Biofeedback per la Cefalea Tensiva

Durata, costi e metodo


 

 

 

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 Sconfiggere la Cefalea Tensiva naturalmente, senza farmaci, è possibile.


La Cefalea di Tipo Tensivo può essere trattata efficacemente e rapidamente, senza farmaci, con il Biofeedback, un metodo innovativo e scientificamente dimostrato che fa leva sui meccanismi neurofisiologici naturali del nostro corpo.

Il Biofeedback è una tecnica psicofisiologica emersa da una lunghissima pratica clinica e da una sperimentazione iniziata più di 60 anni fa e che oggi conta centinaia di studi scientifici pubblicati su peer review (riviste scientifiche accreditate).

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che il Biofeedback è efficace nell'80-90% dei pazienti trattati contro il 25% dei farmaci più utilizzati (es. Laroxyl), non ha effetti collaterali e l'effetto è mantenuto nel lungo termine (follow up sino a 15 anni).

Nel 2010 ha ricevuto il massimo Livello di Raccomandazione per il trattamento della Cefalea di Tipo Tensivo da parte della più grande Organizzazione Europea di Neurologi, la European Federation of Neurological Societies.

Il Biofeedback è un metodo d'intervento non-farmacologico, indolore, privo di effetti collaterali, di breve durata ed economico (occorre un unico ciclo di circa 8-10 sedute della durata di 30 minuti).

Il Biofeedback per la Cefalea Tensiva non è psicoterapia o fisioterapia: è un trattamento psico-fisiologico che necessita di specifiche competenze in psicologia e psicofisiologia.

 

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 Come funziona il Biofeedback?


 

Una speciale strumentazione, che fa uso di un sistema sofisticato di sensori e di un complesso software d'analisi, consente di rilevare e visualizzare su un monitor, in tempo reale, le funzioni fisiologiche alterate che causano la Cefalea Tensiva: tali alterazioni patologiche consistono nell'eccessiva, protratta, involontaria e incontrollata contrazione di alcuni gruppi muscolari (collo, spalle/schiena, mandibola, scalpo, tempie e fronte) che, negli individui geneticamente predisposti, innesca gli stati dolorosi della cefalea tensiva, una condizione che non è solo un semplice "mal di testa", ma uno stato psicofisiologico che spesso si manifesta anche con depressione e sconforto, senso di debolezza o stanchezza, mancanza di concentrazione e talvolta anche vertigini e nausea.

Queste tensioni muscolari incontrollate/inconsapevoli (che innescano le cefalee) costituiscono, negli individui geneticamente predisposti, una particolare via di somatizzazione di vari stati d'attivazione del nostro sistema nervoso che sottendono stati d'attivazione psicologica, cognitiva e/o emotiva di vario genere come quella legata a stress più o meno prolungati, a situazioni di intensa attività, a stati ansiosi e a stati di rabbia.

Il paziente, in poche sedute, sotto la guida esperta del biofeedback therapist, impara a correggere permanentemente e in modo del tutto naturale l'eccessiva tensione muscolare che causa le cefalee, con conseguente cessazione o riduzione del numero, della durata e dell'intensità dei mal di testa.

Il Biofeedback è efficace nel 90% dei pazienti trattati e gli effetti del trattamento sono a lungo termine, come dimostrato da studi di follow up sino a 15 anni.


 Le cause della Cefalea Tensiva e l'azione del Biofeedback


La Cefalea Tensiva è causata dai seguenti fattori concomitanti:

 

1 - FATTORI GENETICI non necessariamente di tipo ereditario. Predispongono l'individuo a sviluppare la cefalea tensiva in presenza dei fattori che seguono.

2 - TENSIONE MUSCOLARE eccessiva, inconsapevole,persistente o eccessivamente frequente di alcuni muscoli della testa (fronte, tempie, mandibola), del collo e/o delle spalle (in combinazione variabile da individuo a individuo): essa è sovente espressione della somatizzazione di fattori cognitivi, emozionali e situazionali (situazioni stressanti).

3 - FATTORI PSICOFISIOLOGICI e/o PSICOLOGICI di varia origine che si esprimono attraverso la via di somatizzazione della tensione muscolare che determina la cefalea tensiva, in particolare:

  • Stress acuti e cronici
  • Stile cognitivo iperattivo e/o iper-reattivo
  • Stati ansiosi di varia origine
  • Stati depressivi o depressivo-ansiosi (misti)
  • Irascibilità eccessiva

 

4 - ABUSO DI FARMACI ANALGESICI come i FANS, il paracetamolo e gli oppioidi che, se assunti con una frequenza eccessiva, espongono seriamente al rischio di un peggioramento della patologia nella direzione della cronicità (rebound headache) oltre che a fenomeni di tolleranza e dipendenza.

 5 - SENSIBILIZZAZIONE DELLE VIE DEL DOLORE - il meccanismo principale alla base del processo cefalalgico è noto come "sensibilizzazione delle vie del dolore" ossia delle vie nervose che trasmettono l'informazione dolorifica dalle zone doloranti innervate al sistema nervoso centrale (midollo spinale→tronco encefalicotalamocorteccia somestesica). Una loro attivazione eccessivamente ripetuta e protratta nel tempo produce un progressivo abbassamento della soglia d'attivazione dei neuroni che le compongono (facilitazione sinaptica sia a livello periferico che centrale) con conseguente aumento di facilità della loro attivazione (bastano stimoli anche innocui o deboli, come una leggera tensione muscolare, ad attivare le vie del dolore e innescare la cefalea), con conseguente aumento della frequenza, intensità e durata degli episodi di cefalea tensiva. Si ritiene inoltre che tale sensibilizzazione dolorifica sia facilitata/amplificata dall'uso eccessivo dei farmaci analgesici, ciò che sembra essere alla base del "rebound headache" o cefalea di rimbalzo di seguito descritta.


