Training per la Riabilitazione Cognitiva negli Anziani


Metodo integrato di riabilitazione Cognitiva Standard e Neurofeedback

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Deterioramento Cognitivo normale?


 

Dai 60 anni in su, l'avanzare dell'età è spesso accompagnato da un lento declino neurocognitivo che, come emerso da studi recenti, se preso negli stadi iniziali o intermedi può essere invertito, bloccato o fortemente rallentato a seconda del grado di deterioramento raggiunto.

Entro certi limiti, definiti in base a specifiche valutazioni neuropsicologiche e cliniche, tale declino è considerato "normale".

Il termine "normale" è tra virgolette perché dalla ricerca scientifica e dal mondo clinico risulta sempre più evidente che molto spesso questo declino, che ricordiamolo non avviene in tutte le persone in età avanzata, è in buona parte dovuto ad un eccessivo disuso o sottoutilizzo delle facoltà mentali in via di deterioramento che a sua volta è in gran parte determinato da fattori culturali retrogradi ma ancora molto diffusi non solo nella popolazione di ultra settantenni, ma anche e soprattutto nella popolazione più giovane "attiva".

Una società tecnologicamente avanzata che però inconsapevolmente è portatrice di tali modelli culturali è una società composta da una maggioranza di individui che attua comportamenti e atteggiamenti che, di fatto, relegano la persona anziana ad un ruolo sociale passivo e marginale promuovendo così nella persona anziana l'errata convinzione di essere inutile, incapace, "cestinato", con conseguente sviluppo di apatia (dannosissima per il cervello) e depressione (talvolta anche rabbia e comportamenti impulsivi, "irragionevoli"), che alimentano in un circolo vizioso il deterioramento neurocognitivo.

Questi modelli culturali promuovono e alimentano il disuso di facoltà cognitive prima sufficientemente utilizzate che ora, a causa dell'invecchiamento, sono maggiormente suscettibili di deterioramento: in parole povere proprio ora (in età avanzata) che il cervello ha bisogno di un maggiore allenamento, al contrario subisce un sottoutilizzo culturalmente determinato che sancisce il suo deterioramento neuronale e quindi cognitivo.


Dal declino neurocognitivo "normale" al declino pre-patologico


I limiti entro i quali il deterioramento cognitivo è considerato "normale" è definito in base a specifiche valutazioni cliniche e neuropsicologiche: oltre tali limiti si parla di Mild Cognitive Impairment (Deterioramento Cognitivo Lieve detto anche Disturbo Neurocognitivo Lieve), una condizione “intermedia” tra la normalità e la condizione più grave di demenza vera e propria (detta quest'ultima anche Disturbo Neurocognitivo Maggiore), la più frequente delle quali è l'Alzheimer.

Diversi studi di follow-up hanno dimostrato che  più del 50% dei pazienti con Deterioramento Cognitivo Lieve nell’arco di 4-5 anni sviluppa una demenza vera e propria, nella maggior parte dei casi (70%) di tipo Alzheimer.

Il declino cognitivo legato all'invecchiamento normale e patologico può interessare una o più delle seguenti abilità cognitive:

  • memoria (mantenimento e recupero delle tracce mnemoniche)
  • apprendimento (processo di formazione/consolidamento delle tracce mnemoniche)
  • attenzione
  • ragionamento/creatività
  • percezione
  • abilità senso-motorie

Le funzioni cognitive più frequentemente e precocemente colpite sono la memoria e l'attenzione (quasi sempre intesa come capacità di concentrarsi sufficientemente a lungo da consentire al cervello di formare una traccia mnemonica stabile).

Con l'aumentare della durata media della vita sempre più persone vengono a trovarsi in questa condizione: è possibile fare qualcosa per invertire, bloccare o rallentare questo deterioramento neurocognitivo?

Studi recenti hanno dimostrato che ciò è possibile a patto che l'individuo con deterioramento cognitivo si sottoponga a specifici training cognitivi.  


Training Cognitivo e Deterioramento Cognitivo negli Anziani

Studi Scientifici 


 Attualmente non esistono farmaci in grado di bloccare il progredire di questo declino cognitivo e della sottostante degenerazione o atrofizzazione delle strutture cerebrali che mediano tali capacità. Tuttavia numerosi gruppi di ricerca in tutto il mondo stanno facendo scoperte importanti che nell'arco di pochi anni porteranno a cure via via sempre più efficaci, sia per il determiramento cognitivo normale (da lieve a severo), sia del deterioramento di tipo Alzheimer.

Per vedere queste innovazioni bisognerà tuttavia aspettare alcuni anni; è dunque estremamente importante al momento cercare di contrastare il deterioramento delle strutture cerebrali che mediano le funzioni congitive in delcino, in primis la memoria (la capacità di apprendere nuove informazioni) e l'attenzione.

A tal fine, la ricerca scientifica ha dimostrato che un intervento di allenamento sistematico delle abilità cognitive in fase di deterioramento cognitivopuò invertirebloccare o, nei casi più gravi, rallentare fortemente il progredire del deterioramento verso le condizioni più gravi e di consentire al paziente di preservare a lungo un maggior livello di autonomia e di autosufficienza.

