZAZIONE DELLE VIE DEL DOLORE - il meccanismo principale alla base del processo cefalalgico è noto come "sensibilizzazione delle vie del dolore" ossia delle vie nervose che trasmettono l'informazione dolorifica dalle zone doloranti innervate al sistema nervoso centrale (midollo spinale→tronco encefalicotalamocorteccia somestesica). Una loro attivazione eccessivamente ripetuta e protratta nel tempo produce un progressivo abbassamento della soglia d'attivazione dei neuroni che le compongono (facilitazione sinaptica sia a livello periferico che centrale) con conseguente aumento di facilità della loro attivazione (bastano stimoli anche innocui o deboli, come una leggera tensione muscolare, ad attivare le vie del dolore e innescare la cefalea), con conseguente aumento della frequenza, intensità e durata degli episodi di cefalea tensiva. Si ritiene inoltre che tale sensibilizzazione dolorifica sia facilitata/amplificata dall'uso eccessivo dei farmaci analgesici, ciò che sembra essere alla base del "rebound headache" o cefalea di rimbalzo di seguito descritta.


    Obiettivi del Biofeedback Integrato


    Il protocollo di Biofeedback da noi utilizzato agisce direttamente su tutti i fattori su citati ad eccezione di quello genetico, ed ha come obiettivi:

    1. La riduzione della tensione muscolare entro i livelli normali
    2. La cessazione completa o la riduzione del numero e dell'intensità delle cefalea
    3. La desensibilizzazione delle vie del dolore
    4. L'individuazione dei principali fattori cognitivi, comportamentali e situazionali che alimentano la tensione muscolare involontaria
    5. La riduzione/cessazione dell'uso di farmaci
    6. Il ripristino di una qualità di vita soddisfacente

       


     


    Il Biofeeedback è un trattamento  tramite il quale l'individuo apprende a ridurre,eliminare e prevenire l'eccessiva tensione muscolare incontrollata che causa le cefalee. Nei casi in cui la cafalea tensiva sia determinata dall'ansia o dallo stress l'individuo impara anche a normalizzare il livello d'attivazione psicofisiologica che sottende questi ed altri stati d'attivazione (la depressione, la rabbia, l'ansia anticipatoria, ecc.) che alimentano il processo di genesi delle cefalee.

     


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    Cosa causa la Cefalea Tensiva? Evitare il dolore e la cronicizzazione.


    La cefalea di tipo tensivo è un disturbo che, se non trattato o se trattato con strumenti non idonei (ad es. l'abuso di analgesici e altri farmaci, terapie  scientificamente non validate), evolve in forme ad episodi sempre più frequenti, sino allo stato cronico (15 o più cefalee al mese), fortemente disabilitante.

     

     

    Negli individui geneticamente predisposti, uno stato d'attivazione psicofisiologica eccessiva ed eccessivamente protratta, spesso favorita da situazioni stressanti prolungate, da una personalità ansiosa e/o iper-reattiva o iperattiva, o irascibile, può determinare un' involontaria/inconsapevole/incontrollata eccessiva contrazione dei muscoli delle spalle, cervicali, mandibolari, temporali e/o frontali che produce una serie di eventi a cascata che conducono all'episodio cefalalgico che, nel caso dei pazienti cronici, arriva a manifestarsi anche in modo continuo.

    • Cosa causa il progressivo peggioramento della patologia? Così come avviene per altre patologie del dolore, la progressiva cronicizzazione della cefalea tensiva è dovuta ad una progressiva sensibilizzazione delle vie nervose che conducono il dolore percepito durante, prima e/o dopo gli attacchi di cefalea, ciò che si traduce in una crescente suscettibilità/facilità a sviluppare cefalee con conseguente aumento della loro frequenza (sino alla cronicizzazione). In altre parole si verifica un abbassamento della soglia di attivazione dei neuroni che conducono il segnale del dolore dalla periferia al cervello, con conseguente maggiore facilità di attivazione degli stessi.
    • Come si può ridurre il dolore? La via maestra per combattere questo disturbo fortemente disabilitante è il ripristino della normale soglia d'attivazione delle vie dolorifiche coinvolte; ciò richiede una drastica e prolungata riduzione della stimolazione di queste vie nervose dolorifiche, cosa che è possibile ottenere in modo duraturo solo riducendo la causa primaria della loro stimolazione: la contrazione eccessiva o eccessivamente frequente dei muscoli su citati (testa, collo, spalle), a sua volta causata/aggravata da stressor di varia natura e da una propria predisposizione a reagire alle situazioni ansiogene/stressanti con stati d'attivazione psicofisiologica eccessiva (ansia, iper-reattività, ecc.) e con questa specifica via di somatizzazione.

    Il Biofeedback è un training, un allenamento psicofisiologico che agisce alla radice del problema consentendo all'individuo con cefalea tensiva di imparare rapidamente a riconoscere, controllare e normalizzare i livelli di tensione muscolare alterati che causano le cefalee, consentendo così il progressivo processo di desensibilizzazione delle vie dolorifiche implicate in questa patologia e la progressiva concomitante riduzione della frequenza, intensità e durata delle cefalee e la riduzione progressiva della quantità di farmaci assunti (analgesici, benzodiazepine, ecc.).


