• Attacchi di panico


     

    Per la diagnosi di Attacco di Panico è necessario che l'individuo, nell'arco di non più di 10 minuti, abbia sviluppato almeno 4 dei seguenti sintomi accompagnati da intensa paura o disagio:

     

    1. Palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia.
    2. Sudorazione.
    3. Tremori fini o a grandi scosse.
    4. Dispnea o sensazione di soffocamento.
    5. Sensazione di asfissia.
    6. Dolore o fastidio al petto.
    7. Nausea o disturbi addominali.
    8. Sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento.
    9. Derealizzazione (sensazione di essere staccati dalla realtà) o depersonalizzazione (sensazione di essere distaccati da se stessi).
    10. Paura di perdere il controllo o di impazzire.
    11. Paura di morire.
    12. Parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio).
    13. Brividi o vampate di calore.

     


    •  Tipi di ADP e relativi Trattamenti di Biofeedback

     

    Numerosi studi* condotti negli ultimi 30 anni, hanno dimostrato che i 13 sintomi degli ADP si presentano secondoaggregazioni tipiche enon in modo casuale definendo 2 sub-tipologie di Attacchi di Panico:

     

    1 - Attacchi di Panico di Tipo Respiratorio = con sintomi respiratori prevalenti (in rosso nell’elenco su esposto): respiro corto, senso di soffocamento, parestesie, dolore al petto, paura di morire e molto frequentemente palpitazioni, trattato con il Biofeedback respiratorio o HRV.

     

    2 - Attacchi di Panico di tipo non-Respiratorio = senza una prevalenza di sintomi respiratori (in nero nell’elenco), trattabile con successo e in tempi rapidi con un trattamento combinato Biofeedback respiratorio, HRV Biofeedback e Neurofeedback.


  •  Il Biofeedback nel Trattamento degli Attacchi di Panico (ADP)


    Il Biofeedback è un trattamento non farmacologico la cui efficacia nel trattamento degli Attacchi di Panico e di tutti i Disturbi d'Ansia è dimostrata da numerosi studi scientifici condotti a partire dagli anni '70.

    Per consultare l'elenco degli Studi Scientifici clicca qui

     


    Il primo Attacco di Panico e la "paura della paura"


    Possiamo definire gli Attacchi di Panico (ADP) come le manifestazioni d'Ansia più intensa che un essere umano possa provare nel corso della vita, tanto da costituire spesso vere e proprie esperienze traumatiche in grado di incidere profondamente sulla qualità della vita dell'individuo.

    Quanto più il primo (e a volte unico) o i primi attacchi di panico sono intensi, prolungati, inaspettati e quindi inspiegabili, tanto più probabile sarà lo sviluppo di una condizione d'ansia che possiamo definire come "paura della paura", ossia la paura di avere un altro ADP in situazioni di ogni genere dalle quali si ritiene sia "difficile" o "imbarazzante" uscire qualora dovesse verificarsi un nuovo incontrollabile e inaspettato ADP o malore, o nelle quali si ritiene di non poter accedere alle cure necessarie immediate in caso di ADP. In tal caso si parla anche di Agorafobia che spesso sfocia in comportamenti di evitamento di tutte le situazioni su citate.

    Sarebbe sbagliato definire tale paura della paura "irrazionale"; al contrario, alla base di questa paura vi è un ragionamento semplice, immediato e automatico: se il primo ADP è venuto "a ciel sereno", in modo del tutto improvviso e inaspettato, questo fenomeno può ripresentarsi in qualsiasi momento e ovunque, senza alcun controllo da parte nostra.

    Risulta evidente come questa condizione patologica sia strettamente legata alla convinzione (errata) dell'individuo di non poter esercitare alcun controllo su questa intensa reazione psicofisiologica: l'incapacità di controllare questo stato, il senso di impotenza di fronte ad un fenomeno così forte che coinvolge il proprio corpo e la mente è la ragione principale del perpetuarsi degli attacchi di panico o di stati d'ansia e depressione ad essi correlati.

    Attraverso le strategie apprese col biofeedback l'individuo con ADP impara a controllare consapevolmente la risposta psicofisiologica dell'ansia e degli Attacchi di Panico, sviluppando al contempo il senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza di essere in grado di poter controllare e annullare ogni eventuale insorgere di ADP in qualunque luogo e in qualsiasi momento.