Obiettivi del Biofeedback Integrato


Il protocollo di Biofeedback da noi utilizzato agisce direttamente su tutti i fattori su citati ad eccezione di quello genetico, ed ha come obiettivi:

  1. La riduzione della tensione muscolare entro i livelli normali
  2. La cessazione completa o la riduzione del numero e dell'intensità delle cefalea
  3. La desensibilizzazione delle vie del dolore
  4. L'individuazione dei principali fattori cognitivi, comportamentali e situazionali che alimentano la tensione muscolare involontaria
  5. La riduzione/cessazione dell'uso di farmaci
  6. Il ripristino di una qualità di vita soddisfacente

   


 


Il Biofeeedback è un trattamento  tramite il quale l'individuo apprende a ridurre, eliminare e prevenire l'eccessiva tensione muscolare incontrollata che causa le cefalee. Nei casi in cui la cafalea tensiva sia determinata dall'ansia o dallo stress l'individuo impara anche a normalizzare il livello d'attivazione psicofisiologica che sottende questi ed altri stati d'attivazione (la depressione, la rabbia, l'ansia anticipatoria, ecc.) che alimentano il processo di genesi delle cefalee.

 


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Cosa causa la Cefalea Tensiva? Evitare il dolore e la cronicizzazione.


La cefalea di tipo tensivo è un disturbo che, se non trattato o se trattato con strumenti non idonei (ad es. l'abuso di analgesici e altri farmaci, terapie  scientificamente non validate), evolve in forme ad episodi sempre più frequenti, sino allo stato cronico (15 o più cefalee al mese), fortemente disabilitante.

 

 

Negli individui geneticamente predisposti, uno stato d'attivazione psicofisiologica eccessiva ed eccessivamente protratta, spesso favorita da situazioni stressanti prolungate, da una personalità ansiosa e/o iper-reattiva o iperattiva, o irascibile, può determinare un' involontaria/inconsapevole/incontrollata eccessiva contrazione dei muscoli delle spalle, cervicali, mandibolari, temporali e/o frontali che produce una serie di eventi a cascata che conducono all'episodio cefalalgico che, nel caso dei pazienti cronici, arriva a manifestarsi anche in modo continuo.

  • Cosa causa il progressivo peggioramento della patologia? Così come avviene per altre patologie del dolore, la progressiva cronicizzazione della cefalea tensiva è dovuta ad una progressiva sensibilizzazione delle vie nervose che conducono il dolore percepito durante, prima e/o dopo gli attacchi di cefalea, ciò che si traduce in una crescente suscettibilità/facilità a sviluppare cefalee con conseguente aumento della loro frequenza (sino alla cronicizzazione). In altre parole si verifica un abbassamento della soglia di attivazione dei neuroni che conducono il segnale del dolore dalla periferia al cervello, con conseguente maggiore facilità di attivazione degli stessi.
  • Come si può ridurre il dolore? La via maestra per combattere questo disturbo fortemente disabilitante è il ripristino della normale soglia d'attivazione delle vie dolorifiche coinvolte; ciò richiede una drastica e prolungata riduzione della stimolazione di queste vie nervose dolorifiche, cosa che è possibile ottenere in modo duraturo solo riducendo la causa primaria della loro stimolazione: la contrazione eccessiva o eccessivamente frequente dei muscoli su citati (testa, collo, spalle), a sua volta causata/aggravata da stressor di varia natura e da una propria predisposizione a reagire alle situazioni ansiogene/stressanti con stati d'attivazione psicofisiologica eccessiva (ansia, iper-reattività, ecc.) e con questa specifica via di somatizzazione.

Il Biofeedback è un training, un allenamento psicofisiologico che agisce alla radice del problema consentendo all'individuo con cefalea tensiva di imparare rapidamente a riconoscere, controllare e normalizzare i livelli di tensione muscolare alterati che causano le cefalee, consentendo così il progressivo processo di desensibilizzazione delle vie dolorifiche implicate in questa patologia e la progressiva concomitante riduzione della frequenza, intensità e durata delle cefalee e la riduzione progressiva della quantità di farmaci assunti (analgesici, benzodiazepine, ecc.).


Cronicizzazione e "Rebound Headache" o "Medication Overuse Headache"

un pericolo da prevenire o da trattare col Biofeedback


I farmaci analgesici (paracetamolo, FANS, oppioidi, ecc.) riducono il dolore solo temporaneamente e il loro abuso (più di 2-3 giorni a settimana) espone seriamente al rischio di aggravare la patologia, aumentando la frequenza delle cefalee.

Quando ciò si verifica si parla di "Rebound Headache" ossia "mal di testa da rimbalzo" un concetto sovrapponibile a quello di "Medication Overuse Headache" ossia "mal di testa da abuso di farmaci" che si riferisce a una condizione determinata proprio dall'abuso dei farmaci analgesici: in parole semplici accade che il farmaco fa passare la cefalea (o ne riduce i sintomi) ma allo stesso tempo facilita l'insorgere di quella successiva (effetto di rimbalzo), con il risultato di un aumento progressivo della frequenza delle cefalee.

Purtroppo i meccanismi alla base di questo fenomeno non sono noti per cui è difficile anche discriminare questo fenomeno dal semplice aggravarsi della patologia. E' possibile che il sovrautilizzo degli analgesici (triptani inclusi) inneschi dei meccanismi intraneuronali che producono un aumento ulteriore della sensibilizzazione delle vie del dolore nel breve-medio termine (dall'assunzione dell'ultima dose di farmaco), producendo un circolo vizioso cefalea-farmaco-cefalea difficile da spezzare ma che può essere efficacemente interrotto con l'aiuto del biofeedback.