    Cronicizzazione e "Rebound Headache" o "Medication Overuse Headache"

    un pericolo da prevenire o da trattare col Biofeedback


    I farmaci analgesici (paracetamolo, FANS, oppioidi, ecc.) riducono il dolore solo temporaneamente e il loro abuso (più di 2-3 giorni a settimana) espone seriamente al rischio di aggravare la patologia, aumentando la frequenza delle cefalee.

    Quando ciò si verifica si parla di "Rebound Headache" ossia "mal di testa da rimbalzo" un concetto sovrapponibile a quello di "Medication Overuse Headache" ossia "mal di testa da abuso di farmaci" che si riferisce a una condizione determinata proprio dall'abuso dei farmaci analgesici: in parole semplici accade che il farmaco fa passare la cefalea (o ne riduce i sintomi) ma allo stesso tempo facilita l'insorgere di quella successiva (effetto di rimbalzo), con il risultato di un aumento progressivo della frequenza delle cefalee.

    Purtroppo i meccanismi alla base di questo fenomeno non sono noti per cui è difficile anche discriminare questo fenomeno dal semplice aggravarsi della patologia. E' possibile che il sovrautilizzo degli analgesici (triptani inclusi) inneschi dei meccanismi intraneuronali che producono un aumento ulteriore della sensibilizzazione delle vie del dolore nel breve-medio termine (dall'assunzione dell'ultima dose di farmaco), producendo un circolo vizioso cefalea-farmaco-cefalea difficile da spezzare ma che può essere efficacemente interrotto con l'aiuto del biofeedback.

    In questi casi può rendersi necessario l'attuazione di uno dei protocolli di "disintossicazione" oggi disponibili (con percentuali variabili di successo); tra i protocolli di disintossicazione più utilizzati vi sono quelli che fanno uso di elevate dosi di glucocorticoidi (a volte miscelati con potenti antiossidanti) per un periodo limitato di tempo (con dosi a scalare) seguito da un periodo di settimane durante le quali l'individuo deve assolutamente cessare l'assunzione di quei farmaci che ora causano il rebound headache e cominciare con l'assunzione di qualche farmaco preventivo.

    A tal proposito in uno studio recente Rausa et al. (2016) hanno dimostrato che ben l'80% dei pazienti con Medication Overuse Headache (= Rebound Headache, sia emicranici che con cefalea tensiva) sottoposti ad un breve training di biofeedback sono riusciti a regredire dalla condizione cronica a quella episodica e a non ricadere di nuovo nel Rebound Headache; invece la maggior parte (75%) dei pazienti sottoposti soltanto al trattamento farmacologico profilattico (senza biofeedback) a distanza di 4 mesi sono ricaduti nel rebound headache. Ciò significa che, in assenza di biofeedback e con il solo farmaco profilattico, nel 75% dei casi si verifica una ricaduta. 

    E' bene sottolineare che questi trattamenti, se non seguiti da un trattamento di Biofeedback, servono solo a ristabilire la condizione di cefalea prima che quest'ultima fosse peggiorata dal fenomeno del rebound.

    E' importante dunque prevenire l'innesco di tale condizione o affrontarla evitando l'abuso di analgesici ed attuando un adeguato protocollo di biofeedback (preferibilmente multicomponenziale), anche con l'uso contemporaneo di farmaci profilattici, con l'obiettivo di ridurli ed eliminarli in modo progressivo.

     


     Come funziona il Biofeedback per la Cefalea Tensiva?


    Il più efficace protocollo di Biofeedback per il trattamento della cefalea tensiva è il sEMG Biofeedback.

    In questo tipo di trattamento il Biofeedback trainer, attraverso l’elettromiografia di superficie (sEMG), misura in tempo reale la tensione dei muscoli coinvolti nel processo d’innesco dell’episodio cefalalgico, in genere i muscoli delle spalle, della schiena, della fronte,i temporali e i muscoli della mandibola(in combinazioni variabili a seconda dei casi), visualizzandola su uno schermo sotto forma di grafici o immagini usate come feedback.

    Questo feedback immediato e preciso consente al paziente di imparare a riconoscere ("sentire") livelli di contrazione muscolare anche minimi, consentendogli di riconoscere precocemente e prevenire quegli stati di eccessiva (e inconsapevolmente protratta) tensione muscolare che, se non interrotta in tempo, innesca il successivo episodio di cefalea tensiva. 

    Il Protocollo da noi utilizzato è di tipo integratoe prevede un unico ciclo di 8-10 sedute che include le seguenti attività e tecniche d'intervento:

    1 – Profilo Psicofisiologico (o Stress Profile) e anamnesi completa -Nella prima seduta, della durata di 90-120 minuti (a seconda della complessità del caso), si effettua una valutazione approfondita delle condizioni del paziente in relazione alla cefalea tensiva; subito dopo, utilizzando la strumentazione del biofeedback, si effettua una misurazione (stress profile) di diverse variabili fisiologiche in condizioni di relax e di stress (lieve) per individuare le alterazioni fisiologiche su cui lavorare e per definire il protocollo più efficace. In questa fase si individuano i gruppi muscolari la cui eccessiva tensione provoca la cefalea tensiva. 