    Tipologie di Attacchi di Panico


    Gli Attacchi di Panico possono presentarsi singolarmente, sporadicamente o in modo ricorrente; in quest'ultimo caso si parla di Disturbo di Panico. Nei primi due invece gli ADP non sono necessariamente segno di uno stato patologico, a meno che, come descritto nel paragrafo precedente, l'ADP sia seguito da manifestazioni ansiose abbastanza intense/frequenti da ridurre la qualità della vita dell'individuo.

    Gli Attacchi di Panico possono presentarsi anche negli individui che soffrono di altri disturbi d'ansia, come il Disturbo d'Ansia Sociale, l'Agorafobia, il Disturbo Post-Treumatico da Stress, il Disturbo d'Ansia Generalizzata, le Fobie e l'Ansia da Separazione.

    In tutti i casi gli Attacchi di Panico e tutte le manifestazioni ansiose spesso associate sono dovute ad un'iperattivazione psicofisiologica che coinvolge le vie e i centri nervosi che mediano la risposta ansiosa (fear circuit e sistema simpatico).

    Queste alterazioni possono essere ricondotte entro i valori normali con adeguati protocolli di Biofeedback o Neurofeedback.

    Inbase a studi recenti gli Attacchi di Panico possono esser suddivisi in diverse tipologie a seconda di come si aggregano i sintomi riferiti dal paziente.

    In linea di massima possiamo suddividere gli Attacchi di panico in tre categorie:

    1 - Attacchi di Panico Cardio-Respiratori(prevalente componente cardio-respiratoria)

    2 - Attacchi di Panico Autonomici(prevalente componente autonomica)

    3 - Attacchi di Panico Cognitivi(prevalente componente cognitiva)

    Per tutte le tipologie di ADP è possibile utilizzare protocolli di biofeedback specifici e molto efficaci nel breve e, soprattutto, nel lungo termine.

    Durante la prima seduta di valutazione psicofisiologica e di anamnesi si effettua la diagnosi precisa della tipologia di Attacco di Panico e si definisce il protocollo più adatto alla specifica situazione.


    Il Trattamento Integrato di Biofeedback per gli Attacchi di Panico


    Tutti gli interventi di Biofeedback svolti dalla nostra équipe presso lo Studio di Psicologia e Biofeedback di Roma, sono incluse diverse attività indispensabili che noi definiamo "accessorie" ma che in realtà sono importanti nel velocizzare e stabilizzare nel lungo termine gli effetti del trattamento.

    Il trattamento da noi svolto include le seguenti attività:

    1 - Trattamento di Biofeedback - Dopo la prima seduta di valutazione, nel corso della quale si svolge un'attenta e precisa anamnesi ed una valutazione/misurazione psicofisiologica (stress profile), si definiscono i protocolli più adeguati necessari al trattamento dello specifico tipo di Attacchi di Panico. Nelle sedute successive si svolge il vero e proprio trattamento di Biofeedback e, contemporaneamente, le attività "accessorie" di seguito descritte.

    2 - Colloqui di sostegno, esplicativi, psicoeducativi e preventivi finalizzati a:  

    • Conoscere i meccanismi psicologicifisiologici, emotivicomportamentali e ambientali che sono all'origine o che alimentano gli Attacchi di Panico.
    • Aumentare la consapevolezza dell'individuo e il suo senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza che le alterazioni fisiologiche involontarie che causano gli Attacchi di Panico possono essere volontariamente controllate e normalizzate con le strategie apprese. 
    • Imparare a controllare la risposta psicofisica agli agenti stressanti con adeguate tecniche e cambiamenti mirati nello stile di vita.

    I colloqui si svolgono nel corso delle sedute di biofeedback e sono inclusi nel trattamento.

    3 - Rilassamento Progressivo da fare a casa/lavoro con CD (8 fasi) - Diversi studi hanno dimostrato che l'aggiunta di questa tecnica al Biofeedback velocizza e potenzia gli effetti di quest'ultimo. Se l'individuo non è portato a questo tipo di pratiche, questa attività non è obbligatoria e il non svolgerla non influisce minimamente sull'esito del trattamento: svolgerlo tuttavia velocizza il processo.

    4 - Igiene del sonno - Nel corso delle sedute di biofeedback vengono fornite le indicazioni necessarie a ripristinare una sufficiente qualità del sonno. Migliorare la qualità del sonno significa agire direttamente su un insieme di potenti meccanismi psicofisiologici che contrastano fortemente gli effetti dannosi dello stress, dell'ansia, della rabbia (e di altri stati di tensione/attivazione eccessiva) sul corpo e sulla mente, aumentando la resistenza psicofisica agli stressors inevitabili e l'energia mentale necessaria ad affrontarli e a gestire ansia e ADP.