Da una metanalisi condotta da Valenzuela e Sachdev (2008) sugli studi controllati condotti sull’efficacia a lungo termine (sino a 6 anni) del training cognitivo sulle persone con deterioramento cognitivo normale e lieve e sulla loro capacità di prevenire il progredire del deterioramento verso la demenza vera e propria, è emerso che tali interventi hanno un effetto protettivo sulle abilità neurocognitive forte e persistente.

Talassi et al. (2007) hanno dimostrato che una riabilitazione cognitiva sistematica computerizzata produce un significativo miglioramento delle performance cognitive e dello stato emotivo degli individui con Deterioramento Cognitivo Lieve.

Da una metanalisi di Sitz et al. (2006) su 17 studi controllati sull’efficacia degli interventi di riabilitazione cognitiva nei pazienti con demenza (Alzheimer), una condizione ben più grave e difficile da recuperare rispetto al Deterioramento Cognitivo Lieve, è emerso che tali interventi hanno avuto un effetto migliorativo significativo.

Da questi ed altri studi emerge dunque un quadro chiaro: il declino cognitivo che si manifesta negli individui predisposti può essere invertito, fermato o fortemente rallentato tramite lo svolgimento di adeguati training cognitivi e l'efficacia di tali training sarà tanto maggiore quanto più precocemente si interviene lungo il percorso che dal deterioramento cognitivo normale conduce alla demenza. E’ deleterio invece non intervenire.

Il successo del trattamento è fortemente dipendente dall'abilità dello psicologo di individuare con precisione le abilità maggiormente colpite e di sviluppare protocolli personalizzati di Riabilitazione Cognitiva e di Neurofeedback.


Training Integrato di Riabilitazione Cognitiva e Neurofeedback per le persone con

Deterioramento Cognitivo Normale e Lieve


Presso il nostro studio, dopo una prima seduta di valutazione, effettuiamo un Training Integrato per la riabilitazione della memoria, dell'attenzione e di altre abilità cognitive negli anziani con Deterioramento Cognitivo Normale e Lieve che prevede l'uso delle metodiche più avanzate oggi disponibili.

Il Training Integrato da noi praticato è composto dalle seguenti attività in mix variabili a seconda delle abilità cognitive da recuperare:

 

1 - Training per la riabilitazione della Memoria Verbale

2 - Training per la riabilitazione della Memoria Semantica

3 - Training per la riabilitazione della Memoria Episodica

4 - Training per la riabilitazione della Memoria di Lavoro

5 - Training per la riabilitazione della Memoria Visuo-Spaziale

6 - Training per la riabilitazione della capacità di consolidamento delle Memorie a Breve Termine in Memorie a Lungo Termine

7 - Esercizi a casa di memorizzazione e rievocazione

8 - Biofeedback/Neurofeedback per il potenziamento della Capacità Attentiva, dell'Attivazione Cerebrale e della Memoria. Diversi studi hanno dimostrato l'efficacia di specifici protocolli di Neurofeedback nel potenziamento delle abilità cognitive sia negli individui giovani o adulti, sia nelle persone in età avanzata.

9 - Training per la riabilitazione dell'Attenzione Selettiva e Sostenuta

10 - Training per la riabilitazione del inguaggio

11 - Training per la riabilitazione dell'Orientamento nel Tempo e nello Spazio

12 - Training per la riabilitazione del ragionamento logico

13 - Programma per il coinvolgimento delle persone vicine al paziente (facoltativo ma consigliato)

14 - Programma motivazionale rivolto al paziente e alle persone vicine - Il successo del trattamento riabilitativo è strettamente legato alla motivazione del paziente a recuperare le abilità cognitive in via di deterioramento e alla motivazione delle persone vicine ad aiutarlo in questo percorso.

A tal fine il paziente e le persone vicine disponibili verranno sottoposti, seduta dopo seduta, ad un programma motivazionale volto ad aumentare non solo la conoscenza (semplificata) dei meccanismi di degenerazione neurocognitiva in atto e la consapevolezza di come, sul piano neurofisiologico, il training cognitivo sia in grado di fermare o bloccare questi processi degenerativi, ma anche il senso di autoefficacia (consapevolezza di essere in grado di fermare o invertire il processo) attraverso un monitoraggio costante dei risultati raggiunti settimana dopo settimana. 

Il numero di sedute è variabile e dipende fortemente dal grado di coinvolgimento dei parenti o delle persone vicine al paziente nei compiti da svolgere a casa. Ad un maggior coinvolgimento corrisponde un numero inferiore di sedute e ad un maggior impegno del paziente corrisponde un effetto più incisivo e rapido del trattamento.



 

 

 

 

Commenti   

0 # Vincenzo 2017-04-02 14:09
Buon giorno, mia madre da un paio di anni non ricorda più le cose che le vengono dette; ricorda bene il passato e ragiona molto bene ma non riesce a ricordare cose che magari le ripetiamo più volte. Secondo voi si tratta di Alzheimer?
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