    2 - Misurazione dello stress - Nella prima seduta si effettua sempre anche una misurazione dello stress attuale dell'individuo, sia utilizzando gli strumenti del biofeedback, sia utilizzando test scientificamente validati. Questa misurazione è molto importante per far comprendere al paziente se e quanto stress stia subendo (e abbia subito), i danni fisici a cui è esposto, la stretta relazione tra stress e cefalea tensiva e la conseguente necessità di definire delle strategie idonee volte a ridurre o eliminare le principali fonti di stress, attività quest'ultima che è facoltativa ma comunque fortemente consigliata anche perché non comporta costi aggiuntivi.

    3 – EMG Biofeedback - Calibrazione senso-motoria- Nelle sedute successive, grazie al feedback immediato fornito dalla strumentazione (elettromiogramma) utilizzata, l'individuo impara progressivamente a riconoscere anche i livelli minimi di contrazione dei muscoli coinvolti nella cefalea tensiva.

    Lo sviluppo di questa sensibilità è rapido grazie al biofeedback e costituisce il primo passo per eliminare la contrazione eccessiva dei muscoli che causa la cefalea.

    4 – EMG Biofeedback - Shaping - In questa fase l'individuo apprende rapidamente a ridurre volontariamente la tensione dei muscoli monitorati, riportandola sui valori normali.

    5 – Rilassamento Progressivo da fare a casa/lavoro con CD(8 fasi) - Diversi studi hanno dimostrato che l'aggiunta di questa specifica tecnica di rilassamento al Biofeedback velocizza e potenzia gli effetti del Biofeedback (Nestoriuc et al. 2008). Questa tecnica, a differenza di altre, è supportata da una robusta base scientifica. Ad ogni seduta di biofeedback viene fornito un CD da noi prodotto contenente una delle 8 sessioni audio-guidate di questo particolare training di rilassamento muscolare progressivo. Questo training viene svolto a casa o al lavoro parallelamente al training di biofeedback (presso il nostro studio).

    6 - Colloqui di sostegno, psicoeducativi, preventivi e strategici (senza costi aggiuntivi)

    La tensione muscolare alla base della Cefalea di Tipo Tensivo è quasi sempre legata a fattori di tipo psicologico-emotivi (ansia, stress, depressione, rabbia, ecc.); tali stati costituiscono la benzina che alimenta la tensione e amplifica il dolore e non devono mai essere sottovalutati o, peggio, non considerati. Per tale ragionela buona riuscita del trattamento e il mantenimento dei suoi effetti nel lungo termine sono fortemente potenziati da brevi colloqui strategici svolti nel corso del trattamento di biofeedback. Tali colloqui sono finalizzati a:

    • conoscere i meccanismi psicologici, fisiologici e ambientali che sono all'origine della tensione muscolare involontaria che causa la cefalea tensiva (potenzia e velocizza gli effetti del trattamento).
    • aumentare la consapevolezza dell'individuo e il suo senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza che le alterazioni fisiologiche involontarie che causano la cefalea tensiva possono essere volontariamente controllate e normalizzate con le tecniche/strategie apprese. 
    • imparare a controllare la risposta psicofisiologica agli agenti stressanti con adeguate strategie, tecniche e cambiamenti mirati nello stile di vita.

    Questi colloqui non sono obbligatori ma sono fortemente consigliati e senza costi aggiuntivi.

     

    7 - Igiene del sonno: dopo un'approfondita valutazione della qualità del sonno, vengono fornite le indicazioni necessarie a ripristinare una sufficiente qualità dello stesso. Migliorare la qualità del sonno significa agire direttamente su un insieme di potenti meccanismi psicofisiologici che contrastano fortemente gli effetti dannosi dello stress, dell'ansia, della rabbia (e di altri stati di tensione/attivazione eccessiva) sul corpo e sulla mente, aumentando la resistenza psicofisica agli stressors, spesso inevitabili.

    8 - Monitoraggio attivo inter-sessione: le strategie apprese durante il trattamento integrato di biofeedback devono essere poi estese alla vita reale, al di fuori setting protetto e controllato dello studio di biofeedback; per tale ragione abbiamo implementato un sistema di monitoraggio continuo sempre attivo che, tra una seduta (o sessione) e quella successiva, accompagna e assiste la persona nel delicato processo di estensione delle abilità apprese alla vita di tutti i giorni, tramite l'uso di strumenti (cartcei, fogli elettronici e applicazioni per smartphone/tablet/computer) opportunamente tarati sulle necessità di ogni singolo individuo.

    9 - Monitoraggio post-trattamento: terminate le sessioni di trattamento, le abilità apprese e già ben trasposte nella vita di tutti i giorni dovranno essere utilizzate anche nei mesi successivi; per tale ragione nei 6-12 mesi successivi alla fine del trattamento effettuiamo un monitoraggio volto sia a verificare i progressi attesi, sia a correggere eventuali errori d'applicazione e d'integrazione delle strategie apprese, sempre tramite l'uso di strumenti simili a quelli usati nel monitoraggio inter-sessione.