    5 - Monitoraggio attivo inter-sessione: le strategie apprese durante il trattamento multi componenziale di biofeedback devono essere poi estese alla vita reale, al di fuori setting protetto e controllato dello studio di biofeedback; per tale ragione abbiamo implementato un sistema di monitoraggio continuo sempre attivo che, tra una seduta (o sessione) e quella successiva, accompagna e assiste la persona nel delicato processo di estensione delle abilità apprese alla vita di tutti i giorni, tramite l'uso di strumenti opportunamente tarati sulle necessità di ogni singolo individuo.

    6 - Monitoraggio post-trattamento: terminate le sessioni di trattamento, le abilità apprese e già ben trasposte nella vita di tutti i giorni dovranno essere utilizzate anche nei mesi successivi; per tale ragione nei 6 mesi successivi alla fine del trattamento la nostra équipe effettua un monitoraggio volto sia a verificare i progressi attesi, sia a correggere eventuali errori d'applicazione e d'integrazione delle strategie apprese, sempre tramite l'uso di strumenti simili a quelli usati nel monitoraggio inter-sessione



      Il Trattamento degli Attacchi di Panico di Tipo Cardio-Respiratorio  


    Per il Disturbo di Panico e gli Attacchi di Panico di Tipo Respiratorio è fortemente indicato l'uso del Biofeedback Respiratorio, una procedura non-farmacologica,non-invasivanon-dolorosa ed efficace in tempi brevi (8-10 sedute).

    In una tipica sessione di Biofeedback il paziente viene collegato a diversi sensori in grado di rilevare diverse funzioni fisiologiche, come il ritmo cardiaco, la pressione sanguigna, la temperatura corporea, il tono muscolare e, di particolare importanza per gli ADP di tipo respiratorio, il livello di anedride carbonica espulsa con l'espirazione, il ritmo e il volume respiratorio.

    I sensori forniscono, in tempo reale, informazioni continue e accurate che vengono visualizzate su un monitor posto di fronte al paziente. Si stabilisce quindi il cosiddetto profilo psicofisiologico (stress profile), ossia si registrano per diversi minuti le funzioni fisiologiche monitorate in condizioni di riposo e di stress.

    Grazie a queste registrazioni si individuano le irregolarità e le alterazioni delle funzioni fisiologiche legate alla condizione patologica, nel caso specifico quelle cardio-respiratorie (ma non solo) legate alla predisposizione e all'insorgere degli ADP; una volta individuate le irregolarità inizia il vero e proprio training di Biofeedback, che consite in una serie di attività volte a consentire al paziente di imparare a riconoscere le alterazioni fisiologiche interne in tempi rapidi e a correggerle volontariamentebloccando alla radice il meccanismo psicofisiologico che porta all'innesco degli Attacchi di Panico.

    Inoltre, grazie al training respiratorio, il paziente normalizza le sue modalità/abiitudini respiratorie, instaurando, nell'arco di qualche giorno, i normali livelli di anedride carbonica e di pH sanguigno, riducendo progressivamente la probabilità di avere altri ADP.

    E' stato infatti dimostrato che, assai frequentemente, i panickers di tipo respiratorio, rispetto agli individui sani, presentano una specifica ipersensibilità agli aumenti repentini di CO2 (anedride carbonica), ciò che può verificarsi, ad esempio, in luoghi affollati o con scarsa areazione o anche in particolari condizioni di stess.

    La ricerca ha dimostrato che tale ipersensibilità all'anedride carbonica (che predispone agli Attacchi di Panico di Tipo Respiratorio) è legata a squilibri organici (iperacidosi e ipocapnia) che sono legati a irregolarità respiratorie dovute a modalità di respirazione (abitudini) scorrette: queste persone presentano cioé pattern respiratori (espirazione e inspirazione) irregolari e scorretti (respiro troppo breve e rapido, o troppo profondo, o con troppe pause e/o troppi sospiri, ecc.) che producono stati cronici di ipocapnia e di acidosi sanguigna; è stato dimostrato infatti che circa la metà degli individui che presentano tali problemi respiratori (spesso inconsapevolmente), soffrono di disturbi d'ansia e attacchi di panico.