In questi casi può rendersi necessario l'attuazione di uno dei protocolli di "disintossicazione" oggi disponibili (con percentuali variabili di successo); tra i protocolli di disintossicazione più utilizzati vi sono quelli che fanno uso di elevate dosi di glucocorticoidi (a volte miscelati con potenti antiossidanti) per un periodo limitato di tempo (con dosi a scalare) seguito da un periodo di settimane durante le quali l'individuo deve assolutamente cessare l'assunzione di quei farmaci che ora causano il rebound headache e cominciare con l'assunzione di qualche farmaco preventivo.

A tal proposito in uno studio recente Rausa et al. (2016) hanno dimostrato che ben l'80% dei pazienti con Medication Overuse Headache (= Rebound Headache, sia emicranici che con cefalea tensiva) sottoposti ad un breve training di biofeedback sono riusciti a regredire dalla condizione cronica a quella episodica e a non ricadere di nuovo nel Rebound Headache; invece la maggior parte (75%) dei pazienti sottoposti soltanto al trattamento farmacologico profilattico (senza biofeedback) a distanza di 4 mesi sono ricaduti nel rebound headache. Ciò significa che, in assenza di biofeedback e con il solo farmaco profilattico, nel 75% dei casi si verifica una ricaduta. 

E' bene sottolineare che questi trattamenti, se non seguiti da un trattamento di Biofeedback, servono solo a ristabilire la condizione di cefalea prima che quest'ultima fosse peggiorata dal fenomeno del rebound.

E' importante dunque prevenire l'innesco di tale condizione o affrontarla evitando l'abuso di analgesici ed attuando un adeguato protocollo di biofeedback (preferibilmente multicomponenziale), anche con l'uso contemporaneo di farmaci profilattici, con l'obiettivo di ridurli ed eliminarli in modo progressivo.

 


 Come funziona il Biofeedback per la Cefalea Tensiva?


Il più efficace protocollo di Biofeedback per il trattamento della cefalea tensiva è il sEMG Biofeedback.

In questo tipo di trattamento il Biofeedback trainer, attraverso l’elettromiografia di superficie (sEMG), misura in tempo reale la tensione dei muscoli coinvolti nel processo d’innesco dell’episodio cefalalgico, in genere i muscoli delle spalle, della schiena, della fronte, i temporali e i muscoli della mandibola (in combinazioni variabili a seconda dei casi), visualizzandola su uno schermo sotto forma di grafici o immagini usate come feedback.

Questo feedback immediato e preciso consente al paziente di imparare a riconoscere ("sentire") livelli di contrazione muscolare anche minimi, consentendogli di riconoscere precocemente e prevenire quegli stati di eccessiva (e inconsapevolmente protratta) tensione muscolare che, se non interrotta in tempo, innesca il successivo episodio di cefalea tensiva. 

Il Protocollo da noi utilizzato è di tipo integrato e prevede un unico ciclo di 8-10 sedute che include le seguenti attività e tecniche d'intervento:

1 – Profilo Psicofisiologico (o Stress Profile) e anamnesi completa - Nella prima seduta, della durata di 90-120 minuti (a seconda della complessità del caso), si effettua una valutazione approfondita delle condizioni del paziente in relazione alla cefalea tensiva; subito dopo, utilizzando la strumentazione del biofeedback, si effettua una misurazione (stress profile) di diverse variabili fisiologiche in condizioni di relax e di stress (lieve) per individuare le alterazioni fisiologiche su cui lavorare e per definire il protocollo più efficace. In questa fase si individuano i gruppi muscolari la cui eccessiva tensione provoca la cefalea tensiva.

2 – EMG Biofeedback - Calibrazione senso-motoria - Nelle sedute successive, grazie al feedback immediato fornito dalla strumentazione (elettromiogramma) utilizzata, l'individuo impara progressivamente a riconoscere anche i livelli minimi di contrazione dei muscoli coinvolti nella cefalea tensiva.

Lo sviluppo di questa sensibilità è rapido grazie al biofeedback e costituisce il primo passo per eliminare la contrazione eccessiva dei muscoli che causa la cefalea.

3 – EMG Biofeedback - Shaping - In questa fase l'individuo apprende rapidamente a ridurre volontariamente la tensione dei muscoli monitorati, riportandola sui valori normali.

4 – Rilassamento Progressivo da fare a casa/lavoro con CD (8 fasi) - Diversi studi hanno dimostrato che l'aggiunta di questa specifica tecnica di rilassamento al Biofeedback velocizza e potenzia gli effetti del Biofeedback (Nestoriuc et al. 2008). Questa tecnica, a differenza di altre, è supportata da una robusta base scientifica. Ad ogni seduta di biofeedback viene fornito un CD da noi prodotto contenente una delle 8 sessioni audio-guidate di questo particolare training di rilassamento muscolare progressivo. Questo training viene svolto a casa o al lavoro parallelamente al training di biofeedback (presso il nostro studio).

5 - Colloqui di sostegno, psicoeducativi, preventivi e strategici

La tensione muscolare alla base della Cefalea di Tipo Tensivo è quasi sempre legata a fattori di tipo psicologico-emotivi (ansia, stress, depressione, rabbia, ecc.); tali stati costituiscono la benzina che alimenta la tensione e amplifica il dolore e non devono mai essere sottovalutati o, peggio, non considerati. Per tale ragionela buona riuscita del trattamento e il mantenimento dei suoi effetti nel lungo termine sono fortemente potenziati da brevi colloqui strategici svolti nel corso del trattamento di biofeedback. Tali colloqui sono finalizzati a:

  • conoscere i meccanismi psicologici, fisiologici e ambientali che sono all'origine della tensione muscolare involontaria che causa la cefalea tensiva (potenzia e velocizza gli effetti del trattamento).
  • aumentare la consapevolezza dell'individuo e il suo senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza che le alterazioni fisiologiche involontarie che causano la cefalea tensiva possono essere volontariamente controllate e normalizzate con le tecniche/strategie apprese. 
  • imparare a controllare la risposta psicofisiologica agli agenti stressanti con adeguate strategie, tecniche e cambiamenti mirati nello stile di vita.