     

    L'applicazione dell'sEMG biofeedback incluso nel nostro protocollo integrato produce effetti clinicamente significativi nell' 80-90% dei pazienti trattati (Sherman, 2012).

    A fine trattamento il paziente saprà riconoscere e correggere autonomamente l’eccessiva tensione muscolare alla base della sua cefalea tensiva, riducendo o eliminando l’intensità, la durata e la frequenza degli episodi cefalalgici e l’uso/abuso dei farmaci.

     


     Quanto dura il trattamento di Biofeedback per la Cefalea Tensiva?


    Solitamente il trattamento di Biofeedback e per la Cefalea di Tipo Tensivo richiede un unico ciclo di 8-10 sedute in tutto. La prima seduta, durante la quale si effettua un'approfondita valutazione e lo Stress Profile (o Profilo Psicofisiologico) ha una durata di 90-120 minuti (a seconda della complessità del caso); le sedute successive di training durano circa 30 minuti

    Occorre solo un ciclo di sedute e, una volta completato, non occorre ripetere il trattamento. 

      


    Quanto costa il trattamento di Biofeedback per la Cefalea Tensiva?


     L'intero trattamento ha un costo contenuto consistendo in un unico ciclo di 8-10 sedute senza la necessità di ricorrere a cicli successivi o periodici.

    La tariffa è di 70 euro a seduta.

    La prima seduta, che comporta un'approfondita analisi del problema e la valutazione psicofisiologica o stress profile (con la nostra strumentazione) ha un costo di 90 euro e una durata di circa 90-120 minuti.

     Lo stress profile è necessario ad individuare il locus dell'alterazione fisiologica e a stabilire il protocollo di biofeedback adeguato alla specifica situazione.

     Il Biofeedback è una prestazione sanitaria detraibile.

     


     Il Biofeedback ha effetti collaterali o indesiderati?


    Il biofeedback è un metodo d’intervento sicuro, non-farmacologico, non-invasivo, indolore e privo di effetti collaterali, ad eccezione della possibile irritazione cutanea negli individui allergici al cerotto adesivo dei sensori.

    Nei protocolli di training respiratorio gli individui predisposti possono inoltre sperimentare una sensazione di "testa leggera" conseguente all'attività respiratoria. Tali fenomeni sono reversibili e possono essere ridotti o evitati con le opportune precauzioni.

     


      E' una cura a lungo termine?


    Studi di follow-up a lungo termine hanno dimostrato che, per la maggior parte dei pazienti trattati con il Biofeedback che continuano ad applicare le abilità apprese, gli effetti del trattamento rimangono invariati nel corso del tempo, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori trattamenti.

     

     


     Qual'è la percentuale di successo del Biofeedback?


    Il protocollo di Biofeedback da noi utilizzato produce risultati clinicamente significativi nell'80-90% dei pazienti con Cefalea di Tipo Tensivo trattati (Sherman 2012), contro il 22%-33% dell’amitriptilina (Laroxyl). Per un confronto dell'efficacia scientificamente dimostrata dei trattamenti farmacologici e non farmacologici oggi disponibili per la cefalea tensiva clicca qui.

    L’efficacia del Biofeedback dipende da diversi fattori: dall'abilità del biofeedback therapist di fare una valutazione psicofisiologica accurata, di individuare i distretti muscolari su cui lavorare, di posizionare i sensori, dalla capacità di comprensione e dall'empatia, e da modo di condurre il training.

    Ad esempio, da uno studio comparativo tra l’EMG-Biofeedback effettuato sui muscoli della fronte e l’EMG Biofeedback effettuato sui muscoli del trapezio è emerso che ben il 100% dei pazienti trattati con quest’ultimo protocollo hanno raggiunto una riduzione clinicamente significativa delle cefalee mentre i pazienti trattati con il primo protocollo hanno raggiunto risultati clinicamente significativi “solo” nel 50% dei casi (Arena et al., 1995), risultato quest’ultimo comunque soddisfacente rispetto ai trattamenti farmacologici più in uso.


     Contatti e indirizzi


    Studio di Psicologia e Biofeedback a Roma
    Via Giovanni Guareschi 123 - 00143 - Roma (EUR-Laurentina)

     

     I trattamenti di Biofeedback e Neurofeedback sono svolti dalla équipe formata dal Dott. Alessio Penzo e dalla Dott.ssa Loredana Scalini presso lo Studio di Psicologia e Biofeedback situato in Via Giovanni Guareschi 123, 00143 - Roma (EUR-Laurentina).

     


    Come raggiungerci


     

     

    Fermata Metro B Laurentina + Autobus 776

    Fermata Metro B Fermi + Autobus 779

    In Automobile: clicca sulla mappa. 

     

     

     

     

     


  • Come evitare il peggioramento e la cronicizzazione della Cefalea Tensiva


    Il 90% dei pazienti con cefalea tensiva che trattiamo col biofeedback presso il nostro studio giunge da noi quando si trova nella condizione più grave, quando cioè il disturbo è divenuto cronico (15 giorni o più con cefalea), dopo una lunga storia personale costellata da tentativi di cure farmacologiche e non farmacologiche (spesso "popolari" ma scientificamente non supportate) fallimentari che, oltre a non risolvere il problema, non hanno ostacolato il progredire della malattia verso la forma cronica. 

