Come funziona il Biofeedback per la Fibromialgia?

Il Trattamento Integrato


La Fibromialgia è una sindrome complessa caratterizzata dalla presenza sia di sintomi dolorosi legati a meccanismi di sensibilizzazione delle vie del dolore, sia di sintomi non-dolorosi dovuti ad alterazioni del funzionamento del sistema nervoso autonomo.

A fronte di una tale complessità sintomatologica è necessario intervenire con un approccio integrato in grado di agire sulle cause della sintomatologia e non solo temporaneamente sui singoli sintomi. 

Per tale ragione il protocollo da noi utilizzato è di tipo integrato o multicomponenziale, prevede un unico ciclo di 10 sedute (in media) e si articola nelle seguenti modalità d'intervento, in combinazione variabile a seconda della sintomatologia del paziente:

1 – Profilo Psicofisiologico (o Stress Profile) e anamnesi completa - Nella prima seduta si effettua una valutazione approfondita delle condizioni del paziente in relazione alla specifica combinazione di sintomi fibromialgici che presenta; subito dopo, utilizzando la strumentazione del biofeedback, si effettua la misurazione (stress profile) di diverse variabili fisiologiche in condizioni di relax e di stress (lieve) per individuare le alterazioni fisiologiche su cui lavorare e per definire i protocolli più efficaci.

2 – EMG Biofeedback - Utilizzato per favorire il processo di desensibilizzazione delle vie del dolore; lo stato di iper-sensibilizzazione delle vie dolorifiche che innervano le regioni corporee doloranti fa si che anche una lieve e inconsapevole contrazione muscolare sia in grado di attivare le vie dolorifiche e quindi di indurre dolore, alimentando così indefinitamente la sensibilizzazione e quindi i sintomi dolorosi, in un circolo vizioso perpetuo:

 sensibilizzazione-->dolore-->contrazione muscolare-->dolore-->sensibilizzazione

L'EMG-Biofeedback è in grado di spezzare questo circolo vizioso al livello della "contrazione mucolare" impedendo quest'ultima all'origine. Grazie al feedback immediato fornito dalla strumentazione (elettromiogramma di superficie) l'individuo impara a riconoscere anche i livelli minimi di contrazione dei muscoli coinvolti nel dolore fibromialgico e a ridurre la frequenza di contrazioni involontarie entro valori sufficientemente bassi da consentire, finalmente, l'attivazione dei naturali meccanismi neuroplastici di desensibilizzazione dolorifica.

3 - Biofeedback Autonomico - Si tratta di un insieme di protocolli utilizzati nei casi in cui al dolore fibromialgico si accompagnino sintomi con un'importante componente disfuzionale del sistema nervoso autonomo (e centrale), come la stanchezza, l'insonnia, l'ansia, la depressione, la febbre, la nausea, ecc. L'obiettivo di questi protocolli è quello di ripristinare il normale funzionamento delle componenti autonomiche alterate.

4 – Rilassamento Progressivo da fare a casa/lavoro con CD (8 fasi) - Diversi studi hanno dimostrato che l'aggiunta di questa tecnica al Biofeedback velocizza e potenzia gli effetti di quest'ultimo.

5 - Colloqui di sostegno, psicoeducativi e preventivi finalizzati a:  

  • conoscere i meccanismi psicologicifisiologici e ambientali che sono all'origine sia della tensione muscolare involontaria che alimenta indefinitamente la sensibilizzazione dolorifica, sia delle alterazioni autonomiche alla base dei molteplici sintomi non dolorosi che nella fibromialgia quasi sempre accompagnano i sintomi dolorosi.
  • aumentare la consapevolezza dell'individuo e il suo senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza che le alterazioni fisiologiche involontarie che causano la fibromialgia possono essere volontariamente controllate e normalizzate con le strategie apprese. 
  • imparare a controllare la risposta psicofisica agli agenti stressanti con adeguate tecniche e cambiamenti mirati nello stile di vita.

6 - Igiene del sonno: vengono fornite le indicazioni necessarie a ripristinare una sufficiente qualità del sonno. Migliorare la qualità del sonno significa agire direttamente su un insieme di potenti meccanismi psicofisiologici che contrastano fortemente gli effetti dannosi dello stress, dell'ansia, della rabbia (e di altri stati di tensione/attivazione eccessiva) sul corpo e sulla mente, aumentando la resistenza psicofisica agli stressors inevitabili.

7 - Monitoraggio attivo inter-sessione: le strategie apprese durante il trattamento integrato di biofeedback devono essere poi estese alla vita reale, al di fuori setting protetto e controllato dello studio di biofeedback; per tale ragione abbiamo implementato un sistema di monitoraggio continuo sempre attivo che, tra una seduta (o sessione) e quella successiva, accompagna e assiste la persona nel delicato processo di estensione delle abilità apprese alla vita di tutti i giorni, tramite l'uso di strumenti (cartcei, fogli elettronici e applicazioni per smartphone/tablet/computer) opportunamente tarati sulle necessità di ogni singolo individuo.

8 - Monitoraggio post-trattamento: terminate le sessioni di trattamento, le abilità apprese e già ben trasposte nella vita di tutti i giorni dovranno essere utilizzate anche nei mesi successivi; per tale ragione nei 6 mesi successivi alla fine del trattamento effettuiamo un monitoraggio volto sia a verificare i progressi attesi, sia a correggere eventuali errori d'applicazione e d'integrazione delle strategie apprese, sempre tramite l'uso di strumenti simili a quelli usati nel monitoraggio inter-sessione.

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