Questi colloqui non sono obbligatori ma sono fortemente consigliati.

 

6 - Igiene del sonno: dopo un'approfondita valutazione della qualità del sonno, vengono fornite le indicazioni necessarie a ripristinare una sufficiente qualità dello stesso. Migliorare la qualità del sonno significa agire direttamente su un insieme di potenti meccanismi psicofisiologici che contrastano fortemente gli effetti dannosi dello stress, dell'ansia, della rabbia (e di altri stati di tensione/attivazione eccessiva) sul corpo e sulla mente, aumentando la resistenza psicofisica agli stressors, spesso inevitabili.

7 - Monitoraggio attivo inter-sessione: le strategie apprese durante il trattamento integrato di biofeedback devono essere poi estese alla vita reale, al di fuori setting protetto e controllato dello studio di biofeedback; per tale ragione abbiamo implementato un sistema di monitoraggio continuo sempre attivo che, tra una seduta (o sessione) e quella successiva, accompagna e assiste la persona nel delicato processo di estensione delle abilità apprese alla vita di tutti i giorni, tramite l'uso di strumenti (cartcei, fogli elettronici e applicazioni per smartphone/tablet/computer) opportunamente tarati sulle necessità di ogni singolo individuo.

8 - Monitoraggio post-trattamento: terminate le sessioni di trattamento, le abilità apprese e già ben trasposte nella vita di tutti i giorni dovranno essere utilizzate anche nei mesi successivi; per tale ragione nei 6-12 mesi successivi alla fine del trattamento effettuiamo un monitoraggio volto sia a verificare i progressi attesi, sia a correggere eventuali errori d'applicazione e d'integrazione delle strategie apprese, sempre tramite l'uso di strumenti simili a quelli usati nel monitoraggio inter-sessione.

 

L'applicazione dell'sEMG biofeedback incluso nel nostro protocollo integrato produce effetti clinicamente significativi nell' 80-90% dei pazienti trattati (Sherman, 2012).

A fine trattamento il paziente saprà riconoscere e correggere autonomamente l’eccessiva tensione muscolare alla base della sua cefalea tensiva, riducendo o eliminando l’intensità, la durata e la frequenza degli episodi cefalgici e l’uso/abuso dei farmaci.

 


 Quanto dura il trattamento di Biofeedback per la Cefalea Tensiva?


Solitamente il trattamento di Biofeedback e per la Cefalea di Tipo Tensivo richiede un unico ciclo di 8-10 sedute in tutto. La prima seduta, durante la quale si effettua un'approfondita valutazione e lo Stress Profile (o Profilo Psicofisiologico) ha una durata di 90-120 minuti (a seconda della complessità del caso); le sedute successive di training durano circa 30 minuti

Occorre solo un ciclo di sedute e, una volta completato, non occorre ripetere il trattamento. 

  


Quanto costa il trattamento di Biofeedback per la Cefalea Tensiva?


 L'intero trattamento ha un costo contenuto consistendo in un unico ciclo di 8-10 sedute senza la necessità di ricorrere a cicli successivi o periodici.

La tariffa è di 70 euro a seduta.

La prima seduta, che comporta un'approfondita analisi del problema e la valutazione psicofisiologica o stress profile (con la nostra strumentazione) ha un costo di 90 euro e una durata di circa 90-120 minuti.

 Lo stress profile è necessario ad individuare il locus dell'alterazione fisiologica e a stabilire il protocollo di biofeedback adeguato alla specifica situazione.

 Il Biofeedback è una prestazione sanitaria detraibile.

 


 Il Biofeedback ha effetti collaterali o indesiderati?


Il biofeedback è un metodo d’intervento sicuro, non-farmacologico, non-invasivo, indolore e privo di effetti collaterali, ad eccezione della possibile irritazione cutanea negli individui allergici al cerotto adesivo dei sensori.

Nei protocolli di training respiratorio gli individui predisposti possono inoltre sperimentare una sensazione di "testa leggera" conseguente all'attività respiratoria. Tali fenomeni sono reversibili e possono essere ridotti o evitati con le opportune precauzioni.

 


  E' una cura a lungo termine?


Studi di follow-up a lungo termine hanno dimostrato che, per la maggior parte dei pazienti trattati con il Biofeedback che continuano ad applicare le abilità apprese, gli effetti del trattamento rimangono invariati nel corso del tempo, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori trattamenti.

 

 


 Qual'è la percentuale di successo del Biofeedback?


Il protocollo di Biofeedback da noi utilizzato produce risultati clinicamente significativi nell'80-90% dei pazienti con Cefalea di Tipo Tensivo trattati (Sherman 2012), contro il 22%-33% dell’amitriptilina (Laroxyl). Per un confronto dell'efficacia scientificamente dimostrata dei trattamenti farmacologici e non farmacologici oggi disponibili per la cefalea tensiva clicca qui.

L’efficacia del Biofeedback dipende da diversi fattori: dall'abilità del biofeedback therapist di fare una valutazione psicofisiologica accurata, di individuare i distretti muscolari su cui lavorare, di posizionare i sensori, dalla capacità di comprensione e dall'empatia, e da modo di condurre il training.

Ad esempio, da uno studio comparativo tra l’EMG-Biofeedback effettuato sui muscoli della fronte e l’EMG Biofeedback effettuato sui muscoli del trapezio è emerso che ben il 100% dei pazienti trattati con quest’ultimo protocollo hanno raggiunto una riduzione clinicamente significativa delle cefalee mentre i pazienti trattati con il primo protocollo hanno raggiunto risultati clinicamente significativi “solo” nel 50% dei casi (Arena et al., 1995), risultato quest’ultimo comunque soddisfacente rispetto ai trattamenti farmacologici più in uso.