    La cefalea di tipo tensivo è una patologia a sostanziale componente genetica e psicosomatica che presenta una naturale tendenza al progressivo peggioramento se non affrontata in modo corretto.

    Ciò purtroppo avviene molto raramente visto che, nella stragrande maggioranza dei casi, chi soffre di forme ancora sporadiche di cefalea tensiva sottovaluta il problema e ricorre a farmaci analgesici da banco che danno solo un sollievo temporaneo, non bloccano l'evolversi della malattia e, al contrario, lo favoriscono/velocizzano se assunti con una frequenza superiore ai 2-3 giorni a settimana.

    Il fallimento di questi trattamenti è imputabile al fatto che essi non agiscono direttamente sulla causa del disturbo ma solo sui sintomi: danno quindi un sollievo temporaneo senza risolvere mai il problema alla radice, che continua a progredire.

    La causa diretta e universalmente riconosciuta della cefalea tensiva è la contrazione eccessivamente protratta, involontaria e inconsapevole dei muscoli del collo, spalle e testa (fronte, tempie, mandibola, scalpo).

    Questa condizione è la somatizzazione di condizioni di stress ed iper-eccitabilità/attivabilità emozionale e cognitiva di persone che spesso possiedono uno stile cognitivo-comportamentale molto attivo(iperattivo e/o iper-reattivo); spesso sono presenti stati d'ansia più o meno strutturati o di tipo semplicemente situazionale (situazioni difficili, periodi protratti di stress, ecc.); frequentemente sono associati stati depressivi e stati depressivo-ansiosi.

    Tale stile cognitivo ed emozionale comporta la ripetuta iper-attivazione dei centri nervosi che mediano le emozioni che si traduce in una particolare somatizzazione: la contrazione involontaria, inconsapevole e protratta di specifici gruppi muscolari (spalle, collo, mandibolari, frontali, temporali, ecc.) in combinazione variabile da individuo a individuo.

    Basta un livello di contrazione muscolare protratta superiore di solo il 5% rispetto alla norma per dare origine all'accumulo locale di sostanze pro-infiammatorie che determinano il dolore da tensione muscolare che, negli individui predisposti, prende la forma della cefalea tensiva, con una propagazione degli effetti tensivi e del dolore a diverse regioni craniche e intra-craniche (ad es. dietro gli occhi). Molto frequenti sono inoltre le condizioni miste cefalea tensiva/emicrania in cui una tensione muscolare al collo, alla nuca, alle spalle o ad altre regioni del craio può innescare e/o alimentare gli episodi emicranici.

    Nella nostra esperienza clinica i pazienti con cefalea tensiva (quasi tutti cronici) mostrano, all'inizio del trattamento e in condizione di riposo, livelli di contrazione involontaria dei muscoli monitorati mediamente del 50% superiore ai valori normali.

    Nel 100% dei casi non ne sono consapevoli e solo osservando il grafico dell'elettromiogramma sul nostro monitor cominciano ad associare il livello reale di tensione del muscolo monitorato con la sensazione di tensione prima totalmente inconsapevole. Sviluppando questa sensibilità in poco tempo l'individuo apprende a riconoscere lo stato di tensione muscolare che gli innesca le cefalee e a ridurlo autonomamente e automaticamente sui valori normali.

    Attualmente il biofeedback è l'unico trattamento dimostratosi realmente in grado di agire sulla causa diretta della cefalea tensiva, riconducendo la tensione muscolare eccessiva sui livelli normali, con conseguente riduzione ed eliminazione delle cefalee.

    Se non si agisce a questo livello, ossia se questa tensione muscolare non viene ricondotta sui valori normali, il disturbo continuerà a progredire a causa della progressiva sensibilizzazione delle vie nervose del dolore determinata a sua volta dalla loro ripetuta (eccessiva) attivazione che si verifica ogni volta che si verifica un'episodio di cefalea.

    Per questa ragione è indispensabile agire subito e non aspettare che il disturbo si cronicizzi.

     

    Ecco dunque i nostri consigli per evitare di peggiorare e bloccare la malattia prima che si cronicizzi:

     

    • Diagnosi certa: esistono più di 100 tipi di cefalee. E' necessario farsi fare una diagnosi precisa per sapere con certezza di quale cefalea di soffre e, per essa, individuare le cure più appropriate.
    • Evitare di assumere farmaci da banco come analgesici per più di 2-3 giorni a settimana per evitare il peggioramento della malattia dovuto all'abuso di farmaci (rebound headache).
    • Non considerare gli analgesici da banco come cura: tali farmaci agiscono solo temporaneamente e sui sintomi, non sulle cause della cefalea.
    • Non perdere tempo: la Cefalea Tensiva, se non trattata adeguatamente, può peggiorare sino alla condizione cronica spesso codeterminata dall'abuso di farmaci.
    • Informarsi sui trattamenti preventivi disponibili e sulla loro reale efficacia. Noi abbiamo realizzato a tal fine una tabella comparativa sull'efficacia dei trattamenti farmacologici e non-farmacologici basata esclusivamente su ricerche scientifiche pubblicate su riviste accreditate (peer review) e consultabili liberamente su database scientifici come Pubmed e Medline.
    • Fidarsi solo delle fonti d'informazione che forniscono i riferimenti scientifici (bibliografia) per ogni affermazione fatta. 
    • Informarsi sempre sulla percentuale di successo dei metodi proposti, dimostrata scientificamente.
    • Diffidare dei trattamenti non supportati scientificamente o per i quali la ricerca scientifica ha dimostrato efficacia nulla o non superiore al placebo.
    • Valutare criticamente il trattamento da effettuare, valutando i rischi, i benefici e i costi di ciascun trattamento.
    • Non accanirsi su trattamenti che non danno risultati e passare ad altri trattamenti senza perdere tempo.

