Cause e meccanismi della Fibromialgia


La fibromialgia è una sindrome, ossia un insieme di sintomi vari e apparentemente slegati tra loro che invece sono sottesi da cause e meccanismi comuni.

Per comprendere la fibromialgia, e quindi il modo più efficace per affrontarla, è indispensabile innanzi tutto distinguere tra cause e meccanismi.

Possiamo definire cause tutti i fattori in grado di attivare i meccanismi o processi neurofisiologici e psicofisiologici che determinano i sintomi della sindrome fibromialgica.

 

Le cause principali dei sintomi fibromialgici, ossia i fattori in grado di attivare/innescare i meccanismi che producono i sintomi, sono suddivisibili in due categorie:

 

 

1 - Fattori Geneticinon necessariamente di tipo ereditario. Predispongono l'individuo a sviluppare i sintomi della fibromialgia in presenza dei fattori ambientali sotto descritti.

2 - Fattori Ambientali - legati tanto alle esperienze del passato quanto a quelle del nostro presente; rientrano in questa categoria tutti gli eventi/stimoli stressanti (stressor) o percepiti tali, inclusi gli stress lavorativi, affettivi, relazionali, cognitivi e fisici (sforzi eccessivi, malattie, infezioni, infiammazioni e traumi).

I meccanismi che producono i sintomi fibromialgici dipendono dal tipo di sintomo preso in considerazione e, come vedremo, interagiscono tra loro:

 

  • I Sintomi dolorosi (dolori diffusi, cefalea, dolori addominali, colon irritabile, ecc.) sono dovuti ai meccanismi della sensibilizzazione (periferica e/o centrale) delle vie nervose del dolore che producono un progressivo abbassamento della soglia del dolore;
  • I Sintomi autonomici (stanchezza, insonnia, ansia, depressione, febbre, nausea, ecc.) strettamente legati ad alterazioni dei meccanismi che governano il Sistema Nervoso Autonomo (e Centrale);

Le cause e i meccanismi alla base dei sintomi che caratterizzano la fibromialgia sono sintetizzati nella seguente tabella:

 

In sintesi diversi stressor (fattori stressanti) sono in grado di agire su sistemi neurofisiologici geneticamente predisposti a reagire ad essi in un modo specifico; nei pazienti fibromialgici questa predisposizione genetica si manifesta nella forma di un grado di attivazione e di reattività psicofisiologica agli stimoli particolarmente elevata ed anche di una maggiore suscettibilità delle vie nervose del dolore che innervano specifiche regioni corporee (vie di somatizzazione) a sviluppare sensibilizzazione centrale e/o periferica un meccanismo che porta l'individuo a percepire dolore anche in assenza di uno stimolo in grado normalmente di produrre dolore.


Sintomi Dolorosi e Predisposizione Genetica


Tutta la sintomatologia dolorosa è oggi attribuita ad una predisposizione genetica che favorisce l'attivazione dei meccanismi di sensibilizzazione centrale delle vie del dolore che innervano le regioni del corpo doloranti.

In parole semplici, per quanto concerne il dolore, questa predisposizione genetica si traduce in una maggiore suscettibilità delle vie nervose che trasmettono i segnali del dolore ad abbassare la loro soglia d'eccitazione (vengono attivate più facilmente) in presenza di un iniziale stimolo doloroso sufficientemente protratto, un fattore d'innesco che può essere rappresentato da stimoli sufficientemente prolungati da attivare questo processo, come la contrazione blanda, ma continua e inconsapevole dei muscoli che poi diverranno doloranti.


Le Fasi del Dolore


Chi soffre di fibromialgia percepisce dolori anche molto intensi in diverse regioni corporee senza che vi sia uno stimolo, un processo infiammatorio locale in atto o una lesione che giustifichino tale sensazione.

Com'è possibile percepire dolore senza che vi sia una lesione, un trauma, un'infiammazione, un'infezione o uno stimolo dolorifico qualunque a carico della regione corporea dolorante?

La risposta a questa domanda risiede nella patogenesi e nei meccanismi che causano il dolore in questa sindrome.

Possiamo suddividere in 3 fasi il processo che, negli individui geneticamente predisposti, porta al dolore cronico della fibromialgia e di tutte le patologie del dolore da sensibilizzazione centrale e periferica:

1 - Fase d'innesco = è la fase in cui uno stimolo sufficientemente protratto è in grado di attivare le vie dolorifiche che innervano una determinata regione muscolare del corpo e quindi di produrre la sensazione di dolore; sono fattori d'innesco comuni gli stati infiammatori causati dalla contrazione anche leggera ma prolungata e inconsapevole dei muscoli, quelli causati da infezioni e le lesioni da traumi.