 Contatti e indirizzi


Studio di Psicologia e Biofeedback a Roma
Via Giovanni Guareschi 123 - 00143 - Roma (EUR-Laurentina)

 

 I trattamenti di Biofeedback e Neurofeedback sono svolti dalla équipe formata dal Dott. Alessio Penzo e dalla Dott.ssa Loredana Scalini presso lo Studio di Psicologia e Biofeedback situato in Via Giovanni Guareschi 123, 00143 - Roma (EUR-Laurentina).

 


Come raggiungerci


 

 

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Commenti   

0 # Fabiola 2015-12-25 23:05
Buona sera Dottore, soffro di cefalea tensiva da 10 anni. Negli ultimi 4 mesi la stuazione è peggiorata forse anche a causa di una condizione familiare difficile. Ora ho un mal di testa praticamente continuo tutti i giorni, che si attenua di notte torna forte appena mi sveglio. Non riesco più a lavorare e a fare la vita normale di prima. I farmaci che prima facevano qualcosa ora non fanno più nulla. Ho letto del biofeedback ma prima di tutto vorrei sapere da lei se può funzionare sul serio nel caso mio.
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+2 # Dr. Penzo 2015-12-27 11:26
Gentile Fabiola, dando per scontato che la diagnosi di cefalea di tipo tensivo le sia stata fatta da uno specialista, la sua condizione è scivolata negli ultimi mesi nella cronicità, la più difficile da trattare e con la quale abbiamo quotidianamente a che fare.

Spesso lo stress catalizza il progredire della malattia dalla forma episodica a quella cronica.

Naturalmente il biofeedback può funzionare nel suo caso, ciò che avviene nel 80-90% dei pazienti trattati.

Inoltre il nostro metodo d'intervento prevede, nel corso delle 8 sedute di biofeedack, colloqui ripetuti per la gestione dello stress, l'igiene del sonno e altri interventi per il benessere psicofisico della persona, secondo un approccio che va ad agire su psiche (comportamenti, emozioni, ecc.) e corpo simultaneamente.
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0 # Simone 2016-05-01 08:25
Buongiorno. Ho iniziato a soffrire di questa cefalea da 2 mesi dopo uno sforzo in palestra. Praticamente direi che il mio non è un mal di testa ma tensione quotidiana che si irradia nelle tempie e nella frontale (moderata) accompagnati da senso di sbandamento e difficoltà di concentrazione. Il neurologo l ha appunto definita cefalea appiopandomi poi un antidepressivo, cosa che a 22 anni non voglio assumere. Secondo lei il biofeedback potrebbe fare al caso mio? Grazie e buona giornata
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0 # Dr. Alessio Penzo 2016-05-08 00:07
Salve, la cefalea tensiva può manifestarsi sia con la sensazione di dolore che con la sensazione fortemente spiacevole di tensione a carico di diversi gruppi muscolari (come quelli da lei citati), il tutto accompagnato da vari stati di malessere psicofisico anche molto intensi.

Nel suo caso dunque il biofeedback è indicato e particolarmente efficace.
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0 # Antonio 2016-01-02 11:53
Buon giorno, ho 29 anni e soffro di cefalea tensiva da quando ero adolescente. Ho un dolore continuo ma d'intensità oscillante che parte dalle spalle, collo e si diffonde alla testa sino alla fronte

Poichè non voglio prendere farmaci tempo fa ho provato l'agopuntura ma senza ottenere risultati; idem per la fisioterapia e l'omeopatia. Il mio neurologo mi ha invece consigliato il biofeedback.
Ho capito che è un allenamento: ma è un tipo di fisioterapia?
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-1 # Pina 2016-01-07 21:28
Ho bisogno di parlare con voi se ricevete il mio messaggio rispondetemi grazie
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-1 # Dr. Penzo 2016-01-07 22:47
Gentile Sig.ra Pina, per una comunicazione privata può contattarci scrivendo a:

In alternativa può telefonare allo studio al numero 06 4542 4587 durante gli orari di segreteria.

Consulti anche la sezione "Chi siamo" di questo sito dove troverà tutte le informazioni sui contatti.
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0 # Dr. Penzo 2016-01-07 22:57
Gentile Antonio, il biofeedback non ha nulla a che fare con la fisioterapia.

Il biofeedback è un training, un allenamento di tipo psicofisiologico, che coinvolge cioé specifiche funzioni fisiologiche alterate (nel caso della cefalea tensiva è la contrazione involontaria, eccessiva e/o eccessivamente prolungata di specifici gruppi muscolari) e le strutture nervose che ne modulano l'attività.

L'allenamento serve proprio a normalizzare i livelli d'attivazione muscolare e nervosa alterati, riportandoli entro il loro range ottimale, con conseguente progressiva riduzione degli episodi di cefalea e del dolore.
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0 # Sam 2016-01-13 23:28
Ricevete anche il sabato? Io lavoro tutta la settimana sino a tardi. Grazie.
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0 # Dr. Penzo 2016-01-22 12:04
Citazione Sam:
Ricevete anche il sabato? Io lavoro tutta la settimana sino a tardi. Grazie.


Si, riceviamo anche il Sabato dalle 12:00 alle 19:00.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
0 # Andrea 2016-01-22 22:11
Dopo anni di tentativi vari un neurologo del centro cefalee mi ha consigliato il biofeedback. Già dopo un mese la mia condizione è migliorata e adesso, dopo più di un anno, ho avuto solo tre mal di testa e non prendo più nessun tipo di farmaco.

Posso solo dire che se avessi saputo prima del biofeedback, non avrei passato inutilmente tutti quegli anni tra secchiate di medicine che mi hanno rovinato :-x e mal di testa terribili.
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0 # Anna 2016-02-15 23:03
Salve, ho letto che per la cefalea tensiva servono 10 sedute. Ma poi bisogna ripetere il trattamento ogni tot mesi???
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0 # Dr. Alessio Penzo 2016-02-16 10:54
Citazione Anna:
Salve, ho letto che per la cefalea tensiva servono 10 sedute. Ma poi bisogna ripetere il trattamento ogni tot mesi???