     

     

     


  • Cure Naturali e Farmacologiche per la Cefalea Tensiva a confronto


    La scarsa efficacia dei trattamenti farmacologici attualmente esistenti per la cefalea di tipo tensivo e la scarsa tollerabilità degli effetti indesiderati di tali farmaci (si pensi a farmaci come il Laroxyl e il Lyrica), spinge un numero crescente di persone che soffrono di Cefalea di Tipo Tensivo a cercare soluzioni alternative che abbiano effetti collaterali tollerabili. Come vedremo il Biofeedback costituisce il metodo d'intervento più efficace e, allo stesso tempo, del tutto privo di effetti collaterali e, aspetto non di scarsa rilevanza, economico.

    Sebbene in rete si trovino soluzioni di ogni tipo (erbe, diete spesso improvvisate e trattamenti di ogni genere) un'analisi attenta della letteratura scientifica a supporto delle varie alternative naturali, non farmacologiche e  farmacologiche oggi esistenti ha evidenziato che solo pochissimi metodi di trattamento hanno ricevuto una solida conferma sperimentale.

    Nella tabella sottostante sono descritti e confrontati, in termini di efficacia sperimentalmente dimostrata, i metodi d'intervento naturali e farmacologici più utilizzati per il trattamento della cefalea tensiva.

    Tale analisi e corredata di una ricca bibliografia che rimanda ai singoli studi scientifici da cui sono tratte le informazioni qui pubblicate.

    Da tale analisi emerge che il trattamento naturale che presenta il più elevato livello di efficacia è ilBiofeedbackche presenta anche il vantaggio di essere il metodo naturale più rapido, economico, di lunga durata, indoloree privo di effetti collaterali.

     

    Cure a confronto

    per la Cefalea di Tipo Tensivo

    (per visualizzare i riferimenti scientifici clicca qui)

    Campo verde = trattamenti più efficaci e con nessun effetto collaterale

    Campo giallo = trattamenti con grado di efficacia moderato o modesto

    Campo bianco = trattamenti con grado di efficacia nullo o non dimostrato

    Trattamento

    Tipologia

    Grado di

    efficacia

    Percentuale di successo dimostrata

    Effetto a lungo termine

    Durata media della

    terapia

    Effetti collaterali

                 

    Biofeedback

    Non farmacologico

    Molto alto

    80-90%

    dei pazienti trattati

    Dimostrato sino a

    15 anni

    Unico ciclo di 8-10 sedute

    Nessuno

    Rilassamento progressivo

    Non farmacologico

    Moderato

    37%

    dei pazienti trattati

    ?

    Variabile

    Nessuno

    Gestione dello Stress

    Non farmacologico

    Moderato

    37%

    dei pazienti trattati

    ?

    Variabile

    Nessuno

    Amitriptilina

    Farmaco antidepressivo triciclico

    Modesto

    22-33%

    dei pazienti trattati

    La cessazione dell’assunzione porta al ritorno della condizione pre-trattamento

    Cicli di 6 mesi

    Molteplici

    anche gravi

    SSRI

    (Fluoxetina, Sertralina, Citalopram)

    Farmaci antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina

    Non efficace

    Effetto non superiore

    al placebo

    -

    -

    Molteplici

    anche gravi

    Valproato di sodio, Gabapetin, Topiramato

    Antiepilettici, anticonvulsivi

    Non efficaci o efficacia incerta

    -

    -

    -

    Molteplici

    anche gravi

    Analgesici e antinfiammatori

    (Paracetamolo, “Aspirina”, Ibuprofene, Naprossene, Ketoprofene, Diclofenac, ecc.)

    Farmaci analgesici e antinfiammatori

    Non efficace

    Non indicati per la profilassi. Alto rischio di cronicizzazione

    Forte rischio di cronicizzazione, rebound headache, e aumento delle cefalee se assunti per più di 2 giorni a settimana

    -

    -

    Molteplici

    anche gravi

    Agopuntura

    Non Farmacologico

    Efficacia incerta

    -

    -

    10-20 sedute con cadenza annuale

    Fastidio o dolore nei punti di applicazione degli aghi. Infezioni.