    Per questo tipo di attacco di panico dunque non è necessario un intervento di tipo psicologico, a meno che il paziente non mostri modalità miste.


      Il Trattamento degli Attacchi di Panico di Tipo Autonomico 


    Per il Disturbo di Panico e gli Attacchi di Panico di Tipo Autonomico è indicato l'uso di varie procedure di Biofeedback in associazione ai colloqui.

    Il Biofeedback in questo caso serve a stabilizzare i livelli di attivazione psicofisiologica su livelli normali, agendo in tal caso prevalentemente come "calmante" a lungo termine dei sintomi ansiosi, attacchi di panico inclusi (riduzione della frequenza e dell'intensità degli attacchi); anche in questo caso, grazie al Biofeedback, il paziente impara a riconoscere le alterazioni fisiologiche interne che sottendono gli stati d'ansia che precedono o accompagnano gli ADP e apprende delle strategie volte a normalizzare tali funzioni prima che si inneschi l'attacco. Anche in questo caso dunque si tratta di una modalità d'intervento che va "dal corpo alla mente".

     


    Il Trattamento degli Attacchi di Panico di Tipo Cognitivo


    Nel caso degli Attacchi di Panico di tipo Cognitivo, il ricorso ai colloqui inclusi per default in ogni trattamento di biofeedback assume pienamente la sua rilevanza. Tali colloqui sono finalizzati ad individuare le cause psicologiche (familiari, relazionali, lavorative, situazionali, ecc.) che possono contribuire alla genesi dello stato ansioso, al fine di individuare la più appropriata strategia d'azione per ridurre, eliminare o imparare a gestire le fonti di stress.

    In questi casi, l'uso combinato del Biofeedback e dell'intervento psicologico (colloqui) possono aumentare fortemente l'efficacia e ridurre sensibilmente la durata e i costi del trattamento.


     Quanto dura il trattamento?


    Solitamente il trattamento integrato di Biofeedback per l'Ansia e gli Attacchi di Panico richiede un unico ciclo di 8-10 sedute, con cadenza settimanale. La prima seduta, durante la quale si effettua lo Stress Profile (o Profilo Psicofisiologico), ha una durata di 90 minuti; le sedute successive durano circa 30 minuti

    Occorre solo un ciclo di sedute e, una volta completato, non occorre ripetere il trattamento. 

      


    Quanto costa il trattamento di Biofeedback integrato?


    L'intero trattamento ha un costo contenuto consistendo in un unico ciclo di 8-10 sedute senza la necessità di ricorrere a cicli successivi o periodici.

    La tariffa di una seduta è di 70 euro. 

    La prima seduta, che comporta un'approfondita analisi del problema e la valutazione psicofisiologica o stress profile (con la nostra strumentazione), ha un costo di 90 euro e una durata di circa 90 minuti.

     Lo stress profile è necessario ad individuare il locus dell'alterazione fisiologica e a stabilire il protocollo di biofeedback adeguato alla specifica situazione.

     Il Biofeedback è una prestazione sanitaria detraibile.


     Il Biofeedback ha effetti collaterali? E' un metodo naturale?


    Il Biofeedback è un metodo d'intervento naturale per eccellenza: esso infatti non comporta l'assunzione di sostanze di alcun genere (naturali o farmaci) e si basa sui naturali meccanismi neurobiologici dell'apprendimento. Il biofeedback è una forma di allenamento (un training) guidato da strumenti sofisticati e tecniche mirate.

    Il biofeedback è un metodo d’intervento sicuro, non-farmacologico, non-invasivo, indolore e privo di effetti collaterali, ad eccezione della possibile irritazione cutanea negli individui allergici al cerotto adesivo di alcuni sensori, fenomeno che si può evitare con le opportune misure.

    Nei protocolli di training respiratorio e di rilassamento gli individui predisposti possono inoltre sperimentare una sensazione di "testa leggera" conseguente all'attività respiratoria. Tali fenomeni sono reversibili e possono essere ridotti o evitati con le opportune precauzioni.


      E' una cura a lungo termine?


    La particolarità del biofeedback è che non è un trattamento solo sintomatico. Le strategie apprese permettono all'individuo non solo di controllare e abbattere i sintomi durante le crisi di panico, ma di ridurre progressivamente, nel medio-lungo termine, i livelli di eccessiva attivazione e iper-reattività psicofisiologica (talvolta inconsapevole) che costituisce terreno fertile per lo sviluppo degli attacchi di panico, con conseguente progressiva riduzione della loro frequenza e intensità. 