Il trattamento di biofeedback per la cefalea di tipo tensivo richiede un unico ciclo di 8-10 sedute. Terminato il primo e unico ciclo non v'è dunque bisogno di ripetere il trattamento.
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0 # Manuela 2016-03-09 15:52
Buona sera, io soffro di cefalea tensiva da 15 anni e negli ultimi 2 anni ho la cefalea quasi tutti i giorni; ho provato molti farmaci ma senza risultati. Vorrei provare col biofeedback ma poichè abito in Puglia vorrei sapere se è possibile fare le 10 sedute in modo consecutivo.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2016-03-21 23:02
Buona sera, è possibile effettuare un trattamento di biofeedback in 10 giorni consecutivi sebbene non sia la prassi.

Molte delle persone in trattamento da noi vengono da altre città nel Lazio o da altre Regioni; con loro solitamente adottiamo lo schema di una seduta a settimana nel giorno libero (ad es. il Sabato) o 2 sedute in due giorni consecutivi (ad es. il Venerdì e il Sabato).
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0 # Bernadetta 2016-03-21 06:39
Salve volevo chiedere se una cefalea può essere scatenata anche da un colpo d'aria o dal freddo.
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0 # Bernadetta 2016-03-21 06:39
Salve volevo chiedere se una cefalea può essere scatenata anche da un colpo d'aria o dal freddo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
0 # Dr. Alessio Penzo 2016-03-21 22:41
Salve, freddo e umidità sono spesso associati ad una maggiore frequenza di cefalee; negli individui predisposti quindi queste variabili possono favorire l'insorgenza della cefalea.
Nel caso della cefalea tensiva la percezione del freddo può determinare un ulteriore aumento della contrazione involontaria/inconsapevole dei muscoli implicati in questo tipo di cefalea (trapezio, collo, mandibolari, temporali e frontali), aumentando così la frequenza degli episodi cefalalgici, la loro durata e l'intensità del dolore.
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0 # Giacomo 2016-03-24 16:51
Buongiorno, sono capitato sul vostro sito durante un giorno di malattia preso per il mio male di testa. Soffro di cefalee che insorgono nel cuore della notte (tra le tre e le cinque) da tantissimi anni, ma da qualche mese sono diventati più frequenti e refrattari agli analgesici da me usati. Ho 49 anni e lavoro nell'ambito sanitario, mi piacerebbe capire la durata del trattamento considerato che io abito in Sicilia.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2016-03-24 21:21
Buona sera,

dovrebbe innanzi tutto dirci che tipo di diagnosi ha. Se è una cefalea di tipo tensivo il trattamento comporta mediamente 8-10 sedute.

Per chi come lei abita lonano da Roma suggeriamo diverse alternative: la più indicata prevede due sedute a settimana in 2 giorni consecutivi. Per altre soluzioni ci contatti telefonicamente.
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0 # tiziana 2016-04-11 17:19
Buongiorno,
ho un bimbo di 10 anni che da circa 20 giorni soffre di cefalea tensiva in sede frontale, mi hanno dato al Gaslini solo un integratore di vitamina b12 e magnesio, ma come prevenzione, per la situazione di stallo attuale, non rispondendo a nessun antidolorifico, lo lasciano così con questo forte dolore.
chiedevo essendo liguri, se fosse possibile pianificare un piano di sedute.
Gentilmente se mi poteste inviare una mail privata.
Grazie
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0 # Mario 2016-04-29 12:34
Buongiorno,
i trattamenti di Biofeedback sono adatti anche a bambini? (età 11 anni - cefalea tensiva costante da 13 mesi)
grazie
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0 # Dr. Alessio Penzo 2016-05-07 23:48
Salve, essendo un trattamento non farmacologico e privo di effetti collaterali il biofeedback è particolarmente indicato nei bambini di quell'età.

Se il bambino ha una diagnosi di cefalea di tipo tensivo e il dolore/tensione è continuo da 13 mesi, le suggerisco di agire in fretta.
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0 # Mariachiara 2016-05-25 23:54
Buona sera dottore, ho la diagnosi di emicrania con una componente tensiva. In pratica il dolore parte dai muscoli del collo, si propaga dietro l'occhio e arriva alla fronte. Il tutto mi passa con l'imigran che adesso prendo un giorno si e uno no.
Il biofeedback può funzionare anche nel mio caso?

Grazie
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0 # Dr. Alessio Penzo 2016-09-07 23:23
Buona sera,

il biofeedback è particolarmente indicato nel suo caso; l'emicrania con componente tensiva è una condizione molto frequente che può essere trattata efficacemente con diversi protocolli di biofeedback.

Per individuare il più efficace è necessario fare una prima visita di valutazione psicofisiologica.
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0 # Paolo 2016-11-28 17:14
Salve dottore, scrivo a nome di mia madre che da circa tre mesi lamenta di dolori alla testa e mal di stomaco con nausea e debolezza. I mel di testa si presentano con dolori intensi come se si sentisse tirare sulla nuca e nella parte superiore del cranio. Stesso accompagnate da sensazioni di gelo a chiazze. Abbiamo fatto una marea di esami che hanno escluso patologie gravi. Abbiamo fatto una visita neurologica, il cui esito, secondo me un po troppo superficiale, è stato di ansia con depressione. Per cui sono stati prescritti xanax e cipralex in gocce che assume da 5 giorni senza avere alcun risultato. Secondo lei il metodo feedback può essere efficace su un quadro di tal genere? Grazie Dottore!
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+1 # Dr.Penzo 2016-12-17 19:40
Salve, occorrerebbe una valutazione più approfondita: sapere ad esempio la frequenza delle cefalee. Potrebbe, e sottolineo il condizionale, trattarsi di una cefalea di tipo tensivo, nel qual caso il biofeedback ha un'efficacia altissima come avrà già letto.