    Botulino Tipo A

    (iniezioni pericraniali)

    Farmacologico

    Nessuna efficacia o efficacia incerta

    -

    Quando presente, effetto temporaneo

    Applicazioni ripetute a distanza di pochi mesi

    Molteplici

    anche gravi

    Manipolazione spinale

    Non Farmacologico

    Non efficace

    -

    -

    -

    -

    Note: tutte le informazioni riportate nella tabella comparativa si basano esclusivamente sui dati scientifici emersi dalle ricerche condotte negli ultimi decenni nei rispettivi ambiti.

    Per una spiegazione più dettagliata sui vari trattamenti elencati, sulla loro efficacia, per i riferimenti bibliografici e le note clicca quì.

     

     


    I Trattamenti Naturali per la Cefalea di Tipo Tensivo in dettaglio


    A – Biofeedback(calibrazione + shaping) + rilassamento progressivo(Molto Efficace)

    Il più efficace protocollo di Biofeedback per il trattamento della cefalea tensiva è l'EMG Biofeedback che integra tre tecniche:

    1 - la tecnica dello "shaping"

    2 - la tecnica della calibrazione senso-motoria

    3 - la tecnica del rilassamento muscolare progressivo

    L'applicazione di questo protocollo, che di solito comporta un numero molto limitato di sedute (8-10 sedute), produce effetti clinicamente significativi in almeno l' 80% dei pazienti trattati (Sherman, 2012).

    E’ stato ben dimostrato che l’aggiunta delle tecniche di rilassamento al Biofeedback determina risultati superiori a quelli del Biofeedback da solo (Nestoriuc et al. 2008). In sintesi il Biofeedback è più efficace del rilassamento ed è efficace anche nei pazienti in cui il semplice rilassamento risulti inefficace; tuttavia il rilassamento può potenziare l’efficacia del Biofeedback.

    B – Biofeedback + Gestione dello Stress(Efficace)

    Tra le cause principali della cefalea tensiva è lo stress cui spesso il paziente cefalgico è soggetto; in questi casi l’azione combinata del biofeedback e delle tecniche di gestione dello stress può produrre risultati ancor più significativi, rapidi e duraturi.

    In aggiunta al Biofeedback la gestione dello stress implica anche:

    • Individuazione dell’agente stressante(stressor) e delle possibili strategie per evitarlo/annullarlo (ove possibile) o per limitarne gli effetti sulla vita del paziente.
    • Imparare a controllare la risposta psicofisicaagli agenti stressanti con adeguate tecniche di rilassamento e con cambiamenti nello stile di vita.
    • Igiene del sonno.Questo elemento è spesso determinante; migliorare la qualità del sonno significa agire direttamente su un insieme di potenti meccanismi bio-psicologici che contrastano fortemente gli effetti dannosi dello stress sul corpo e sulla mente, aumentando la resistenza psicofisica agli stressors inevitabili.
    • Gestione della rabbia.E’ stato ampiamente dimostrato che la tendenza e spesso l’abitudine (modificabile) di reagire agli eventi della vita (dai più piccoli ai più grandi) con rabbia, espone l’individuo a un’ulteriore fonte di stress psicofisico, ciò che determina oltre che un aumento della frequenza delle cefalee, anche un aumento significativo del rischio di serie patologie cardiovascolari.

    C – Rilassamento progressivo

    Il rilassamento progressivo presenta un grado di efficacia moderato nel produre risultati clinicamente significativi (riduzione del 50% della frequenza, intensità e durata delle cefalee). Ciò ad esempio è quanto dimostrato da Arena et al. (1995) dal cui studio è emerso che il rilassamento progressivo ha un’efficacia, seppur moderata, clinicamente significativa, con una riduzione di almeno il 50% della frequenza, intensità e durata delle cefalee nel 37% dei pazienti con diagnosi di cefalea tensiva trattati. Anche altri studi hanno dimostrato una efficacia moderata nel ridurre la frequenza/intensità e durata delle cefalee (Blanchard et al. 1985, 1990; Collett et al., 1986; Gada 1984; Larsson e Carlsson, 1996).

    D – Gestione dello Stress

    Anche la gestione dello stress ha mostrato un grado di efficacia, seppur moderato, nel produrre risultati clinicamente significativi (riduzione del 50% della frequenza, intensità e durata delle cefalee). Ciò ad esempio è quanto da Holroid et al. (2001) in uno studio condotto su un campione di 203 adulti con diagnosi di cefalea di tipo tensivo, dal quale è emerso che le tecniche di gestione dello stress hanno prodotto risultati clinicamente significativi solo nel 35% dei soggetti. La stessa percentuale è quella emersa dalla metanalisi condotta da Bogaart et al. (1994).

    E - Agopuntura (efficacia incerta)

    Riguardo alla reale efficacia dell’agopuntura nel trattamento della cefalea di tipo tensivo, la ricerca sino ad oggi condotta ha prodotto risultati contrastanti (Bendtsen, 2009; Davis et al., 2008; Endres et al., 2007; Melchart et aò., 2005). La sua efficacia è dunque incerta.

    F – Manipolazione Spinale (non efficace)

    Questa tecnica non ha mostrato un’ efficacia attendibile nel trattamento della cefalea di tipo tensivo  (Bendtsen, 2009; Bove e Nilsson, 1998; Posadzki e Ernst, 2011). Il trattamento non è efficace.