     Argomenti da non perdere



     Contatti e indirizzi


    I trattamenti di Biofeedback e quelli integrati sono svolti dalla équipe formata dal Dr. Alessio Penzo e dalla Dr.ssa Loredana Scalini presso lo studio situato in Via Giovanni Guareschi 123, 00143 - Roma (EUR-Laurentina).

    E' possibile prendere un appuntamento, in base alle disponibilità, dal Lunedì al Sabato. 


    Come raggiungerci


    Indirizzo: Via Giovanni Guareschi 123 - Roma (EUR-Laurentina)

    Con i mezzi pubblici: Fermata Metro B Laurentina + Autobus 776 oppure Fermata Metro B Fermi + Autobus 779

    In Automobile: clicca sulla mappa. 


    Il Biofeedback come metodo scientifico


    L'ansia eccessiva determina stati di malessere e disagio anche di forte intensità, ciò che si verifica negli Attacchi di Panico; questi stati, medio-lungo termine, può compromettere vari aspetti della vita, come le relazioni sociali e l'attività lavorativa, con una sensibile riduzione della qualità della vita. L'ansia patologica può inoltre danneggiare a livello fisico con somatizzazioni di vario genere (a livello gastrointestinale, cardiocircolatorio, dolori, cefalee)e aggravamento/insorgenza di patologie varie.

    Forti stati di stress (per separazioni, licenziamenti, sovraccarico lavorativo, ecc.) o stati di stress eccessivamente prolungati (spesso a livello lavorativo e relazionale) producono molto frequentemente stati d'ansia patologica, rabbia eccessiva e stati di iper-reattività alle comuni situazioni della vita che possono compromettere seriamente non solo la qualità della vita dell'individuo, ma anche il suo stato di salute fisica, come nel caso dell'ipertensione, dei disturbi gastro-intestinali, dei disturbi del sonno e di molte altre patologie di origine psicosomatica spesso correlati.

    Dall' analisi della letteratura scientifica a supporto delle varie alternative naturali o non farmacologiche oggi disponibili per il trattamento dei disturbi d'ansia e dello stress è emerso che solo pochissime hanno ricevuto una solida conferma scientifica e che il trattamento del Biofeedback è oggi uno dei pochissimi metodi non farmacologici di efficacia effettivamente dimostrata.

     


     Argomenti da non perdere



  •  La Diagnosi di Attacchi di Panico e di Disturbo di Panico


    Secondo il DSM-V, che assieme all'ICD-10 è il sistema psicodiagnostico più utilizzato a livello internazionale, gli Attacchi di Panico non sono un vero "disturbo" e possono verificarsi senza per questo essere inseriti in un quadro patologico. Altrimenti, se invece gli attacchi di panico sono ricorrenti e tutti del tipo "inaspettato", si parla di Disturbo di Panico; inoltre gli attacchi di panico possono anche associarsi ad altri disturbi mentali, in particolar modo agli altri disturbi d'ansia.

    Per la diagnosi di un Attacco di Panico è necessario che l'individuo, nell'arco di non più di 10 minuti, abbia sviluppato almeno 4 sei seguenti sintomi accompagnati da intensa paura o disagio:

     

    1) Palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia.

    2) Sudorazione.

    3) Tremori fini o a grandi scosse.

    4) Dispnea o sensazione di soffocamento.

    5) Sensazione di asfissia.

    6) Dolore o fastidio al petto.

    7) Nausea o disturbi addominali.

    8) Sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento.

    9) Derealizzazione (sensazione di essere staccati dalla realtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi).

    10) Paura di perdere il controllo o di impazzire.

    11) Paura di morire.

    12) Parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio).

    13) Brividi o vampate di calore.

     Se questi attacchi si verificano in modo ricorrente e inaspettato (almeno all'inizio), è da considerare la diagnosi di Disturbo di Panico (con o senza Agorafobia).

    Un singolo attacco di panico non è necessariamente indice di uno stato patologico in corso e può essere una delle manifestazioni di altre forme di disagio psichico; ad esempio, tutti i Disturbi d'Ansia possono (non necessariamente) manifestarsi anche con Attacchi di Panico.