Potrebbe anche trattarsi di un altro tipo di cefalea ma con una componente tensiva; anche su quest'ultima il biofeedback ha un'efficacia elevata.

Spesso inoltre queste patologie sono peggiorate da stati d'ansia e depressivi che amplificano il dolore secondo meccanismi neurobiologici in parte svelati.

Prima di venire da noi però dovrebbe portare sua madre presso un centro cefalee, dove possiedono le necessarie competenze per questo tipo di diagnosi. Se le diagnosticheranno una cefalea tensiva saranno loro stessi a indicarle il biofeedback come migliore opzione, tanto più se i farmaci che già prende sono inefficaci, come accade nella maggior parte dei casi.
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0 # Annalisa 2016-12-17 19:19
Buona sera dottore, abito in Lombardia ma mi reco a Roma diverse volte al mese. E' possibile stabilire un protocollo flessibile? Ossia stabilire il giorno di settimana in settimana :-* , visto che non posso avere la certezza di un giorno fisso?
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0 # Dr.Penzo 2016-12-17 19:51
Buona sera, è sempre possibile stabilire un calendario flessibile stabilendo settimana dopo settimana il giorno della seduta. Per gli orari però in base alle disponibilità; considerando che una seduta solo 30 minuti una soluzione si trova.
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0 # Franco 2017-01-10 15:02
Buona sera, ho una figlia di 10 anni alla quale è stata diagnosticata cefalea di tipo tensivo. Per evitare i farmaci vista l'età il neurologo ci h consigliato il biofeedback. Fate questi trattamenti anche ai bambini?
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+2 # Dr. Penzo 2017-01-11 13:54
Buona sera, il biofeedback è particolarmente indicato nel trattamento di questa patologia nei bambini proprio per evitare il rischio di influenzare negativamente o compromettere lo sviluppo psicologico e fisico con l'uso di farmaci mal tollerati anche dagli adulti.
Continuamente trattiamo con successo bambini di quell'età.
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0 # Valeria 2017-03-29 02:16
Buona sera, soffro di cefalea tensiva da 10 mesi. Quasi sempre la cefalea mi viene di mattina, al risveglio. Ho provato il Samyr e il Laroxyl, ma senza successo. Con il biofeedback posso risolvere il problema?
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0 # Dr. Penzo 2017-03-29 19:43
Buona sera, la cefalea tensiva al risveglio è molto diffusa. Per questo tipo di problema occorre un approccio integrato volto anche a considerare tutte le problematiche legate al sonno.

Il nostro protocollo di biofeedback integrato standard prevede tutte le attività necessarie a risolvere anche questo specifico problema.
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0 # Antonio 2017-05-08 16:05
Buona sera, vorrei sapere se il biofeedback è realmente efficace nell'80% dei casi. Grazie.
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0 # Dr. Penzo 2017-05-09 13:21
Salve, la ricerca scientifica ha dimostrato che il biofeedback è efficace nell'80-90% dei casi. Da uno studio è addirittura risultato efficace nel 100% dei casi a patto che venisse utilizzato il protocollo giusto. Può comunque consultare la sezione dedicata ai riferimenti scientifici.
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0 # Lidia 2017-10-12 23:53
Buona sera, due anni fa al S. Andrea mi hanno fatto la diagnosi di emicrania e cefalea di tipo tensivo; la mia emicrania si innesca sempre a partire da una tensione alla nuca. Ho fatto un anno e mezzo di botulino e Toliman ma senza risultati. Nel frattempo sono peggiorata e non ne posso più. Potete aiutarmi? Il biofeedback funziona anche in questi casi?
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0 # Dr. Penzo 2017-10-13 12:44
Buona sera Lidia, lei ha ricevuto al S.Andrea una doppia diagnosi; anni fa si parlava di cefalea mista ma la sostanza non cambia. Una tensione muscolare, percepita solitamente al collo o alla nuca, innesca o alimenta gli episodi emicranici. Questa condizione è molto comune; anche in questi casi abbiamo ottenuto ottimi risultati con il biofeedback; riducendo la tensione muscolare del collo si riduce fortemente la probabilità d'innesco delle emicranie. A questo bisogna poi aggiungere un'analisi approfondita e la definizione delle strategie idonee al controllo di tutti i possibili fattori d'innesco delle emicranie (ambientali, psicologici, comportamentali).
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0 # Paolo P. 2017-10-13 22:33
Salve, qualche mese fa il mio gastroenterologo mi ha diagnosticato una gastrite cronica con reflusso che secondo lui è causato dall'ansia di cui soffro da sempre. Ho letto che il biofeedback funziona per l'ansia ma non ho capito se funziona anche per la gastrite e il reflusso.
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0 # Dr. Penzo 2017-10-14 12:35
Salve Paolo, gastrite, reflusso e altri disturbi gastrointestinali sono spesso una somatizzazione dell'ansia. L'ansia cioè è sempre legata a squilibri del funzionamento del sistema nervoso autonomo che negli individui predisposti produce alterazioni funzionali a livello gastroenterico sia in termini di motilità che di secrezione esocrina (es. succhi gastrici).
Per nostra esperienza riducendo l'ansia col biofeedback si riduce sempre anche l'intensità di queste ed altre somatizzazioni che col tempo spariscono del tutto.
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0 # Agata 2017-10-26 12:21
Buon giorno, mia figlia ha 8 anni e il neurologo le ha diagnosticato una cefalea di tipo tensivo ad episodi ricorrenti. Capita spesso che dobbiamo andare a scuola a prenderla prima della fine della lezione o a metà mattinata. Vista l'età della bambina il neurologo ci ha consigliato di fare il biofeedback. Voi lo effettuate anche con i bambini di questa età? Grazie anticipatamente.
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0 # Dr. Penzo 2017-10-26 17:13
Buona sera, sino ad ora abbiamo avuto molti casi simili al suo, anche con bambini più piccoli e ottenendo sempre ottimi risultati, spesso in tempi più brevi rispetto agli adulti nelle stesse condizioni, grazie al fatto che i bambini imparano assai più rapidamente.
E' bene non aspettare troppo tempo perché tanto nei bambini quanto negli adulti questa patologia, se non si interviene, evolve quasi sempre nella forma cronica.
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0 # Paolo 2017-10-31 22:34
Salve dottore mi è stata diagnosticata in emicrania vestibolare dall otorino , e cefalea tendi a dall medico fisiatra , sto facendo fisioterapia 10 sedute , sintomi : algie varie , piccoli dolori , tensioni al collo etc vertigini e acufeni , sono sei anni che faccio psicoterapia psico dinamica nn prendo farmaci da 2 anni , sono un soggetto con ansia generalizzata .
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0 # Dr. Penzo 2017-11-04 13:09
Buona sera, le condizioni di cefalea "mista" sono molto frequenti. Per quanto riguarda l'emicrania vestibolare non vi sono ancora sufficienti dati scientifici sull'efficacia del biofeedback.
Al contrario per la cefalea tensiva è stata ampiamente dimostrata un elevata efficacia; bisogna anche vedere quanto le vertigini siano legate proprio alle stesse tensioni dei muscoli cervicali che probabilmente alimentano la stessa cefalea tensiva.
Il biofeedback è inoltre molto efficace per il trattamento dei disturbi d'ansia, in particolar modo l'ansia generalizzata e gli attacchi di panico. La psicoterapia è sempre una cosa buona ma non può risolverle il problema; lo stesso vale per la fisioterapia che può dare un sollievo di qualche ora, a patto che si limiti a rilassare le zone muscolari tese e non a stimolarle fortemente.
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0 # Anselmo 2017-11-11 13:55
Salve dottore, tutti i farmaci che ho provato come il Lyrica e il Laroxyl hanno funzionato per qualche settimana ma poi hanno smesso di funzionare, come se il mio corpo si fosse abituato. Visto che sono resistente ai farmaci il mio neurologo mi ha consigliato il biofeedback. Io sono nello stadio cronico: il biofeedback funziona bene anche in questo caso?