2 - Fase della sensibilizzazione = è la fase in cui lo stimolo doloroso eccessivamente protratto nel tempo o ripetuto con eccessiva frequenza in un arco temporale sufficientemente lungo, abbassa progressivamente la soglia d'eccitazione delle vie nervose del dolore che innervano la regione dolente, divenendo sempre più facilmente attivabili;

3 - Fase della cronicizzazione = è la fase in cui il processo di sensibilizzazione delle vie nervose del dolore che innervano la regione dolorante ha raggiunto livelli tali da produrre le condizioni di iperalgesia e allodinia;

 


Quando il dolore diventa cronico: il circolo vizioso


 

Il lento processo che conduce allo sviluppo del dolore cronico è legato ad un circolo vizioso che viene ad instaurarsi proprio a causa dell'iniziale sensibilizzazione delle vie del dolore; per cui un evento d'innesco (contrazione prolungata e involontaria dei muscoli, infiammazioni, traumi, ecc.) provoca negli individui predisposti un aumento della sensibilizzazione delle vie del dolore che innervano la regione corporea interessata; ad una maggiore sensibilità di queste vie dolorifiche corrisponde una loro maggiore facilità e frequenza d'attivazione (bastano stimoli via via meno intensi) che determina un ulteriore aumento della sensibilizzazione, e così via.

Quindi, a partire da un certo livello di sensibilizzazione, anche stimoli totalmente innocui (in condizioni normali) diventano in grado di suscitare una sensazione di dolore sproporzionata.

A prescindere dal fattore d'innesco del processo di sensibilizzazione delle vie del dolore, quest'ultimo determina negli individui con fibromialgia le condizioni di iperalgesia(gli stimoli dolorosi producono più dolore del normale) e allodinia(gli stimoli innocui, come la leggera pressione del dito sulla zona dolorante sensibilizzata, determina dolore intenso), tipiche della fase di cronicizzazione della sindrome fibromialgica.

Questa particolare condizione di sensibilizzazione dolorifica quindi fa si che anche le lievi tensioni muscolari inconsapevoli (la fibro-mialgia colpisce muscoli e legamenti) sono in grado di stimolare intensamente le vie del dolore sensibilizzate determinando così la percezione del dolore anche quando la zona dolorante non è apparentemente sottoposta a stress fisici in grado di produrre dolore.


Le cause dei sintomi autonomici 


Anche tutti gli altri sintomi della fibromialgia (es. stanchezza, ansia, cefalea, colon irritabile, ecc.) possono esser causati o esacerbati da alterazioni funzionali del Sistema Nervoso Centrale e Autonomo che sono quasi sempre legate a stati d'ansiastress acuto/cronico e/o depressione, che sono a loro volta in parte espressione di una predisposizione genetica e che sono in grado di potenziare/alimentare/amplificare il processo di sensibilizzazione centrale delle vie del dolore.

 


Una terapia efficace deve agire sulle cause


Il trattamento di qualsiasi patologia sarà tanto più efficace quanto più esso è in grado di incidere sulle cause del disturbo e non solo sulla sintomatologia.

Tuttavia l'impossibilità di individuare una causa organica (lesione, infiammazione, ecc.) rende la fibromialgia una condizione particolarmente difficile da trattare con i farmaci oggi a disposizione (tutti, senza eccezioni, scarsamente efficaci) specie se questo disturbo viene considerato da una prospettiva che tiene conto solo degli aspetti classicamente "organici".

La fibromialgia è invece una sindrome caratterizzata da un'evidente componente psicosomatica

Come abbiamo visto il fatto che la fibromialgia sia una "sindrome", ossia un insieme di sintomi e segni molto vari e apparentemente slegati tra loro, non significa che questi ultimi non siano sottesi da cause comuni, nel caso specifico: (1) - la sensibilizzazione delle vie del dolore; (2) - le alterazioni del sistema nervoso autonomo e centrale.

Ne consegue che un trattamento efficace deve:

1 - favorire il processo di desensibilizzazione delle vie del dolore (iper-sensibilizzate), riducendo progressivamente l'iperalgesia e l'allodinia, e quindi il dolore;

2 - ridurre i livelli di iper-attivazione e iper-reattività psicofisiologica che alimenta sia tutta la sintomatologia che si accompagna ai dolori diffusi, sia il processo di sensibilizzazione delle vie del dolore.

Il trattamento di Biofeedback integrato da noi utilizzato è composto da protocolli specifici in grado di agire efficacemente su ciascuno di questi fattori, facilitando da un lato il processo di de-sensibilizzazione delle vie del dolore e, dall'altro, normalizzando i livelli di attivazione del sistema nervoso autonomo e centrale che alimentano i sintomi fibromialgici. 

 

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