    G – Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

    Da uno studio di Blanchard et al. (1990) su 66 pazienti con cefalea tensiva è emerso che la psicoterapia comportamentale non è più efficace del rilassamento progressivo nel ridurre la frequenza/intensità/durata delle cefalee. Quest’ultimo è risultato clinicamente efficace per il 37% dei pazienti trattati (Arena et al.1995).

    Nella psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale il paziente è spinto a identificare pensieri e credenze che possano contribuire ad aumentare il suo stress, ciò che aggrava i suoi mal di testa. Anche se in termini sperimentali i risultati delle psicoterapie sono difficili da misurare, alcuni studi ne hanno dimostrato una certa efficacia. Per altri tipi di psocoterapia non esiste un letteratura scientifica sufficiente.

    Da una recente review sulle terapie non farmacologiche per il trattamento della cefalea tensiva (Sun-Edelstein e Mauskop, 2012) è emerso che le l’EMG Biofeedback costituisce oggi uno strumento efficace e che la terapia cognitivo-comportamentale e il training di rilassamento possono essere d’aiuto. Attualmente l’EMG Biofeedback abbinato al rilassamento progressivo costituisce in assoluto lo strumento più efficace oggi diponibile per il trattamento della cefalea tensiva, sia rispetto ai farmaci che rispetto a tutti gli altri trattamenti non-farmacologici.


    Evitare i “triggers” (fattori d’innesco dell’episodio cefalalgico)


    I triggers più frequentemente riportati dai pazienti che soffrono di cefalea tensiva (ma anche di emicrania) sono i seguenti (Ulrich et al. 1996; Rasmussen et al. 1992):

    a)Stress (psicologico o fisico)

    b)Pasti irregolari o inappropriati; saltare i pasti

    c)Eccessivo consumo di caffé o di bevande contenenti caffeina

    d)Disidratazione

    e)Disturbi del sonno (insonnie, ipersonnie, ecc.)

    f)Attività fisica insufficiente, eccessiva o inappropriata

    g)Problemi psicologici (ansia e depressione in primis)

    h)Variazioni ormonali

    i)Ciclo mestruale


    Stress, qualità del sonno, stile di vita e biofeedback


    E’ da notare come spesso, nella vita quotidiana delle persone che soffrono di cefalea tensiva, i fattori su elencati (i triggers) siano spesso legati alla condizione di stress: ad esempio il condurre una vita stressante per un periodo prolungato spesso è associato a disturbi del sonno, ansia e ad uno stile di vita che porta l’individuo a consumare alti dosi di caffeina, a dormire male e in modo irregolare, a saltare i pasti e, spesso, a sviluppare sintomi ansiosi o depressivi. Anche in questo caso il Biofeedback integrato al rilassamento progressivo, e magari ad un intervento psicologico breve e mirato a individuare e modificare le abitudini scorrette e a migliorare l'igiene del sonno, possono dare ottimi risultati e in breve tempo.


    Per visualizzare la Bibliografia, clicca quì.

     

     


  • Quanto costa il trattamento di Biofeedback per la Cefalea Tensiva?


    L'intero trattamento ha un costo contenuto consistendo in un unico ciclodi 8-10 sedute, senza la necessità di ricorrere a cicli successivi o periodici.

    La tariffa di una seduta è di 70 euro. La seduta dura 30-40 minuti.

    La prima seduta, che comporta un'approfondita analisi del problema e la valutazione psicofisiologica o stress profile (con la nostra strumentazione) ha un costo di 90 euro e una durata di circa 90-120 minuti.

     Lo stress profile è necessario ad individuare il locus dell'alterazione fisiologicae a stabilire il protocollo di biofeedback adeguato alla specifica situazione.

     Il Biofeedback è una prestazione sanitaria detraibile.


  •  Quanto dura il trattamento di Biofeedback per la Cefalea Tensiva?


    Solitamente il trattamento di Biofeedback e per la Cefalea di Tipo Tensivo richiede un solo ciclo di 8-10 sedute. La prima seduta, durante la quale si effettua un'approfondita valutazione e lo Stress Profile (o Profilo Psicofisiologico) ha una durata di 90-120 minuti; le sedute successive di training durano circa 30-40 minuti

    Occorre solo un ciclo di sedute e, una volta completato, non occorre ripetere il trattamento.

    Riguardo alla durata degli effetti del Biofeedback sulla cefalea tensiva, la sua efficacia è stata dimostrata da studi di follow up sino a 15 anni dalla fine del training.


  •  Quanto dura il trattamento di Biofeedback per l'ipertensione essenziale?


    Solitamente il trattamento di Biofeedback e per l'ipertensione richiede un solo ciclo di 8-10 sedute. La prima seduta, durante la quale si effettua un'approfondita valutazione delle condizioni del paziente e lo Stress Profile (o Profilo Psicofisiologico) ha una durata di 90-120 minuti; le sedute successive di training durano circa 30 minuti

    Occorre solo un ciclo di sedute e, una volta completato, non occorre ripetere il trattamento.

    Riguardo alla durata degli effetti del Biofeedback sull'ipertensione, essa è a lungo termine.