Grazie.
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0 # Dr. Penzo 2017-11-14 12:45
Buona sera Anselmo, il fenomeno che ha descritto è molto probabilmente legato all'effetto placebo che può durare anche molti mesi; ossia il farmaco non ha mai funzionato in realtà, ma lei ha goduto per qualche settimana di un effetto placebo che, come dimostrato da studi recenti, comporta l'attivazione transitoria di alcuni potenti meccanismi del nostro "sistema analgesico", ossia quella parte del sistema nervoso deputato a ridurre il dolore (ad es. tramite le endorfine).

Riguardo alla sua domanda, la cronicità costituisce la condizione che trattiamo con maggior frequenza. Il biofeedback quindi può funzionare bene anche nel suo caso.
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0 # Marco 2017-11-16 01:05
Buona sera, sono un fisioterapista di 46 anni e da 7 anni soffro di cefalea tensiva cronica. Lavoro presso un grande centro di fisioterapia di Roma ed ho provato tante tecniche osteopatiche, ma anche la Tecar, gli ultrasuoni e alcuni tipi di manipolazione e la posturale ma senza successo. Anzi tutti gli esercizi che comportavano sforzo o movimenti bruschi del collo o delle spalle mi peggiorava fortemente il dolore. Vorrei sapere se il biofeedback richiede qualche tipo di ginnastica o di sforzo muscolare.
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0 # Dr. Penzo 2017-11-17 13:47
Buona sera, abbiamo avuto diversi pazienti medici e fisioterapisti; come risulta anche dalla ricerca scientifica, la fisioterapia e tutte le metodologie che ha citato non hanno un'efficacia dimostrata nel trattamento della cefalea tensiva.
Il biofeedback non è fisioterapia ma un approccio psicofisiologico che non comporta sforzi muscolari.
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0 # valentina 2017-11-28 12:47
Salve, soffro da piu di un anno di cefalea muscolo tensiva, teoricamente deriva da problemi della ATM; I problemi sono sorti in seguito e terapia ortodontica,
potrebbe essere una soluzione anche se in questo caso deriva da distrurbi a mandibola?
grazie infinite
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0 # Dr. Penzo 2017-11-29 16:13
Buona sera Valentina, se ha una diagnosi di cefalea di tipo tensivo il problema risiede principalmente o esclusivamente nella tensione di alcuni gruppi muscolari e può essere risolto col biofeedback.
Se poi ha anche una diagnosi certa di disturbo dell'articolazione temporo-mandibolare, il biofeedback, anche in questi casi, si è dimostrato efficace.
Abbiamo avuto diversi casi d'insorgenza della cefalea tensiva in seguito a trattamenti ortodontici in pazienti che non ne avevano mai sofferto prima: questo avviene quando tali trattamenti di ortodonzia creano o potenziano delle tensioni muscolari a livello mandibolare, temporale (e talvolta a livello del collo/spalle/fronte) che, negli individui geneticamente predisposti, fanno raggiungere la soglia d'innesco delle cefalee, dando il via ad un disturbo sino ad allora inespresso o latente.
Il biofeedback è efficace in tutti i casi descritti.
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0 # Annarita 2017-12-12 19:47
Buona sera dottore, soffro di cefalea tensiva da 2 anni; mi è venuta in modo improvviso in un periodo di forte stress lavorativo. Il neurologo che mi segue mi ha consigliato di fare il biofeedback. Ho letto che ci vogliono 8 sedute ma non ho capito quali sono i tempi, soprattutto quando si cominciano a vedere i risultati.
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