      I sub-tipi di Attacchi di Panico 


    Numerose ricerche condotte su campioni molto ampi di individui con diagnosi di Attacchi di Panico e Disturbo di Panico, hanno dimostrato l'esistenza di almenodue grandi sub-tipologie di Attacchi di Panico. Detto in parole semplici, tutti questi studi, attraverso complesse e sofisticate procedure di analisi, hanno dimostrato che nelle persone che soffrono di Attacchi di Panico i 13 sintomi su elencati si presentano secondo aggregazioni tipiche, ossia in combinazioni tipice costanti, e non in modo casuale.

    Ad esempio, Brigs et al., (1993) hanno condotto uno studio importante su un campione di 1034 pazienti con diagnosi di Disturbo di Panico e, attraverso un'analisi dei cluster, hanno individuato 2 sub-tipologie di Attacchi di Panico e cioé due gruppi di pazienti che si differenziano tra loro sul "cocktail" di sintomi tipicamente mostrati durante i loro ADP. Le 2 sub-tipologie di ADP individuate sono:

    1 - Attacchi di Panico di Tipo Respiratorio = con sintomi respiratori prominenti (Resrpiro corto, senso di soffocamento, parestesie, dolore al petto e paura di morire) e trattabile con successo e in modo permanente con il Biofeedback respiratorio.

    2 - Attacchi di Panico di tipo non-Respiratorio = senza una prominenza di sintomi respiratori, trattabile con successo, in modo permanente e in tempi relativamente rapidi con una combinazione principalmente di Biofeedback respiratorio, HRV Biofeedback e colloqui psicologici.

    Le rilevazioni effettuate da Brigs et al. (1993) sono state recentemente confermate da Robertson-Nay e Kendler (2011) i quali hanno condotto una simile analisi su migliaia di pazienti con Disturbo di Panico sulla base dei dati raccolti tramite tre indagini epidemiologiche: la Epidemiological Catchment Area (ECA); il National Comorbidity Study (NCS); la National Epidemiologic Survey on Alcohol and Related Conditions (NESARC); la Virginia Adult Twin Study of Psychiatric and Substance Use Disorders (VATSPSUD) e la Cross-National Collaborative Panic Study (CNCPS).

    Molti altri studi condotti negli ultimi 30 anni, hanno dimostrato l'esistenza di più tipologie di Attacchi di Panico. Volendo fare una sintesi degli studi più importanti, essi tipicamente hanno identificato tre sub-tipologie di ADP:

    1 - Attacchi di Panico di Tipo Respiratorio

    2 - Attacchi di Panico di Tipo Autonomico

    3 - Attacchi di Panico di Tipo Cognitivo

    Tutti gli studi hanno dunque confermato la presenza di un sub-tipo respiratorio di Attacchi di Panico e, attualmente, quella più accreditata e quella proposta da Briggs et al. (1993) che vede una distinzione tra ADP di tipo respiratorio e ADP di tipo non respiratorio, suddivisione quest'ultima presa in considerazione anche da Kircansky et al. (2009) il cui studio ha usufruito del contributo del gruppo di lavoro del DSM-V che si occupa di questi disturbi.

     

     

     

     

     

     

     


  •  Trattamenti per gli attacchi di panico in base al tipo 


    Una volta individuate le sub-tipologie degli attacchi di panico (respiratorio e non), ci si è subito chiesti, sia in ambito clinico che nell'ambito della ricerca, se tali distinzioni possano essere utili a individuare trattamenti mirati per ciascuna sub-tipologia. Diciamo subito che, per quanto riguarda i trattamenti psicofarmacologici oggi utilizzati, non sono ancora stati individuati farmaci selettivi per il trattamento delle varie sub-tipologie di ADP.

    A causa dei frequenti effetti collaterali che essi presentano e della dipendenza che inducono in chi ne fa uso prolungato o abuso, questi farmaci dovrebbero essere assunti sotto stretto controllo psichiatrico, per periodi limitati e solo per le forme di psicopatologia non trattabile con altri tipi d'intervento psicologico/comportamentale, come il Biofeedback e i colloqui psicologici.

    Anche per queste ragioni non ci occuperemo dei trattamenti psicofarmacologici ma di quelli non-farmacologici utilizzati con successo presso il nostro studio.

    La ricerca sul Biofeedback ha dimostrato l'impressionante efficacia di un tipo particolare di protocollo di Biofeedback nel trattamento dei pazienti con Attacchi di Panico di Tipo Respiratorio definito "Biofeedback Respiratorio".